Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 aprile 2004
Domanda 11 aprile 2004
Cara redazione di Aduc. cio' che mi tormenta e' che il giorno 14 aprile dovro' recarmi presso la prefettura di Napoli perche' dietro segnalazione del tribunale di Nola in seguito al sequestro di una piantina di marijuana in un piccolo vaso e al mio successivo arresto da parte dei CC di Ottaviano(a loro sono gia' noto) che provvedevano solerti e senza nemmeno notificarmi nulla mi trasferivano a Poggio Reale. (Si stavano spalancando i portoni che ecco che la radio di bordo comunica loro di ritornare indietro; forse si saranno accorti della stronzata, io lo so come vanno certe cose e cosi' giunti in caserma il maresciallo capo avvolto in una nuvola giallognola che gli mascherava e deformava l'aspetto lasciando intravedere l'ardore della tirata alla sigaretta tenuta come se fosse gi' finita) Mi notificano il sequestro mi fanno levare i lacci delle scarpe, la cinta di cuoio che io stesso mi feci ai tempi belli del 70 e rinchiuso in quella celletta appena affrescata. Un'ora e poi di nuovo a Poggio Reale.
(Vorrei tanto prolungarmi e spiegare tanti aspetti che bene o male completano il quadro ma...) Ho compiuto da poco il mio 47 anno, ho una bella moglie, una figlia di 16 anni che mi riempie di orgoglio per il profitto e la volonta'. Un maschio di 12 ed una seconda femmina di 10 (dovreste vederli) godo nonostante tutto* di buona salute; faccio uso come risulta, dal lontano 1972 e i miei precedenti penali si riassumono sempre alla stessa maniera USO PERSONALE. Mai nessuna denuncia da parte di qualcuno ma solo e sempre AZIONI MILITARI giustificate da presunta presenza di armi e droga ed ogni qualvolta e' successo negli anni passati aveva solo prodotto un danno a me alla mia quiete familiare, ed ecco che all'improvviso qualcosa mi rompe i coglioni facendomi tornare dentro quella rabbia che avevo lasciato tanti anni fa.
DEVO COMPRENDERE. ORA.
1) Ma come e' possibile che un tribunale PENALE assolve e sentenzia che:
L'arresto e avvenuto in modo illegittimo in quanto non costituiva atto grave tale da giustificarlo.
2) che il sottoscritto non risulta pericoloso per la societa'.
Allora come puo' una prefettura che rappresenta la giustizia amministrativa mandarmi un invito a presentarmi il 14 altrimenti mi sequestrano i documenti personali, per un colloquio e testare la mia personalita' e la mia pericolosita' e successivamente mandarmi a pisciare come un ragazzino di 16 anni? Ma non Basta il fatto che sono vecchio consumatore, ho precendenti specifici e mai e poi mai ha negato l'uso personale accettare che a quasi 35 anni da quella prima esperienza al Famoso concertone di Villa Pamphili subire senza capire quest'invito della prefettura.
Ma la giustizia amministrativa non sancisce multe pecuniarie? come una multa x divieto? Puo' essa assumere e arrogare sulla liberta' personale quel diritto che credo spetti al tribunale penale di obbligarmi al colloquio e al successivo iter? Ma in sostanza, cosa vogliono? Convertirmi alla morale del buon padre di famiglia? che se ne accertino, vogliono forse redimermi? feci a villa Pamphili la scelta. vogliono forse curarmi dalla mia malattia? Che guardino il mio stato psico fisico ma non per l'ordine del prefetto; a me mi si incontra nei soliti posti ormai e tutti mi riconoscono la serieta' la disponibilita', l'altruismo Insomma a me sta cazzo di storia non piace! Ma che e'? La carne sopra e i maccheroni sotto? E' o non e' riconosciuto un giudice che esprime una sentenza? Non voglio andare oltre, ma ti prego fammi sapere qualcosa.
P. s se i dettagli che accompagnano la mia vita li ho saltati e' puramente voluto.
Luigi, da Ottaviano

Risposta ADUC
comprendiamo il suo disappunto, ma la vicenda ha una sua logica. Sempre tenendo presente che stiamo parlando di una logica che e' quella della nostra legislazione in materia di stupefacenti: una logica paternalistica
che parte dal presupposto che l'individuo debba essere tutelato dall'assunzione delle sostanze stupefacenti, tutelato anche da se stesso e in nome della sua salute. Una legislazione che non punisce il consumo
(grazie al referendum del 1993), ma che prevede delle sanzioni amministrative per la detenzione e il possesso di sostanze stupefacenti, sanzioni che non sono obbligatoriamente di tipo pecuniario. La parte penale invece riguarda le condotte di produzione e commercio di stupefacenti.
Il reato penale che le era stato imputato era quello di coltivazione, e per quello l'avevano arrestata. Per fortuna il giudice l'ha assolta perche' il fatto non costituiva reato, avendo interpretato la legge nella maniera a lei piu' favorevole: quella piantina non poteva certo essere utilizzata per spaccio o commercio, ma per uso personale. Il reato amministrativo per cui invece e' stato convocato dal Prefetto e'
quello della detenzione per uso personale. Secondo la normativa (DPR 309 del 1990) chiunque importa, acquista o detiene sostanze stupefacenti per farne uso personale e' infatti soggetto a sanzioni di tipo amministrativo. Tra queste sanzioni, che stabilisce il Prefetto dopo il colloquio: la sospensione della patente di guida, della
licenza del porto d'armi, del passaporto e di ogni altro documento equipollente per un periodo da uno a tre mesi. Una volta sospesa la patente, la persona soggetta alla sanzione puo' essere chiamata a sottoporsi alle
visite (analisi delle urine) della commissione medica per accertare la presenza di sostanza e prolungare il periodo di sospensione del documento.
In merito alle considerazioni sulla volonta' di redimerla, ha ragione, e' questo il senso della legge. Altrimenti non avrebbe ragione d'essere il richiamo e il colloquio dal Prefetto, se non per cercare di convincerla che la sua condotta e' sbagliata. Il fatto che fare uso di stupefacenti sia una sua decisione, presa in maniera cosciente e liberamente, sembra non interessare lo spirito della legge!
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →