Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 aprile 2004
La presente fa riferimento al paese di Lucugnano (Lecce) frazione di Tricase (nel quale comune e' presente il servizio ADSL) Da troppo tempo si assiste alle politiche dittatoriali e monopolistiche della Telecom per quanto concerne le disparita' di trattamento della clientela.
Noi utenti del web come tanti altri non siamo ancora raggiunti dall'ADSL, a distanza di quasi 3 anni dal lancio della banda larga (servizio ADSL).
E' vergognoso assistere impotenti alla disparita' di trattamento che la Telecom riserva alla propria clientela, classificandoci utenti di categoria a dir poco marginale.
Nonostante i diversi contatti con il servizio clienti al fine di ottenere valide motivazioni circa il ritardo, le risposte ricevute sono state evasive e del genere: "ci dispiace ma il servizio attualmente non e' disponibile nella sua zona" oppure, "la pianificazione degli investimenti non ci consente ancora di dare risposte certe sui tempi tecnici di attivazione dell'ADSL", come a voler dire " signore, ci dispiace ma attualmente la Telecom non ha mezzi finanziari sufficienti atti a finanziare la copertura ADSL sul tutto il territorio nazionale".
Visto e considerato che la copertura del territorio ha tempi tecnici e risorse finanziarie non certamente di breve periodo, che fine ha fatto quell'accordo stipulato con la Netsystem in data 28 dicembre 2002, con il quale doveva essere garantito, per gli utenti non raggiunti dal servizio terrestre, in tempi brevi l'accesso alla banda larga attraverso il sistema satellitare, e dare cosi' ampio respiro alle potenzialita' economico-finanziarie e tecnico-progettuali della Telecom?
E l'Authority per le Telecomunicazioni? Che posizione ha assunto, constatata la situazione lesiva dei diritti dei clienti Telecom?
E che dire poi del contributo governativo di 75 euro stabilito dalla Legge Finanziaria e spettante a coloro che avrebbero attivato la banda larga entro il 31 marzo prorogato al 15 maggio e che non potra' essere piu' fruibile da coloro che attiveranno il servizio dopo tale data?
Ed ancora: perche' pagare tariffe normali (alte) per il collegamento ad internet quando, coloro che gia' usufruiscono da molto tempo del servizio adsl, pagano una tariffa fissa mensile? (e hanno oltre al costo piu' basso la connessione molto piu' veloce)?
Ci troviamo quindi in una duplice posizione di soccombenza; la prima rilevante sotto il profilo lesivo dei singoli diritti (velocita' di connessione), la seconda riguardante l'aspetto economico degli utenti trattati in modo vergognosamente disparitario.
Marco, da Lucugnano di Tricase /Lecce
Noi utenti del web come tanti altri non siamo ancora raggiunti dall'ADSL, a distanza di quasi 3 anni dal lancio della banda larga (servizio ADSL).
E' vergognoso assistere impotenti alla disparita' di trattamento che la Telecom riserva alla propria clientela, classificandoci utenti di categoria a dir poco marginale.
Nonostante i diversi contatti con il servizio clienti al fine di ottenere valide motivazioni circa il ritardo, le risposte ricevute sono state evasive e del genere: "ci dispiace ma il servizio attualmente non e' disponibile nella sua zona" oppure, "la pianificazione degli investimenti non ci consente ancora di dare risposte certe sui tempi tecnici di attivazione dell'ADSL", come a voler dire " signore, ci dispiace ma attualmente la Telecom non ha mezzi finanziari sufficienti atti a finanziare la copertura ADSL sul tutto il territorio nazionale".
Visto e considerato che la copertura del territorio ha tempi tecnici e risorse finanziarie non certamente di breve periodo, che fine ha fatto quell'accordo stipulato con la Netsystem in data 28 dicembre 2002, con il quale doveva essere garantito, per gli utenti non raggiunti dal servizio terrestre, in tempi brevi l'accesso alla banda larga attraverso il sistema satellitare, e dare cosi' ampio respiro alle potenzialita' economico-finanziarie e tecnico-progettuali della Telecom?
E l'Authority per le Telecomunicazioni? Che posizione ha assunto, constatata la situazione lesiva dei diritti dei clienti Telecom?
E che dire poi del contributo governativo di 75 euro stabilito dalla Legge Finanziaria e spettante a coloro che avrebbero attivato la banda larga entro il 31 marzo prorogato al 15 maggio e che non potra' essere piu' fruibile da coloro che attiveranno il servizio dopo tale data?
Ed ancora: perche' pagare tariffe normali (alte) per il collegamento ad internet quando, coloro che gia' usufruiscono da molto tempo del servizio adsl, pagano una tariffa fissa mensile? (e hanno oltre al costo piu' basso la connessione molto piu' veloce)?
Ci troviamo quindi in una duplice posizione di soccombenza; la prima rilevante sotto il profilo lesivo dei singoli diritti (velocita' di connessione), la seconda riguardante l'aspetto economico degli utenti trattati in modo vergognosamente disparitario.
Marco, da Lucugnano di Tricase /Lecce
Risposta ADUC
il fatto e' che la situazione non e' proprio in questi termini. Non esiste un diritto ad avere per forza questo servizio: non e' un servizio dello Stato, e' un "prodotto" offerto da un'azienda privata. Per poter imporre qualcosa a qualcuno occorrerebbe o che costui si sia impegnato contrattualmente, o che sia un servizio garantito dallo Stato. E cosi' NON E'.
Il fatto che venga dato un contributo per la diffusione del servizio, e' un modo per il Governo di aiutare il settore senza imporre nulla, cosciente dell'importanza "morale" della modernizzazione del Paese. E' un modo per garantire (e tutto sommato, e' davvero giusto??) a Telecom una maggiore clientela nelle zone potenziate in modo che possa occuparsi delle altre.
Ma parlare di diritti e' fuori luogo: e' un mercato, lei pensa di avere diritto di imporre un tipo di prodotti al supermercato sotto casa? Sicuramente no: e allora, bisogna rendersi conto della realta', smettere di pensare che lo Stato e' il babbo che fornisce tutto e rendersi conto che un privato offre un servizio solo per sua convenienza economica: che e' nel suo interesse espandersi ma che non puo' essergli imposto.
Se qualcuno le imponesse di prestare la sua opera lavorativa in un modo che non le fosse possibile, cosa direbbe? E qui e' la stessa cosa.
Il fatto che venga dato un contributo per la diffusione del servizio, e' un modo per il Governo di aiutare il settore senza imporre nulla, cosciente dell'importanza "morale" della modernizzazione del Paese. E' un modo per garantire (e tutto sommato, e' davvero giusto??) a Telecom una maggiore clientela nelle zone potenziate in modo che possa occuparsi delle altre.
Ma parlare di diritti e' fuori luogo: e' un mercato, lei pensa di avere diritto di imporre un tipo di prodotti al supermercato sotto casa? Sicuramente no: e allora, bisogna rendersi conto della realta', smettere di pensare che lo Stato e' il babbo che fornisce tutto e rendersi conto che un privato offre un servizio solo per sua convenienza economica: che e' nel suo interesse espandersi ma che non puo' essergli imposto.
Se qualcuno le imponesse di prestare la sua opera lavorativa in un modo che non le fosse possibile, cosa direbbe? E qui e' la stessa cosa.
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