Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 maggio 2004
Domanda 23 maggio 2004
Mi trovo in una situazione dalla quale non so come uscirne. Mi trovo solo a perdere una casa per mal comportamento di altri. Non so piu' se e' giusto continuare a essere onesti o se e' preferibile essere delinquente. Allego parte delle mie vicende. Ho scritto al Tribunale, alla Procura della Repubblica, ecc. Scusatemi ma non so proprio come fare Umili saluti di ringraziamento a chiunque possa aiutarmi.
Gerolamo
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All'Ill. mo Prefetto, Nel 1990 mio fratello Salvatore acquisto' un immobile ubicato in localita' xxxxxx, ritenendo tale operazione il miglior investimento dei suoi risparmi. Causa la professione di marittimo che lo tiene sempre in giro per il mondo mi chiese la disponibilita' per le cure del suddetto immobile. Sono distrutto per non averlo saputo tutelare a sufficienza. Di recente sono venuto indirettamente a sapere che il Banco di Napoli di Nuoro tramite la SGA sta procedendo al pignoramento del bene per il recupero di ipoteche non determinate ne' da me ne' da mio fratello. Ho cercato di rimediare alla mia incapacita' ma mi si rimanda da una parte all'altra. L'unica risposta e': NON PUOI FARE NULLA. La mia buona fede e onesta' sono state il veicolo della truffa perpetrata.
Nell'assemblea di condominio ho visto tanti altri disperati come me. Non posso credere che la legge consenta di portarci via il frutto dell'onesto nostro lavoro a favore di coloro che non hanno adempiuto al proprio dovere.
Sarebbe come affermare che il mondo non e' solo dei furbi ma piu' che altro dei ladri.
Non si puo' mandare alla rovina economica e psicologica intere oneste famiglie. Era mia intenzione appellarmi alla stampa per cercare aiuto ma pensando che poteva creare cattiva immagina alla giurisdizione che Lei rappresenta ho optato di rivolgere a Lei Sig. Prefetto il piu' umile degli appelli affinche' ci aiuti a trovare la giusta strada per rimuovere secondo legge Divina e Giuridica questo contenzioso. Anticipatamente e con la piu' umile devozione ringrazio e saluto.
Gerolamo
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All'Ill. mo Sig. Direttore del Banco Di Napoli Sede Di Nuoro. Sono xxxx residente in Bolotana. Le scrivo in merito al procedimento di pignoramento dell'immobile situato in localita' xxxxx per il recupero di ipoteche non determinate da inadempienze mie o di mio fratello Salvatore. Mi si propone di agire per vie legali ma sapendo che i miei mezzi finanziari non possono di certo contrapporsi ai Vostri mi trovo costretto, salvo altra Vostra proposta di risoluzione del problema, a far ricorso tramite stampa e tutti i livelli istituzionali nazionali ed europei.
Mi dispiace per Voi Banca e soprattutto per i Vostri rispettabili Clienti se dalle mie azioni dovesse essere messa in dubbio la Vostra credibilita'. Non posso credere che la legge consenta di portarci via il frutto dell'onesto nostro lavoro a favore degli inadempienti. Sarebbe come affermare che il mondo non e' solo dei furbi ma piu' che altro dei ladri. Non si puo' mandare alla rovina economica e psicologica intere oneste famiglie. Non sono esperto in materia ma trovo assurdo che vengano concessi dei fidi o prestiti ipotecando beni ancora da realizzare e/o terreni di proprieta' condominiali per poi agire solo su parte di quanto su di essi realizzato e a danno di altri.
Basandomi sulla mia esperienza le banche in queste circostanze si sono sempre tutelate concedendomi prestiti solo dopo effettive e concrete mie e non di altri garanzie.
Questo caso mi appare come una organizzazione premeditata a danno di persone oneste incapaci di difendersi. Non credo neppure che la legge protegga coloro che agiscono in nome di societa' senza dover rispondere in prima persona. Se cosi' fosse e il Vostro comportamento a riguardo e' corretto vuol dire che posso venirVi a trovare in qualita' di societa' provvisoria, prelevare delle somme e poi cambiar nome senza nulla poi dovervi come soggetto. Non intendo rinunciare alla mia legittima proprieta' pertanto sono determinato a destinare a questo tutte le mie future energie per avere giustizia.
Mi costasse farvi trovare da vendere all'asta anche la mia pelle. Mi dispiace. Con tanto amaro e sofferenza saluto.
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A Spett. le Banca D'ITALIA
Con totale umilta' Le scrivo pur consapevole di privarLa di parte del Suo prezioso tempo.
Vi scrivo in merito al procedimento di pignoramento che sta attuando il Banco di Napoli di Nuoro sull'immobile situato a San Teodoro, localita' xxxxxx intestato al Sig. xxx. per il recupero di ipoteche non determinate da inadempienze mie o di mio fratello Salvatore. Evidenzio che l'immobile in oggetto e' il frutto di rinunce e di una vita di lavoro. Dichiaro di aver provveduto sin dal 1990, e precisamente dall'acquisto, ad ogni spesa necessaria per custodire, mantenere e gestire direttamente l'immobile.
Non avendo ricevuto mai nessun rimborso per le spese sostenute ne' alcun compenso in nessuna forma per le attivita' di cui sopra e considerato il tempo trascorso ritengo aver maturato credito pari al valore dell'immobile stesso pertanto avanzo diritto di usucapione e/o ogni altro titolo per trasferire a mio nome la totale e piena proprieta' e per consapevolezza di cio' mio fratello Salvatore nulla obbietta. Informo altresi' che per necessita' personali mi sto attivando per trasferire sullo stesso la mia dimora abituale. Appena ho saputo da altri Condomini di quanto in corso ho perfino cercato di farmi carico degli eventuali oneri legalmente spettanti. Non ne sono venuto a capo. Avverto solo la sensazione che dietro vi siano interessi diversi. I nostri soldi sono serviti a ben altro. Mi sento truffato e indifeso. Non possiedo neppure i mezzi finanziari per poter agire in mia difesa consapevole che avrei a che fare con chi tanto ne' possiede. Sono sempre stato un onesto cittadino che ha vissuto sempre con la convinzione che i preposti alle istituzioni pubbliche fossero i garanti degli onesti tutelandoci nella nostra ignoranza. Purtroppo oggi ho difficolta' a continuare con quella convinzione.
Il rivolgersi ad un Notaio per l'acquisto di immobili ho sempre creduto equivalesse a fare le cose a regola d'arte e nel rispetto delle leggi convinto che fosse Suo il compito di tutelare le parti affinche' nessuno in futuro potesse subire danni. Mi ritrovo invece con uno scritto nel quale con semplice dicitura attribuisce all'acquirente la responsabilita' di non verificare le pendenze in essere.
Inoltre credo avrebbe potuto inserire anche delle postille affinche' la quota parte dell'ipoteca fosse devoluta direttamente verso il Soggetto creditizio evitando le problematiche in essere. Per quanto riguarda la Banca interessata non so come abbia agito e con quali criteri abbia elargito somme senza aver avuto adeguate garanzie attivando vincoli concreti nei confronti di coloro che riscuotevano.
A me sono sempre state pretese fideiussioni, assicurazioni e capitali in misura triplicata e costituendosi il diritto di intervenire alla fonte dei miei guadagni per recuperarsene il credito. E' possibile concedere ulteriori finanziamenti su beni ipotecati tali da superare l'intero valore? Se il motivato obbiettivo era finanziare l'intero complesso programmato perche' questi problemi ora ricadono solo su una minima parte?
Mi chiedo cosa ha fatto la Banca in tutti questi anni non vedendosi versare le somme erogate. Quali precauzioni e azioni ha costantemente preso vedendo il giro tortuoso dei finanziamenti concessi.
Non mi e' consentito e per onesta' non posso affermare che questa e' una truffa voluta ma io mi sento defraudato e avvilito.
Non credo che la perfezione delle Leggi Italiane abbiano lacune tali da permettere che a pagare debba essere costretto l'adempiente cittadino a favore del colpevole.
Se gli interessati non risultano intestatari ne' possessori di mezzi finanziari per adempiere ai loro doveri mi chiedo: di che vivono? Con chi? E' piu' giusto sequestrare i nostri beni legittimi anziche' quelli dei loro eredi? Devo sacrificare ulteriormente la mia famiglia? (neppure questa possibilita' mi viene data). Perdonatemi se mi rivolgo in questo modo a Voi Giudici che amministrando la Giustizia Terrena ci permettete di meritare anche la Divina. Non so come difendermi e come comportarmi. Questo e' minare l'integrita' morale di un essere umano sottoponendolo a stress psicologico con l'obbiettivo di comprometterne l'integrita' col solo fine di eliminare ogni ostacolo e mettere a tacere il tutto a salvaguardia degli allora interessi economici. Mi dispiace. Mi appello alla generosita' dei Vostri cuori per indirizzarmi sulla giusta strada per trovare una soluzione pacifica a questo mio problema.
Con tanto amaro e sofferenza Vogliate concedermi il piu' umile dei saluti.
Gerolamo

Risposta ADUC
non lo dice, ma forse si tratta della conseguenza di un fallimento della societa' costruttrice?? Non crediamo che sia cosi' facile togliervi la casa: nel senso che i creditori possono agire ed i curatori pure, ma esistono anche le opposizioni e per gli acquirenti in buona fede e' possibile sicuramente tutelarsi, purche' si muovano nei tempi dovuti. In ogni caso, e' un avvocato quello che le serve, non ci sono altre strade.
Se si raccomanda alla bonta' altrui o si illude che basti un po' di pubblicita' negativa, non otterra' nulla: non si possono chiudere gli occhi, deve prendere coscienza del fatto che necessariamente solo opponendosi in giudizio puo' ottenere qualcosa.
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