Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 aprile 2004
Domanda 14 aprile 2004
La societa' per cui lavoravo fino a febbraio dello scorso anno(feb 2003), aveva una convenzione con la Diners Club Italia per la fornitura di carte di credito ai suoi dipendenti, appoggiate sui c/c privati di questi ultimi, in cambio dell'uso per le trasferte all'estero che si facevano, offriva una piu' larga dilazione di pagamento, coperture assicurative etc.
All'uscita della societa' (7 febbraio 03) ho dato indietro anche la carta di credito, espressamente richiestami dal responsabile del personale e da quest'ultimo tagliata di fronte a me. A quell'epoca, disponendo della discreta somma del TFR, ho chiesto un riassunto delle spese ancora insolute e saldato l'intero importo.
Ho cambiato anche banca e citta', percio' non erano neanche piu' validi gli appoggi bancari depositati presso la societa' creditrice.
Cio' nonostante ricevevo ancora estratti conto Diners e mi sono visto comparire in quello di Luglio 2003 la richiesta di pagamento per un insoluto del 29 settembre 2002 di un importo pari a 4.037, 31 euro.
Ho chiamato tempestivamente per avere delucidazioni in merito ma il call center che ha ricevuto la mie richieste non mi ha dato piu' notizie. In particolare la persona contattata il giorno 24/07/03 alle ore 12: 40 era la Sig. ra Grassoni, a cui avevo chiesto spiegazioni, riferendole che non mi risultava tale insoluto e chiedendole eventualmente di essere ricontattato al piu' presto per chiarire la cosa.
Alla fine, in data 04/02/04, e' arrivato un telegramma che minaccia le vie legali in caso di mancato pagamento entro 3 giorni della somma di ? 4089, 86, senza che io sia stato mai ricontattato prima (se si escludono gli estratti conto che continuano ad arrivare regolarmente), nonostante fosse noto loro il mio indirizzo e i miei recapiti telefonici. Nel telegramma si fa riferimento a precedenti solleciti che non ho mai ricevuto, anzi si potrebbe affermare il contrario viste le mie richieste al servizio clienti, rimaste purtroppo inevase.
Ho chiamato lo stesso giorno in cui ho avuto in mano il telegramma (06/02/04 12: 45) il numero indicato sullo stesso e dopo vari passaggi mi ha risposto una persona (la stessa Sig. ra Grassoni che doveva farmi avere notizie in merito l'insoluto) assolutamente poco disponibile a dare spiegazioni e a cercare una soluzione, che mi ha risposto trattarsi di un insoluto a causa della banca che anche dopo anni puo' rifiutare un pagamento, che non ero la prima persona a cui succedeva e che poteva risultare di difficile comprensione.
Dopo ricerche nelle carte in mio possesso ho trovato una contabile di un bonifico effettuato in data 12/09/2002 per il saldo della fattura di agosto 2002. Questa fattura di euro 4036, 27 era tornata indietro dalla banca per mancanza di fondi e quindi risultante nell'estratto conto di settembre 2002, quello riportato nella richiesta di recupero crediti.
Il bonifico risulta correttamente registrato e stornato come pagamento nell'estratto conto successivo di ottobre 2002.
Dietro Vostro consiglio ho inviato una Raccomandata con ricevuta di ritorno chiedendo spiegazioni e intimandoli di rispondere entro 15gg pena la decadenza delle loro richieste.
Non ho ricevuto nessuna risposta in tempo utile, solo l'ennesimo estratto conto il mese successivo con il solito importo passivo con l'aggiunta di interessi e mora.
Ho chiamato nuovamente e dopo varie peripezie telefoniche mi ha risposto un non meglio identificato addetto (non rilasciano ne nomi, ne indirizzi e-mail per questioni di privacy) che mi ha spiegato che loro si hanno registrato il bonifico ma che lo hanno preso come pagamento anticipato da parte mia (a credito) e stornato nei mesi successivi senza che me ne accorgessi; tutto questo salvo poi accorgersi loro (1 anno dopo) che la banca aveva respinto il pagamento e quindi che ero ancora a debito.
A me non risulta tale movimentazione. Nei mesi successivi mi risulta aver sempre pagato gli estratti conto e nessun movimento fa rilevare storni.
Richieste degli estratti conti e dei loro calcoli sono rimasti inevasi nonostante li avessi richiesti a piu' riprese.
Cosa devo fare? Ho questa spada di Damocle che mi pende sulla testa e non sono tranquillo. Richiedere la movimentazione esatta alla mia banca e ricostruire per conto mio esattamente cosa e' successo? Devo consultare un legale cautelarmi?
Grazie per l'attenzione.
Renato

Risposta ADUC
avendo lei provveduto alla contestazione, e fermo restando quanto detto a suo tempo, a questo punto puo' tentare una conciliazione, rivolgendosi al giudice di pace (lo ribadiamo: tenti una conciliazione, non un contenzioso).
Se prima richiede i movimenti alla banca, pero', male non fa: almeno, avra' un quadro della situazione.
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