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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 maggio 2004
Domanda 1 maggio 2004
Mi riferisco al Vostro editoriale del 27/2 relativo al prezzo del latte, e vi trascrivo con il copia e incolla una corrispondenza che ho avuto con la signora xxx sul Forum del corriere della Sera:
2004-04-27 11:50 latte fresco... cartello?
In Esselunga e in vari discount di Milano e' in vendita il latte fresco di importazione tedesca, al prezzo di 0, 63 al litro, cioe' meno della meta' del latte italiano. L'ho provato, anche dopo conservazione di 2/3 giorni in frigorifero ed e' ottimo. Siccome esistono leggi che tutelano le caratteristiche organolettiche del latte fresco, ritengo che anche quello che non posso vedere io, col gusto, sia a posto. Allora mi chiedo: ma perche' non esiste un latte italiano che costa come quello tedesco, che oltretutto dovrebbe avere costi di trasporto aggiuntivo? Brutalmente, c'e' un cartello frai i produttori/distributori di latte italiano. Per quanto mi riguarda, ed in famiglia consumiamo un litro di latte al giorno, compro latte tedesco a 0, 63, realizzando un risparmio annuo di 200 euro. L'autorita' Antitrust ha mai verificato questa situazione, che sembra scandalosa?. Grazie
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Signora xxxx
2004-04-27 11: 56Re: latte fresco... cartello?
Germania e Danimarca sono i piu' grandi produttori di latte della UE. L'Italia e' autosufficiente per il 50%.
Costa di piu' il latte italiano perche' il sistema adottato per salvare la produzione lo vuole rendere remunerativo per i produttori di casa nostra.
Francamente devo dirle che anch'io preferisco pagare il latte italiano (certificato) 0, 90 euro al litro piuttosto che dipendere per il 100% dalla produzione degli altri. Se fosse adottato il principio che deve produrre una alimento solo chi lo produca a meno, che cosa ne facciamo della nostra agricoltura? Continui a comperare il latte tedesco, visto che e' libero di farlo e lasci ad altri, me compresa, la liberta' di comperare quello certificato italiano. E' una questione di fiducia! " Devo dire che sono esterrefatto!
Se capisco bene la signora xxx asserisce che c'e' un sistema di distribuzione che fa costare di piu' il latte italiano, in un mercato in cui esiste comunque un prodotto paragonabile ad un prezzo pari alla meta'. A me sembra una bestemmia economica! E poi questo in nome della "certificazione"; ma di cosa?
Del tutto risibile il fatto che lo scopo debba essere quello di proteggere la nostra agricoltura (ovviamente a danno dei consumatori/ contribuenti). Di questo passo, perche' non proteggere anche le banche (italiane), la Telecom (italiana), e tutti i piccoli e grandi cartelli che operano tranquillamente.
La cosa peggiore di tutte e' poi il fatto che osservazioni di questo tipo, chiaramente disinformate e disinformanti, vengano da una cosiddetta "associazione a difesa dei consumatori".
Confermo: sono allibito e deluso.
Francesco, da Milano

Risposta ADUC
siamo contrari al protezionismo ed alle certificazioni di questo tipo e non pensiamo che il latte italiano sia per forza piu' buono o piu' fresco o piu' sano e che meriti una maggiore tutela, ne' c'importa se le nostre scelte "straniere" possano rendere l'Italia dipendente dalle importazioni di latte (si facciano piu' furbi gli imprenditori italiani, siano meno attaccati al protezionismo e riducano i prezzi).
In ogni caso, una cosa e' vera: ognuno deve comprare il latte che crede e quindi ci deve essere sicuramente posto per chi ritiene che il latte italiano sia piu' buono e vada promosso anche pagandolo di piu': e' una libera scelta e non c'e' il diritto d'impedire neanche questo.
Il fatto e' che l'argomento e' stato affrontato in modo casereccio, ossia se sia meglio acquistare il latte piu' economico oppure quello buono italiano; in questo ci pare che non si possa che auspicare la liberta' di scelta.
Questo, proprio perche' liberta' di scelta vuol dire anche liberta' di sbagliare, di autoconvincersi che una cosa sia meglio di un'altra e di spendere di piu'.
Per quanto invece concerne il protezionismo della categoria, il problema e' piu' ampio pero' l'impostazione e' politico-economica e non spicciola come quella di un forum come quello cui lei si riferiva: e su questo punto, sicuramente -ci spiace per gli allevatori- siamo sicuramente contrari al protezionismo imperante ed all'apparente "buonismo" italiano.
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