Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 maggio 2004
Domanda 21 maggio 2004
MUTUO PRIMA CASA: DONAZIONE O COMPRAVENDITA?
Sono divorziata con un figlio a carico, ho da sempre residenza presso la casa dei miei genitori.Vogliamo suddividere in due unita immobiliari la grande casa di proprieta' paterna che un giorno ereditero' (ho una sorella) Per i lavori di divisione e ristrutturazione, miei e dei miei genitori, dovrei chiedere un mutuo.Vi chiedo, riassumendo sommariamente un consiglio su cosa sia meglio fare.
1.Rogitare x acquistare la casa dai miei e richiedere un mutuo x acquisto prima casa che copra il rimborso ai miei genitori e copra le mie spese di ristrutturazione. (Notevoli spese legali e tasse consistenti)
2.Avendo la residenza in comune, accollarmi il mutuo x ristrutturazione (meno conveniente) lasciando mio padre (74 anni) proprietario? Avendo dopo due unita' immobiliari distinte, queste verranno ancora considerate entrambe prima casa (Agevolazioni fiscali, tasse, utenze, ecc.)? Posso in un momento successivo, con il mutuo in corso, effettuare la donazione?
Alessandra, da Bologna

Risposta ADUC
se sono due unita', e suo padre rimane proprietario di entrambe, una delle due non sara' piu' prima casa per lui; pero' ci sono delle aliquote speciali in caso vi risiedano persone (specie parenti) che la adibiscano a prima casa -non nella dichiarazione dei redditi quanto per le altre tasse "vive". A quel punto, pero', a cosa servirebbe la donazione? Deve chiarire quale sia il punto, anche rispetto a sua sorella.La donazione non ci pare utile, complica solamente. O la casa rimane a suo padre che poi per testamento dispone che ereditiate un'unita' per ognuna (invece che contestualmente entrambe le unita': e' piu' complicato) oppure ognuna delle due acquista un'unita' immobiliare -anche non subito e mantenendo semmai l'usufrutto ai genitori.Infatti, se lei "acquista" probabilmente avrebbe un vantaggio: in quanto quella casa uscirebbe dall'asse e in seguito sarebbero ereditabili solo l'altra casa ed i soldi che i suoi genitori avranno, a vario titolo -compresi i proventi della "vendita". Sua sorella potrebbe pero' non gradire questa soluzione in quanto, volendo (anche se lei da' qualcosa ai genitori non crediamo che la casa gliela paghera' veramente a prezzo pieno) potrebbe rimanere penalizzata, all'atto pratico, dovendo dividere la casa rimasta con lei ed i soldi.. chissa' se ci sarebbero ancora. Certo, nulla impone che le parti ereditarie siano identiche, anche se entrambe le case fossero ereditabili (voi avete diritto ad esigere la quota di legittima, non obbligatoriamente la meta', pertanto una delle due PUO' essere favorita) ma il discorso che le facciamo e' piu' psicologico che giuridico. Come gia' dettole, sono possibili entrambe le possibilita': a seconda del rapporto che avete, forse e' meglio decidiate insieme adesso che non finiate per odiarvi in seguito.
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