Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 aprile 2004
Gent. ma ADUC Vengo con la presente a chiedervi un consiglio riguardante un fatto avvenuto da circa dieci anni, sperando che sia anche questo rientri nella vostra ampia agenda.
Come detto, dieci anni fa, mio padre, avendo circa 5.000 mq. di terreno e dopo aver visto anche alcuni sevizi pubblicitari su delle riviste, contatto' una ditta riguardante la cultura dei tartufi. Tale ditta e' la C. S. T. Diffusione che i trova in provincia di Treviso.
Questi mandarono un loro tecnico, il quale prese un campione di terreno per analizzare e vedere se era idoneo a tale cultura. Dopo circa una settimana, questi torno' e assicuro' che era idoneo sia per la coltivazione del tartufo bianco che di quello nero e consiglio' dietro adeguata garanzia, di fare una piantagione divisa a meta'.
La settimana successiva ci arrivarono le piantine micorrizate che furono subito messe a dimora nel modo da loro illustratoci.
La spesa sostenuta solo per l'acquisto delle piantine fu di circa 10 milioni.
Ogni anno veniva un tecnico a fare un prelievo del terreno per fare le varie analisi, dietro adeguato pagamento. Il terreno e' sempre risultato idoneo.
Tale coltivazione doveva iniziare a dare i primi risultati (come da loro garantito) dopo circa 5 o 6 anni. Dopo il quinto anno sono venuti alcune volte con i cani per vedere se le piante ormai grandi iniziavano a produrre, ma il risultato e' stato sempre negativo.
Da tre anni ormai, pur avendoli piu' volte contattati telefonicamente, non si sono piu' fatti vedere.
Cio' che volevo chiedervi (visto che il tutto era garantito e con tanto di certificato), e' un vostro consiglio su come dovrei comportarmi e su cosa dovrei fare. Volevo anche sapere, se vi sono gli estremi, cio' lo posso fare tramite la vostra Associazione.
Grazie e distinti saluti.
Mauro, da Bastia Umbra
Come detto, dieci anni fa, mio padre, avendo circa 5.000 mq. di terreno e dopo aver visto anche alcuni sevizi pubblicitari su delle riviste, contatto' una ditta riguardante la cultura dei tartufi. Tale ditta e' la C. S. T. Diffusione che i trova in provincia di Treviso.
Questi mandarono un loro tecnico, il quale prese un campione di terreno per analizzare e vedere se era idoneo a tale cultura. Dopo circa una settimana, questi torno' e assicuro' che era idoneo sia per la coltivazione del tartufo bianco che di quello nero e consiglio' dietro adeguata garanzia, di fare una piantagione divisa a meta'.
La settimana successiva ci arrivarono le piantine micorrizate che furono subito messe a dimora nel modo da loro illustratoci.
La spesa sostenuta solo per l'acquisto delle piantine fu di circa 10 milioni.
Ogni anno veniva un tecnico a fare un prelievo del terreno per fare le varie analisi, dietro adeguato pagamento. Il terreno e' sempre risultato idoneo.
Tale coltivazione doveva iniziare a dare i primi risultati (come da loro garantito) dopo circa 5 o 6 anni. Dopo il quinto anno sono venuti alcune volte con i cani per vedere se le piante ormai grandi iniziavano a produrre, ma il risultato e' stato sempre negativo.
Da tre anni ormai, pur avendoli piu' volte contattati telefonicamente, non si sono piu' fatti vedere.
Cio' che volevo chiedervi (visto che il tutto era garantito e con tanto di certificato), e' un vostro consiglio su come dovrei comportarmi e su cosa dovrei fare. Volevo anche sapere, se vi sono gli estremi, cio' lo posso fare tramite la vostra Associazione.
Grazie e distinti saluti.
Mauro, da Bastia Umbra
Risposta ADUC
non e' il nostro settore in quanto di questioni di natura provessionale non ci occupiamo. Inoltre, e' passato un po' troppo tempo dalla stipula del contratto e dal rilievo della infondatezza di quanto garantito (e comunque sono decorsi i 5 anni entro cui si possono contestare i danni da fatto illecito, come potrebbe essere la conoscenza di un vizio al momento della stipula).
Pertanto, a meno di non rientrare in un reato piu' grave -e non sappiamo ravvisare nulla che in questo ambito possa prevedere una prescrizione superiore ai 7 anni gia' passati- non ci sarebbero i termini per agire.
Puo' comunque provare a contestare e poi tentare una conciliazione davanti al giudice di pace, ma nulla di particolarmente significativo.
Pertanto, a meno di non rientrare in un reato piu' grave -e non sappiamo ravvisare nulla che in questo ambito possa prevedere una prescrizione superiore ai 7 anni gia' passati- non ci sarebbero i termini per agire.
Puo' comunque provare a contestare e poi tentare una conciliazione davanti al giudice di pace, ma nulla di particolarmente significativo.
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