Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 maggio 2004
Domanda 2 maggio 2004
Salve, complimenti per il Vostro lavoro insostituibile, al quale devo, ahime', anch'io chiedere aiuto e scusate la lungaggine, ma mi devo spiegare.
Sono motociclista da vecchia data, ho 45 anni, (20 moto possedute ad oggi) nessun problema con la legge, mai, per nessun motivo, (sono un iscritto attivo alla Associazione Carabinieri).. questo per sgombrare il campo da possibili pensieri negativi (visto quello che mi e' stato recapitato a casa....) Nella mia vita motociclistica ho subito 2 incidenti (regolarmente pagatimi) e provocati altrettanti, di cui un mini tamponamento di poco conto. E' il primo di questi ultimi, in cui sono parte colpevole, che mi provoca seri fastidi. Nel lontano 30 novembre 1977, al momento di chiudere la stagione (in Liguria grazie al clima favorevole si chiude tardi), ero uscito da solo con la mia moto per l'ultima (maledetta) scorribanda. Bevuta la classica birra al bar dei motociclisti mi aggregavo al altri centauri sconosciuti (ultimo della fila) su un percorso famoso quanto impegnativo (Genova Boasi). In una curva larghissima, impostavo la traiettoria per superare l'ultimo del gruppo (che poi era una ragazza, mai conosciuta fino ad allora) ma vuoi per un mio errore, o ghiaietta per terra o semplice umidita' perdevo parzialmente il controllo del mezzo, che come si dice in codice 'sbacchettava'.. Nel recupero, toccavo fronte retro, la moto davanti. La ragazza non riusciva a tenere la sua moto e ruzzolava, ed io stesso dopo mille tentativi per tenerla in linea poggiavo a terra la mia moto. Soccorrevo la donna e assumevo le mie responsabilita', come civilta' impone. Non l'avessi mai fatto, fossi fuggito avrei fatto '13'!! Per farla breve, mi sono visto recapitare una ingiunzione in cui il giudice non accetta la spropositata (secondo loro e a me ovviamente non interessa nulla) richiesta danni della donna, insufficienti le sue testimonianze (nell'attimo non c'era nessuno nei pressi immediati anche se qualcuno da lontano qualcosa aveva visto), ma tutti i poi convenuti sul luogo del sinistro, mi hanno sentito scusarmi, e prendendo spunto dal fatto che la parte lesa e' massaggiatrice per una clinica coinvolta in 'Assicuropoli' (almeno cosi' leggo dagli atti), ebbene il giudice (una signora, tale dott. Alessandra) ha sentenziato che la donna caduta deve chiedere a me direttamente i danni, e in piu' io devo pagare il 50% di tutte le spese, comprese le sue perizie mediche.. Non nego che quando ho finito di leggere i protocolli un po' mi sono messo a ridere, un po' non gli ho creduto, ma alla fine carta canta e villan dorma la mia preoccupazione ora e' enorme.... prima che mi cada la fiducia nello Stato, Vi chiedo: cosa devo fare? Non basta pagare l'assicurazione obbligatoria? Quando si ha un incidente, si devono pagare testimoni di ferro, torto o ragione si abbia? O oggi ti va' cosi' ma domani ti fai una 'torta' e rifai il perduto???.. devo capire!
Grazie.
Saluti.
Paolo, da Genova

Risposta ADUC
non sappiamo se abbia sbagliato la data: davvero si e' concluso adesso un procedimento di 27 anni fa?
In ogni caso, non ci sono alternative: o paga od affronta un giudizio in appello.
E' il suo legale pero' che deve consigliarla, visionando gli atti e contestando i punti in cui la sua responsabilita' viene ritenuta di gravita' tale da non poter essere coperta da assicurazione. Ammesso che sia effettivamente questo quanto risulta, poiche' anche ove lei venisse ritenuto responsabile con cotanta gravita', l'assicurazione era comunque chiamata direttamente al rimborso e la compagnia avrebbe poi a sua volta potuto rivalersi su di lei: ma e' strano che venga disposto (in danno alla danneggiata) che sia lei e non la compagnia a dover rifondere il danno.
Comunque sia, essendo i termini di opposizione molto ridotti, suggeriamo di rivolgersi direttamente ad un legale cui affidare l'eventuale appello.
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