Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 aprile 2004
Domanda 29 aprile 2004
Cara ADUC, siamo alle solite: ci sono societa' che si approfittano dei poveri consumatori.
Per adesso preferisco non fare il nome del venditore (in quanto se le mie supposizioni sono errate la mia prima dichiarazione potrebbe rappresentare una sorta di diffamazione). Comunque... ecco la vicenda: Nel mese di Gennaio acquisto attraverso Internet un oggetto elettronico al prezzo di Euro 72 (ivato) + Euro 7 di spese di spedizione.
Constatando che le funzioni reali non erano conformi a quanto promesso sul sito, decido di avvalermi del diritto di recesso (provvedendo naturalmente a restituire il bene nei termini a mezzo A/R) e di chiedere il rimborso della somma pagata (naturalmente al netto delle spese di spedizione).
In data 15 Aprile ricevo il bonifico (dopo numerosi solleciti) per un importo di Euro 58, 00. Chiedo spiegazioni in quanto, va bene che le spese di spedizione non devono essere rimborsate, ma i 14 Euro di differenza dove sono andati a finire?
Risposta ricevuta per e-mail: "salve, ci spiace ma l'importo e' corretto.
le spese di spedizione non sono rimborsabili.
l'iva non e' rimborsabile.
i 2 euro che mancano le ha prese la sua banca, noi abbiamo fatto il bonifico per 60 euro.
saluti".
Per prima cosa la mia banca non ha mai trattenuto 2 Euro sui bonifici ricevuti e quindi ritengo che siano stati loro a detrarli quale loro spesa.
Ecco allora che vi chiedo: E' vero che l'iva da me pagata non e' rimborsabile (mi sembra una assurdita') e puo' il venditore trattenere le spese per la restituzione della somma (secondo me non ha senso in quanto non ho addebitato loro le spese per ri-spedire il bene acquistato).
In attesa di una vostra risposta porgo cordiali saluti.
Umberto, da Civitanova Marche

Risposta ADUC
l'iva e' rimborsabile. Non ci e' chiaro chi siate voi parti e quindi se si tratti di un contratto tra impresa e privato, o se si tratti invece di un rapporto tra professionisti (nel qual caso non ci sarebbe diritto di recesso) ma se la controparte e' una ditta e lei no, e fermo restando che potevano anche richiederle il pagamento di spese accessorie, NON possono trattenere l'iva in quanto tale poiche' NON E' una spesa accessoria. Tuttavia, pensiamo ad un errore d'ignoranza pura (non scusabile, ma non moralmente censurabile) in quanto sarebbe stato loro sufficiente, per prendere soldi, indicare delle spese accessorie. In ogni caso, ha titolo per esigere il rimborso, citando in giudizio la controparte.
Per quanto concerne il bonifico, forse non e' la sua banca, ma la loro, che ha preso i due euro: se non hanno pagato il bonifico, ovviamente le commissioni sono state decurtate dalla somma versata. Anche questo e' contestabile SE non risulta specificato, in contratto, tra i costi accessori.
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