Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 maggio 2004
Domanda 17 maggio 2004
Questo e' quanto mi e' accaduto in un Tribunale di una cittadina toscana: Sono socio di una societa' semplice con patrimonio immobiliare di 1.810.000, 00 euro (certificato dalla perizia del CTU), che e' costituito da 6 unita' immobiliari accorpate, ma distinte con 6 diversi subalterni, di cui tre sono colpite da ipoteca di primo grado da tre diverse banche, rispettivamente per 87000 euro, 92000 euro, 51000euro, mentre le altre tre unita' sono completamente libere da qualsiasi vincolo o ipoteca ed hanno un valore commerciale di 924000 euro. Una quarta banca, creditrice di 10500euro, non solo esegue il pignoramento su tutto l'asse patrimoniale della societa', (impedendomi cosi' di vendere almeno uno dei beni liberi, per sanare in toto le passivita'), ma, nella smodata attivita' espropriativa, la Banca inserisce nel pignoramento anche una particella adiacente di terreno con sopra un fabbricato, di mia esclusiva proprieta', giustificando il fatto che essendo io socio di una societa' semplice, sono di fatto solidale per tutte le obbligazioni della societa'.
Il Giudice delle esecuzioni non ha tenuto conto della mia istanza con la quale facevo presente che nel bando d'asta era inserita una particella estranea alla societa' esecutata, ed ha proceduto comunque alla vendita di tutto il compendio immobiliare per 900.000 euro, compresa la mia particella, con grande gioia degli aggiudicatari.
Pertanto ho proposto opposizione di terzo ai sensi dell'art.619 cpc per rivendicare la proprieta' del bene temporaneamente aggiudicato, chiedendo la sospensione del decreto di trasferimento.
Niente da fare, il Giudice delle esecuz. non ha inteso ragioni ed ha emesso il decreto di trasferimento.
Adesso sono in attesa del decreto di rilascio della mia particella. Che fare?
P. S. da tenere presente che non possiedo piu' niente e che sono in attesa della pensione minima il prossimo luglio.
Pierluigi, da Firenze

Risposta ADUC
l'unica possibilita' ulteriore che vediamo, oltre alle azioni di opposizione, e' richiedere una valutazione in merito -e quindi in ipotesi richiedere il rimboro del danno causato allo Stato italiano, ove risultasse identificata una cattiva gestione del processo- alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (c/o Consiglio D'Europa, Strasburgo-Cedex). Senza pero' che con questo debba necessariamente attendersi un risultato.
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