Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 aprile 2004
Domanda 29 aprile 2004
Salve, desidero segnalare la mia vicenda nei confronti di Banca INTESA con sede in Arezzo. Il giorno 11/03/2004 controllando la situazione del mio conto corrente tramite l'Home Banking trovo un'operazione di 55 euro impartita tramite Home Banking per una ricarica telefonica verso un cellulare Tim effettuata in data 06/03/2004. Nell'operazione e' specificato anche un riferimento che ha tutto l'aspetto di un numero di telefonia mobile, TIM per l'appunto. Certo di non aver mai effettuato quell'operazione, tanto mento tramite Home Banking, chiamo la banca per segnalare l'errore. Mi dicono che controlleranno, e che il riferimento presente nell'operazione non e' un numero di cellulare, bensi' un loro codice interno. Dubbioso su questo fatto provo a chiamare quel numero, mi risponde un tizio di Roma al quale chiedo se avesse effettuato nei giorni scorsi una ricarica telefonica tramite Home Banking. Ricevo risposta negativa, ma, dopo aver controllato il credito, il tizio di Roma scopre che, a sua insaputa, gli erano stati accreditati 55 euro proprio il giorno 06/03. Molto preoccupato mi reco alla filiale della mia banca per avere spiegazioni; non sanno dirmi niente, se non "fino ad adesso non era mai successo". Chiedo loro di bloccare il conto corrente, e di farmi avere al piu' presto informazioni su quanto era accaduto. Dopo tre giorni di silenzio richiamo e l'impiegata con la qual e avevo parlato la prima volta mi dice che sarebbe passato il responsabile del servizio home banking e mi avrebbe fatto contattare. Passano altri tre giorni e ancora non sento niente. Mi reco di nuovo in banca e la solita impiegata mi chiede piu' e piu' volte se fossi sicuro di non averla fatta io, infine mi da una mail ricevuta da un "responsabile" di Milano in cui compariva l'indirizzo IP del PC che aveva effettuato la transazione e nella quale il collega suggeriva di controbattere alle mie richieste con quei dati. Premetto che sono laureato un ingegneria informatica e conosco piuttosto bene il mondo di Internet; di fronte alle nuove illazioni mi infurio ancora di piu' e chiedo di avere quell'indirizzo IP per fare delle ricerche. Ottengo anche la promessa di essere contattato il mercoledi' successivi (dopo due giorni dal responsabile dell'home banking). Scopro che il PC dal quale questa operazione era stata effettuata ha sfruttato una connessione ADSL non Telecom, non molto, ma qualcosa in piu' rispetto alla banca (io sono invece connesso ad internet tramite ADSL di Telecom). Passano altri giorni, ovviamente non vengo contattato ed il conto rimane bloccato. Il 31/03 ho l'esigenza di sbloccare il conto corrente per far rientrare gli addebiti della carta di credito del mese di marzo, molto arrabbiato mi reco in banca e chiedo di sbloccare il conto ed avviare le pratiche per la chiusura. Ho a che fare con un funzionario tutt'altro che gentile, il quale mi dice che non appena le operazioni della carta fossero rientrate avrebbe proceduto al trasferimento del credito in un conto che ho presso un altro istituto ed alla definitiva chiusura. Mi dice che per fare tutto cio' occorrevano 3/5 giorni. Il 02/04 controllo l'home banking e vedo che tutte le operazioni della carta sono state addebitate, mi aspetto che nel giro di un paio di giorni questa vicenda possa concludersi. Passa un'altra settimana, telefono in banca ed un'impiegata mi dice che l'ultima settimana del trimestre e la prima del nuovo trimestre non si possono effettuare chiusure, inoltre che per la definitiva chiusura sarebbero passati ancora diversi giorni. Mi arrabbio di nuovo, avrei potuto trasferire il credito sul nuovo conto subito e lasciare sul vecchio solo le competenze di chiusura (41 euro!!!), ma mi dice che a questo punto non e' piu' possibile farlo, bisogna solo aspettare che l'ufficio contabile proceda alla chiusura. Siamo al 27/04 e la situazione ancora e' immutata.
Ringraziandovi per l'attenzione porgo cordiali saluti.
Alessandro, da Arezzo

Risposta ADUC
suggeriamo d'inviare una raccomandata A/R intimando alla banca di fornire tutti i dati in loro possesso che le consentano di identificare il responsabile dell'operazione e comunque avvisando che si riserva di agire in giudizio per il pregiudizio che dovesse derivarle da un loro rifiuto in merito e comunque per i danni derivanti dall'insicurezza del loro sistema, che ha determinato o comunque consentito l'indebita operazione.
Per quanto invece concerne la chiusura, occorre verifichi quali siano i termini di contratto per ottenerla: suggeriremmo d'intimare per raccomandata A/R di provvedervi -nel rispetto del preavviso contrattuale eventualmente rilevato- entro un termine dato, con l'avviso che in difetto agira' in giudizio.
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