Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 maggio 2004
Domanda 22 maggio 2004
Buongiorno, essendo proprietaria di un appartamento con riscaldamento autonomo, ogni anno provvedo alla manutenzione obbligatoria dello stesso (costo ca. 50 Euro/anno) tramite ditta preposta.
La mia domanda e': perche' devo pagare 7 euro (piu' 1 euro c/c postale) per autocertificare la mia regolarita', quando basterebbe un controllo incrociato Italgas/Ditte di Manutenzione per individuare chi non e' in regola? So che cio' e' regolato da Legge Provinciale e che malgrado la non obbligatorieta' dell'autocertificazione si rischia qualora intervenisse l'ARPA un "contributo spese" di 60 Euro. Ora, perche' occorre subire questo balzello quando ogni anno gia' si paga l'onere per la manutenzione, il cui libretto e' obbligatorio?
Perche' non si da mandato all'amministratore di verificare il possesso del libretto in regola? Perche' invece di tassare tutti non si multa in maniera pesante chi non e' in regola con la manutenzione? Vorrei per favore che mi rispondesse un esperto in grado di spiegarmi l'assurdita' di questa legge, pur capendo che e' stata fatta per scoraggiare chi non provvede alla manutenzione. Esiste un modo per evitare questi balzelli (capite bene che non e' per la cifra in se', ma per il principio fondamentalmente iniquo dell'applicazione)? Vi ringrazio in anticipo per la V/cortesia. Distinti saluti.
Doriana, da Torino

Risposta ADUC
il problema e' che lo prevede la legge nazionale: le norme locali sono solo attuative. In ogni caso, un motivo c'e': ossia quello di coprire i costi di dette verifiche. Che gravano sugli Enti, che devono pagarle. Gli Enti prendono i soldi, ovviamente, dalle tasse: invece di far gravare l'onere delle verifiche sul bilancio generale destinato gia' ad altri interventi e servizi, in questo modo viene costituito un fondo ad hoc per questo specifico controllo.
Che lei paghi per l'esecuzione dell'intervento al suo manutentore, e' una cosa: questo e' il costo per i controlli, per pagare le persone che li eseguono (in quanto e' un servizio in piu').
In ogni caso, e perche' MAI lo Stato dovrebbe fidarsi della verifica di un amministratore di condominio piu' che delle SUE parole?
Il fatto e' che il principio invece non e' sbagliato. Ci si puo' chiedere se sia giusto o meno un controllo dello Stato; ma ove questo venisse ritenuto ammissibile, e' ovvio che in qualche modo dovra' essere pagato e sinceramente pare giusto che sia costituito un fondo ad hoc invece che aumentare tutte le tasse per coprire anche questa spesa suppletiva. Non sarebbe peggio se i Comuni aumentassero l'aliquota Ici, ad esempio, per avere le entrate necessarie, colpendo chiunque? E dovrebbe accadere per forza, in quanto se le verifiche devono esserci, qualcuno deve farle e queste persone costano e verranno pagate e quindi mancheranno soldi in bilancio -l'alternativa per non aumentare le tasse e' tagliare altri servizi: non e' una bella prospettiva neanche questa, no? In questo modo, almeno, l'onere e' solo su chi e' soggetto a verifica.
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