Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 aprile 2004
Gentilissima ADUC, Le vorrei sottoporre il mio problema che riguarda la domanda di esenzione dal pagamento dei rifiuti.
Dunque, mia madre e' proprietaria dell'appartamento in cui attualmente vivo (lei non abita con me... vive per fatti suoi) e che condivido con mio fratello; entrambi siamo disoccupati (e regolarmente inscritti alle agenzie per il collocamento da piu' di 5 anni) e, mia madre quando decidera' vendera' l'appartamento o lo affittera'.
Quindi, riepilogando, le persone che vivono nell'appartamento hanno reddito zero e, la proprietaria (mia madre) ce lo sta concedendo gratuitamente, finche' vorra'.
Quest'anno, ahime', L'AMA (che gestisce dal 2003 la tassa dei rifiuti) non ci ha accettato la domanda di esenzione dal pagamento dei rifiuti (Disoccupati inscritti al collocamento da oltre 2 anni) in quanto asseriscono che noi (io e mio fratello) siamo titolari di un diritto d'uso dell'appartamento.
Infatti, la clausola si e' modificata nel tempo come segue: Anno 2002 (Domanda Accettata):
<< Dichiaro inoltre che nessuna delle persone sopracitate, me compresa e' proprietario di immobili sul territorio nazionale con valore ai fini ICI superiore a £ 50.000.000.... >> Anno 2003 (Domanda Rifiutata):
<<Dichiaro inoltre che nessuna delle persone sopracitate, me compresa e' possessore (proprietario, usufruttuario o titolare di un reddito di uso o di abitazione)...... >>
Anno 2004 (In Lavorazione):
<<Dichiaro inoltre che nessuna delle persone sopracitate, me compresa e' possessore (proprietario, usufruttuario o titolare di un diritto di uso o di abitazione)... >>
L'AMA asserisce che io sto godendo di un diritto di uso, vivendo in questo appartamento; io invece sinceramente non ho alcun diritto, in quanto non posso disporre del bene come voglio ma soprattutto illimitatamente nel tempo.
Chi ha ragione?
Ed eventualmente avessi ragione, cosa potrei fare?
Grazie.
Tiziana, da Roma
Dunque, mia madre e' proprietaria dell'appartamento in cui attualmente vivo (lei non abita con me... vive per fatti suoi) e che condivido con mio fratello; entrambi siamo disoccupati (e regolarmente inscritti alle agenzie per il collocamento da piu' di 5 anni) e, mia madre quando decidera' vendera' l'appartamento o lo affittera'.
Quindi, riepilogando, le persone che vivono nell'appartamento hanno reddito zero e, la proprietaria (mia madre) ce lo sta concedendo gratuitamente, finche' vorra'.
Quest'anno, ahime', L'AMA (che gestisce dal 2003 la tassa dei rifiuti) non ci ha accettato la domanda di esenzione dal pagamento dei rifiuti (Disoccupati inscritti al collocamento da oltre 2 anni) in quanto asseriscono che noi (io e mio fratello) siamo titolari di un diritto d'uso dell'appartamento.
Infatti, la clausola si e' modificata nel tempo come segue: Anno 2002 (Domanda Accettata):
<< Dichiaro inoltre che nessuna delle persone sopracitate, me compresa e' proprietario di immobili sul territorio nazionale con valore ai fini ICI superiore a £ 50.000.000.... >> Anno 2003 (Domanda Rifiutata):
<<Dichiaro inoltre che nessuna delle persone sopracitate, me compresa e' possessore (proprietario, usufruttuario o titolare di un reddito di uso o di abitazione)...... >>
Anno 2004 (In Lavorazione):
<<Dichiaro inoltre che nessuna delle persone sopracitate, me compresa e' possessore (proprietario, usufruttuario o titolare di un diritto di uso o di abitazione)... >>
L'AMA asserisce che io sto godendo di un diritto di uso, vivendo in questo appartamento; io invece sinceramente non ho alcun diritto, in quanto non posso disporre del bene come voglio ma soprattutto illimitatamente nel tempo.
Chi ha ragione?
Ed eventualmente avessi ragione, cosa potrei fare?
Grazie.
Tiziana, da Roma
Risposta ADUC
avere un diritto d'uso non confliggerebbe col non poter disporre del bene oltre certi termini: di fatto, e' vero, lo sta usando.
Tuttavia, una cosa e' se provasse a dimostrare che lei gode di un diritto d'uso, altra e' quella di vedersi attribuito con certezza un diritto d'uso. Il fatto e' che ai sensi dell'art. 1350 il diritto d'uso dovrebbe essere formalizzato per iscritto sotto pena di nullita': se lei non ha un simile atto, quindi, non si puo' presupporre aprioristicamente il diritto d'uso di cui all'art. 1022.
Riteniamo quindi che -difettando dell'atto costitutivo- la presunzione possa essere contestata. Occorrerebbe agire in giudizio, ma questo vuole dire rivolgersi ad un legale e sostenere spese non irrilevanti. Pertanto, suggeriamo di rivolgersi al Difensore Civico (regionale o comunale) e cercare di risolvere la questione suo tramite e quindi grazie alla sua mediazione.
Tuttavia, una cosa e' se provasse a dimostrare che lei gode di un diritto d'uso, altra e' quella di vedersi attribuito con certezza un diritto d'uso. Il fatto e' che ai sensi dell'art. 1350 il diritto d'uso dovrebbe essere formalizzato per iscritto sotto pena di nullita': se lei non ha un simile atto, quindi, non si puo' presupporre aprioristicamente il diritto d'uso di cui all'art. 1022.
Riteniamo quindi che -difettando dell'atto costitutivo- la presunzione possa essere contestata. Occorrerebbe agire in giudizio, ma questo vuole dire rivolgersi ad un legale e sostenere spese non irrilevanti. Pertanto, suggeriamo di rivolgersi al Difensore Civico (regionale o comunale) e cercare di risolvere la questione suo tramite e quindi grazie alla sua mediazione.
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