Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 aprile 2004
Cara ADUC Buongiorno.. Abito in un nuovo condominio molto bello dove ogni entrata e' dotata di un giardinetto. Nuovi proprietari hanno acquistato l'appartamento dove annesso c'e' un giardinetto di circa 12 mq. Questo proprietario ha 2 cani di grossa taglia, dove nel giro di pochi mesi hanno completamente distrutto il giardinetto, con le zampe hanno scrostato il cancellino che serve per accedere al mio appartamento e ogni volta che passo i cani mi abbaiano e mostrano i denti.. Che posso fare? In assemblea portero' questo problema, visto che oltretutto per il decoro del condominio e' un grave problema. I bisogni dei cani che fanno nel loro giardinetto me li vedo a stare dal mio balcone e vi assicuro che non e' un bello spettacolo. ho provato a parlare con questi signori ma loro dicono gentilmente che il giardino e' il loro e non gli importa di nulla, tantomeno della pulizie delle parti comuni stabilite dai 20 condomini che siamo.. Che facolta' ha l'amministratore? ed io come confinante posso recarmi dalla polizia municipale per segnalare tutto questo, visto che sono cani di grossa taglia ed io ho una paura folle dei cani??
grazie e a risentirci.
Mauro, da Cortefranca
grazie e a risentirci.
Mauro, da Cortefranca
Risposta ADUC
di chi e' il giardinetto? Ci deve dire questo, in quanto se e' una parte comune sicuramente non e' legittimo danneggiarla, ma se e' un giardino privato non avete titolo per contestarne ne' l'uso ne' la tenuta, a meno che non vi siano situazioni particolari (in caso, ad esempio, il giardino fosse uno scarico di detriti e calcinacci, tanto per dire). Di sicuro, non e' il condominio che possa dire se in casa d'altri ci debba essere un fiore, due fiori, 10 fiori od una buca. Per cio' che invece concerne le parti comuni, se questi (od altri) condomini sporcano in modo eccessivo -senza pulire, ovviamente- e' considerabile un danno e quindi e' possibile anche richiedere il rimborso delle spese di pulizia come danno (purche' dimostrabile) arrecato -questo, puo' deliberarlo l'assemblea. Per cio' che concerne il suo cancello, se le e' stato danneggiato, ne chieda il rimborso (puo' chiedere un preventivo per la verniciatura, citando poi i vicini davanti al giudice di pace, ove non rispondessero alla sua raccomandata).
Per il resto, forse sarebbe opportuno che -proprio lei- rispettasse di piu' la proprieta' altrui, che non e' sua e non le compete, senza quindi interessarsi di cosa facciano gli altri in casa propria: se vuole fare commenti, privatamente, e' una sua scelta (chiacchierare e parlar male o bene dei vicini per quanto si riesce a carpire della loro privacy ed intimita' e' anche un modo divertente per distrarsi un po'), ma dire cosa gli altri possano fare in casa propria secondo le sue soggettive opinioni, non come commento personale ma esigendo proprio che costoro si adeguino, e' -come minimo- un po' troppo. Se ha terrore dei cani (che ci pare di capire non le facciano nulla, se non rispondere quando lei passa al disprezzo che lei gli mostra) e' ovvio che ne viva con apprensione ogni singolo aspetto; ma in una societa' civile lei non puo' imporre le conseguenze delle sue perfettamente legittime e rispettabilissime fobie, esigendo che tutti si adeguino per non turbarla: perche' dovrebbe avere un diritto maggiore degli altri? Purtroppo, stare in condominio vuol dire sopportarsi: non e' proprio per niente facile se si e' diversi, ma generalmente chi fa questa scelta sa che occorre tolleranza e non e' legittimo imporsi, almeno non fin dentro le case altrui. Per quanto concerne i cani, cerchi di averne meno paura, cosi' avra' meno astio nei loro confronti e quindi loro smetteranno di avvertirlo e di ringhiarle come ringraziamento. Altrimenti, poiche' e' libero di aver paura, li lasci ringhiare e li ignori, tanto sono chiusi a casa loro: se passa a lei, passera' anche a loro.
In ogni caso, lo tenga presente, perche' e' importante: chi ha una fobia non puo' imporsi sugli altri per farne modificare i comportamenti, se questi sono legittimi; una fobia e' un problema personale, quindi attenzione, perche' non e' un dato oggettivo che possa essere riconosciuto come legittimo dai giudici: verrebbe ritenuto un problema soggettivo, eccedente l'ordinario, che come tale non puo' essere imposto alla collettivita'. E' importante tenerlo presente, altrimenti se ci si fa prendere dall'emotivita' perdendo di vista i punti fermi, si rischia poi di averne un danno peggiore sotto un po' tutti gli aspetti (sia pecuniari, che di convivenza e anche, poi, emotivi).
Per il resto, forse sarebbe opportuno che -proprio lei- rispettasse di piu' la proprieta' altrui, che non e' sua e non le compete, senza quindi interessarsi di cosa facciano gli altri in casa propria: se vuole fare commenti, privatamente, e' una sua scelta (chiacchierare e parlar male o bene dei vicini per quanto si riesce a carpire della loro privacy ed intimita' e' anche un modo divertente per distrarsi un po'), ma dire cosa gli altri possano fare in casa propria secondo le sue soggettive opinioni, non come commento personale ma esigendo proprio che costoro si adeguino, e' -come minimo- un po' troppo. Se ha terrore dei cani (che ci pare di capire non le facciano nulla, se non rispondere quando lei passa al disprezzo che lei gli mostra) e' ovvio che ne viva con apprensione ogni singolo aspetto; ma in una societa' civile lei non puo' imporre le conseguenze delle sue perfettamente legittime e rispettabilissime fobie, esigendo che tutti si adeguino per non turbarla: perche' dovrebbe avere un diritto maggiore degli altri? Purtroppo, stare in condominio vuol dire sopportarsi: non e' proprio per niente facile se si e' diversi, ma generalmente chi fa questa scelta sa che occorre tolleranza e non e' legittimo imporsi, almeno non fin dentro le case altrui. Per quanto concerne i cani, cerchi di averne meno paura, cosi' avra' meno astio nei loro confronti e quindi loro smetteranno di avvertirlo e di ringhiarle come ringraziamento. Altrimenti, poiche' e' libero di aver paura, li lasci ringhiare e li ignori, tanto sono chiusi a casa loro: se passa a lei, passera' anche a loro.
In ogni caso, lo tenga presente, perche' e' importante: chi ha una fobia non puo' imporsi sugli altri per farne modificare i comportamenti, se questi sono legittimi; una fobia e' un problema personale, quindi attenzione, perche' non e' un dato oggettivo che possa essere riconosciuto come legittimo dai giudici: verrebbe ritenuto un problema soggettivo, eccedente l'ordinario, che come tale non puo' essere imposto alla collettivita'. E' importante tenerlo presente, altrimenti se ci si fa prendere dall'emotivita' perdendo di vista i punti fermi, si rischia poi di averne un danno peggiore sotto un po' tutti gli aspetti (sia pecuniari, che di convivenza e anche, poi, emotivi).
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