Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 maggio 2004
Domanda 1 maggio 2004
Cari amici di ADUC, vi voglio raccontare una piccola odissea per far capire che i diritti dei consumatori sono ancora lontani dall'essere tutelati...
Un cellulare Telit GM822, matricola xxxx, acquistato presso Marvin (Torino) nel luglio 2002 da mia moglie Silvia, e' stato consegnato in data 3 novembre 2003 al laboratorio Marvin Service per una riparazione in garanzia, in quanto inutilizzabile: in media 4 volte su 5 e' impossibile effettuare la chiamata anche in presenza di campo. Il numero viene composto, e dopo un paio di secondi (prima ancora che la conversazione possa effettivamente iniziare) la chiamata viene terminata. Risulta anche impossibile chiamare da altri telefoni il cellulare, che appare perennemente irraggiungibile. Il cellulare funziona soltanto spegnendolo e riaccendendolo piu' volte, e spesso nemmeno cosi'.
Il cellulare e' stato restituito come "riparato" da un centro autorizzato Telit a cui Marvin Service l'ha inviato (non abbiamo avuto modo di sapere quale, in quanto ci e' stato detto che il centro non vuole ricevere telefonate dirette da parte dei clienti) il 30 gennaio 2004 (ovvero ben TRE mesi di attesa), e ritirato da mia moglie il 6 febbraio 2004. Il 7 febbraio 2004 ha ricominciato a manifestare gli stessi problemi riscontrati in precedenza, che rendono TOTALMENTE inutilizzabile il cellulare. Mi sembra quindi evidente che il cellulare e' stato riconsegnato senza alcuna riparazione (e vorrei sapere con quale coraggio si sia detto che e' stato anche testato, vista l'evidenza del difetto). Tengo a precisare che in occasione della "riparazione" e' stata anche proposta dal centro di assistenza Telit la sostituzione della batteria (ovviamente a nostre spese) in quanto non piu' funzionante: vorrei far presente che la batteria funziona perfettamente, e mantiene ancora la carica per diversi giorni, e non capisco perche' si sia cercato di far pagare 30 Euro a un cliente per una sostituzione non necessaria... senza risolvere per lo meno il problema vero, che riguarda la ricetrasmissione.
Voglio inoltre far presente che in occasione di questa prima "riparazione", il laboratorio NON mi ha restituito la scheda di garanzia e lo scontrino del cellulare: un comportamento, questo, alquanto poco professionale.
In data 9 febbraio 2004 ho riportato al cellulare al laboratorio Marvin Service, che ha provveduto a rispedirlo al centro di assistenza. Ho allegato al cellulare una lettera di descrizione accurata del difetto, in modo che non ci fosse possibilita' di equivoco. In data 9 marzo 2004, non essendo il cellulare ancora in mio possesso, ho inviato una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno alla Telit Dai Telecom in cui minacciavo che se il cellulare non fosse stato restituito riparato o sostituito (o che mi fosse stato rimborsato il valore dell'oggetto) entro un mese, avrei sporto denuncia. Non ho ricevuto alcuna risposta da Telit, ma magicamente dopo un mese il cellulare e' tornato dalla riparazione come "riparato e testato". Quattro giorni dopo averlo ritirato in data 1 aprile 2004, il cellulare ha ricominciato a manifestare gli stessi sintomi di malfunzionamento e ora e' totalmente inutilizzabile per effettuare qualsiasi chiamata. Non solo, ogni tanto il cellulare si blocca completamente e per essere spento occorre rimuovere la batteria.
In occasione di questa seconda riparazione sono riuscito se non altro a scoprire il nome del laboratorio autorizzato che ha effettuato il finto intervento: E. C. S. s. r. l. di Cinisello Balsamo (MI) Per informazione, l'indirizzo della societa' che detiene Telit e' il seguente: Dai Telecom S. r. l.
Frazione Stazione Prosecco 34010 Sgonico (TS) Ora, visto che:
1) il decreto legge del febbraio 2002 sulla Garanzia Europea IMPONE che le riparazioni in garanzia vengano effettuate in un tempo accettabile e che non causi eccessivi disagi al consumatore (e francamente sei mesi senza cellulare, oggetto di uso quotidiano, sono un grosso disagio).
2) e' evidente che si tratta di un difetto congenito (ovvero, vizio di produzione) di questo modello di cellulare e NON dello specifico esemplare (senza effettuare perizie tecniche, basta effettuare una ricerca sui forum Internet per vedere che tutti gli utenti di questo cellulare hanno avuto lo stesso identico problema mai risolto da Telit, che a questo punto dovrebbe essere consapevole di aver immesso sul mercato un prodotto scadente e viziato da difetti di progettazione).
3) entrambi i tentativi di riparazione si sono dimostrati perfettamente inutili (forse Telit, consapevole dell'impossibilita' di rimediare al difetto, cerca volontariamente di prolungare i tempi di riparazione sperando di essere salvata dallo scadere delle garanzie?).
penso di aver diritto a un rimborso delle spese sostenute per il cellulare:
- 79 Euro (cifra originariamente pagata per il prodotto).
- 10 Euro (spese sostenute per l'invio in riparazione, come da documentazione in mio possesso).
- 20 Euro (spese per le mie continue telefonate e corse al centro di assistenza e l'invio di raccomandate).
- danni dovuti al mancato uso del cellulare per 6 mesi.
Il problema qual e'? Sono andato dal giudice di pace, e non mi ha dato alcun affidamento. Il problema e' che la legge sulla garanzia europea impone che sia il negoziante a farsi carico della sostituzione del cellulare o del rimborso. Peccato che il negozio Marvin di Torino sia fallito a novembre 2003, per cui il giudice mi ha fatto compilare la richiesta di conciliazione contro una societa' che non esiste piu'. Io gli ho chiesto di farla contro Dai Telecom, ma lui ha detto che non si puo', che bisogna farla contro il negoziante.
Sempre in tema di cose belle, nel frattempo mi ha risposto Dai Telecom, con la seguente lettera: "La informiamo che il telefono da Lei acquistato e' stato prodotto e venduto dalla Finmek Telit S. p. A., oggi Nuove Iniziative S. p. A. con sede in Stradella. A me sinceramente sembrava strano, perche' se Dai Telecom ha ereditato il marchio Telit nel 2003 DEVE farsi responsabile della garanzia e dell'assistenza anche ai prodotti con marchio Telit venduti prima di quella data... Ad ogni modo, ho telefonato a Finmek: giustamente loro mi hanno risposto che non detengono piu' il marchio Telit e che nemmeno producono piu' cellulari. Mi hanno detto chiaramente che di queste cose si occupa Dai Telecom: e gli do pienamente ragione. Ho telefonato a Dai Telecom (al numero di assistenza clienti xxx), gli ho raccontato della loro lettera e della telefonata a Finmek, e sapete cosa mi hanno risposto? Che se voglio posso scrivergli nuovamente. Alla mia domanda: "Ma questa volta arriveremo a un accordo? " mi e' stato detto "No, le risponderemo la stessa cosa dell'altra volta". A questo punto ho mandato a quel paese (con non molta eleganza, ma quando ci vuole ci vuole) la mia interlocutrice, visto che e' evidente che dei problemi dei clienti se ne lavano le mani.
Ora, vi sembra normale una simile situazione? Alla faccia dei diritti del consumatore e delle leggi sulla garanzia europea: qui se vogliono trovare scappatoie sanno come trovarne a migliaia!
Vi ringrazio anticipatamente per un eventuale Vostro interessamento, e Vi porgo i miei piu' distinti saluti.
Luca, da Torino

Risposta ADUC
il rapporto lei lo ha -al momento, per quanto concerne la riparazione- con questo laboratorio Marvin, pertanto sono loro che deve mettere in mora, intimando di provvedere entro un termine all'esecuzione della riparazione in via definitiva e dando avviso che in difetto agira' in giudizio per ottenere il rimborso del danno causatole (le altre richieste non sono legittime nei confronti di un centro assistenza; diverso sarebbe in caso di contestazione al venditore).
Il problema e' che il vizio di produzione originario (da far valere, lo ripetiamo, sul rivenditore e non su assistenza o produttore/importatore) va in ogni caso dimostrato in quanto decorsi i primi 6 mesi dall'acquisto non lo si presume piu' ma occorre comprovarlo. Per quanto ci riguarda, puo' anche fare una causa senza perizia, sappia pero' che e' un comportamento molto imprudente.
Se il rivenditore e' fallito, puo' provare a contattare il curatore fallimentare.
Per quanto concerne la conciliazione, puo' farla anche nei confronti del produttore (o chi ha acquisito in sua vece l'azienda) se crede: pero', puo' darsi che non si presenti nessuno. Nell'ipotesi in cui una perizia rilevasse un illecito a carico del produttore (conoscendo cioe' costui l'esistenza del vizio di produzione originario) i termini per agire su di esso ci sarebbero, in quanto il danno da illecito si prescrive in 5 anni.
Per quanto concerne invece il venditore, un fallimento e' un fallimento: e' sempre una fregatura per tutti, c'entra poco la tutela del consumatore e la garanzia europea, si puo' solo sperare che -pagati i creditori piu' importanti- possano rimanere dei crediti su cui agire.
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