Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 aprile 2004
RingraziandoVi sin d'ora della cortese attenzione, Vi segnalo il mio problema.
Ho ricevuto in data odierna da una societa' di riscossione crediti, a mezzo lettera semplice, una richiesta di pagamento di due fatture tele + relative all'ultimo bimestre del 2002 ed al primo bimestre 2003. I miei rapporti contrattuali con tele + sono stati caratterizzati, a partire da ottobre 2002, da contestazioni telefoniche seguite da raccomandate (pertanto tutto documentato per iscritto). Le due fatture di cui si chiede il pagamento non sono state pagate a seguito di un non corretto comportamento contrattuale della societa'. Ad ottobre 2002 ho chiesto la variazione del contratto (chiedevo sostanzialmente di modificare il pacchetto di abbonamento senza dover attendere la naturale scadenza del contratto annuale). Mi e' stato risposto che la variazione poteva essere effettuata non prima di settembre 2003 (data di rinnovo del contratto). Nel frattempo, prima della scadenza fissata per il pagamento della prima fattura contestata (30-11-02), il servizio veniva oscurato il 25-11-02. Ovviamente insoddisfatta della risposta alla mia richiesta (non chiedevo la luna..... si poteva anche fare un piccolo sforzo) e amareggiata per l'ingiustificata sospensione del servizio, non ho pagato il bollettino. Mi giungeva dopo alcune settimane un sollecito di pagamento insieme alla nuova fattura - la seconda di cui mi viene chiesto il pagamento), con una novita': la modifica unilaterale del canone di abbonamento, con un aumento del 20% rispetto al canone da loro stessi comunicatomi in settembre. Ho ovviamente contestato il tutto rimanendo senza alcuna risposta e senza erogazione del servizio. Non ho ricevuto nessun altro bollettino di pagamento ed ho regolarmente confermato la disdetta del contratto; oggi la richiesta di pagamento.
Posso innanzitutto considerare nulla una richiesta fattami con lettera semplice?
Nel caso ricevessi una comunicazione a mezzo raccomandata come debbo comportarmi?
Grazie.
Francesca, da Maratea (Pz)
Ho ricevuto in data odierna da una societa' di riscossione crediti, a mezzo lettera semplice, una richiesta di pagamento di due fatture tele + relative all'ultimo bimestre del 2002 ed al primo bimestre 2003. I miei rapporti contrattuali con tele + sono stati caratterizzati, a partire da ottobre 2002, da contestazioni telefoniche seguite da raccomandate (pertanto tutto documentato per iscritto). Le due fatture di cui si chiede il pagamento non sono state pagate a seguito di un non corretto comportamento contrattuale della societa'. Ad ottobre 2002 ho chiesto la variazione del contratto (chiedevo sostanzialmente di modificare il pacchetto di abbonamento senza dover attendere la naturale scadenza del contratto annuale). Mi e' stato risposto che la variazione poteva essere effettuata non prima di settembre 2003 (data di rinnovo del contratto). Nel frattempo, prima della scadenza fissata per il pagamento della prima fattura contestata (30-11-02), il servizio veniva oscurato il 25-11-02. Ovviamente insoddisfatta della risposta alla mia richiesta (non chiedevo la luna..... si poteva anche fare un piccolo sforzo) e amareggiata per l'ingiustificata sospensione del servizio, non ho pagato il bollettino. Mi giungeva dopo alcune settimane un sollecito di pagamento insieme alla nuova fattura - la seconda di cui mi viene chiesto il pagamento), con una novita': la modifica unilaterale del canone di abbonamento, con un aumento del 20% rispetto al canone da loro stessi comunicatomi in settembre. Ho ovviamente contestato il tutto rimanendo senza alcuna risposta e senza erogazione del servizio. Non ho ricevuto nessun altro bollettino di pagamento ed ho regolarmente confermato la disdetta del contratto; oggi la richiesta di pagamento.
Posso innanzitutto considerare nulla una richiesta fattami con lettera semplice?
Nel caso ricevessi una comunicazione a mezzo raccomandata come debbo comportarmi?
Grazie.
Francesca, da Maratea (Pz)
Risposta ADUC
trattandosi di lettera semplice di una societa' di recupero, puo' al momento evitare di porsi il problema.
Da quello che ci dice, pero', siamo spiacenti di doverle dire che ci pare che il suo comportamento non sia stato legittimo in termini di legge. In primo luogo, non e' questione di chiedere lune o meno, ma solo di previsioni di contratto. Se il suo contratto prevedesse la possibilita' di eseguire una modifica in corso di contratto, poteva formalizzare una richiesta per l'adempimento dando avviso che in difetto avrebbe agito giudizialmente (e proseguendo pero' in tal senso, NON auto-decurtandosi arbitrariamente le fatture). In caso invece detta previsione non ci fosse stata, titolo per esigere una variazione non ne aveva.
Per quanto concerne l'aumento di canone, riteniamo potesse esserle contestabile; ma il problema si era gia' creato preventivamente.
Da quello che ci dice, pero', siamo spiacenti di doverle dire che ci pare che il suo comportamento non sia stato legittimo in termini di legge. In primo luogo, non e' questione di chiedere lune o meno, ma solo di previsioni di contratto. Se il suo contratto prevedesse la possibilita' di eseguire una modifica in corso di contratto, poteva formalizzare una richiesta per l'adempimento dando avviso che in difetto avrebbe agito giudizialmente (e proseguendo pero' in tal senso, NON auto-decurtandosi arbitrariamente le fatture). In caso invece detta previsione non ci fosse stata, titolo per esigere una variazione non ne aveva.
Per quanto concerne l'aumento di canone, riteniamo potesse esserle contestabile; ma il problema si era gia' creato preventivamente.
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