Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 aprile 2004
Domanda 23 aprile 2004
sono vittima, secondo il mio punto di vista di un abuso da parte della banca intesa che mi ha creato una situazione economica molto difficile al punto di trovarmi costretto a chiedere il fallimento.
brevemente vi illustro il mio problema: avendo concordato un piano di rientro di un fido della durata di 12/14 mesi mi sono trovato che dopo aver versato la prima rata per mancanza di disponibilita' sono rimasto in arretrato di 2 rate, precisamente gennaio e febbraio 2004.
chiamato dal direttore facevo presente del mio difficile momento ma che avrei dovuto incassare dall'assicurazione per il furto della mia auto una cifra di circa undicimila euro. concordammo che io avrei fatto pervenire i soldi sul conto legato al fido che avrei pagato le rate arretrate e lasciato altre due rate anticipate avendo la facolta' di prelevare la differenza per far fronte ad altri pagamenti che dovevo effettuare. cosi io ho fatto i soldi sono arrivati il giorno 9 aprile ma quando mi sono presentato per il ritiro della differenza il conto era bloccato e la banca si era trattenuta tutte le rate ad estinzione del fido. alle mie rimostranze mi e' stato detto che la banca avrebbe potuto chiedermi il rientro immediato dalla prima rata impagata e quindi loro hanno risolto il contratto. questa situazione mi ha comportato un'inadempienza nei confronti di fornitori (ai quali avevo promesso una parte dei soldi forte del fatto che dovevo incassare la somma sopra elencata) che ora sentendosi presi in giro minacciano di chiedere il mio fallimento. vi chiedo cortesemente di aiutarmi a definire questa spiacevolissima situazione distinti saluti.
p. s. non vorrei cadere nell'usura al fine di evitare il fallimento
Roberto, da Torino

Risposta ADUC
il problema e' che e' vero: potevano richiederle il rientro immediato alla prima rata impagata. Temiamo che contrattualmente non ci siano irregolarita' (anche se cio' non toglie che potra' a sua volta provare a contestare riconducendosi sia agli accordi verbali che a vari appigli eventualmente identificabili). Il problema e' solo che le erano state dette a voce delle cose, che poi non sono state mantenute: ma nondimeno se il rientro e' avvenuto nei termini e nei modi contrattualmente previsti, di per se stesso sarebbe legittimo.
Verifichi quindi, sul contratto, se vi fossero delle irregolarita' (tipo preavvisi, tempi e modalita' non rispettati, etc..).
Inoltre, provi a parlare col direttore per sapere se possa essere il qualche modo d'aiuto, visti gli accordi verbali che comunque c'erano stati -senza contestare il loro diritto alla chiusura del fido, ma la violazione della promessa.
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