Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 aprile 2004
Domanda 5 aprile 2004
Spett. ADUC, Vi scrivo in merito alla vostra scheda "DENUNCIA E QUERELA", per avere appunto qualche consiglio sull'argomento e su un fatto direttamente successomi.
Devo pertanto farvi una succinta premessa.
Durante lo svolgimento di un'assemblea condominiale, mentre stavo interpellando l'amministratore se: un 'eventuale installazione di un tritarifiuti elettrico poteva causare eventualmente danni o problemi alla rete di scarico del condominio, venni letteralmente aggredito da un condomino che URLANDO gravi insulti e minacce dirette a me e soprattutto alla mia famiglia (moglie e bambine di uno e 3 anni) usando anche tra le altre frasi del tipo " ti spezzo le gambe a te e alla tua famiglia " innanzi all'intera assemblea e all' amministratore stesso minacciandomi che mi avrebbe aspettato fuori.
L'assemblea si interruppe ovviamente e l 'amministratore invito i presenti a mantenere la calma.
Io non feci alcuna reazione ne verbale ne tantomeno fisica, anche per non mettermi sullo stesso piano, limitandomi a chiedere telefonicamente l' intervento dei Carabinieri, che a causa di precedenti incombenze giunsero sul posto tardivamente (nel frattempo mi ero gia' recato personalmente presso la Caserma per sporgere appunto Querela, sentendolo questo un atto dovuto soprattutto per le minacce che erano state rivolte anche contro i miei familiari e per tutto quello che poteva succedere.
La mattina seguente l'elemento che si era reso protagonista di tale gesto (visto appunto che si trattava di un condomino) mi ha atteso nel sotterraneo condominiale dei garage e mentre mi apprestavo ad aprire il basculante (dandomi dell' handicappato sapendo che ho un ' invalidita' del 18 % al braccio DX riconosciuta INAIL) si e' avvicinato ribadendo le offese pronunciate la sera precedente, arrivando al punto spintonandomi di impedirmi di prendere la mia autovettura nel tentativo di innescare una qualsiasi reazione da parte mia per poter far degenerare la situazione.
Anche in questo caso non ho assolutamente reagito e per evitare ulteriori ed imprevisti gesti ho ripiegato nuovamente nel mio appartamento chiedendo l' intervento di una pattuglia dei Carabinieri visto che lo stesso in questa maniera mi impediva anche di potermi recare al lavoro.
La pattuglia giunta sul posto ha rilevato quanto da me esposto e in seguito si e' recata presso l'appartamento dove alloggia l 'individuo che ovviamente non si e' fatto trovare in casa, delegando il compito di parlare con i Carabinieri alla sua convivente.
A quanto mi risulta, dalle testimonianze prese dai Carabinieri diversi giorni piu' tardi in relazione ai fatti successi la sera dell'assemblea, mi e' stato detto che nessuno ha visto e sentito nulla (probabilmente per timore di qualche ritorsione visto che la cosa non era certo passata inosservata e l 'assemblea era stata sospesa per qualche minuto).
Ad una prima udienza nella quale io mi presentavo (non potendomelo permettere) senza un ' avvocato, l'avvocato dell'imputato prima mi chiese se intendevo fare remissione di querela e poi vista la mia indisponibilita' in tal senso mi proponeva una " lettera di scuse " (da parte dell'imputato) a titolo riparatorio per i fatti successi.
Ritenendo, vista la gravita' dei fatti, necessario che rimanesse un precedente sull'accaduto, per tutto quello che potrebbe succedere a me ma soprattutto alla mia famiglia, rifiutai questa assurda proposta chiedendo che la giustizia facesse il suo corso in quanto ognuno e' responsabile per le proprie azioni e ne deve subire le conseguenze.
Il Giudice di fronte a questa mia indisponibilita' a rimettere la querela, mi ha consigliato di presentarmi alla prossima udienza con un 'Avvocato.
Data la mia situazione economica e vista la mia situazione famigliare (due bambine piccole) e' proprio necessario questo passo per non rischiare che dopo il torto subito vi sia anche la beffa?
Voi cosa mi consigliate?
Grazie per l'eventuale risposta.
Cordiali saluti.
Paolo, da Zero Branco

Risposta ADUC
il precedente c'e' comunque, non e' che la denuncia venga cancellata, ma risultera' semplicemente rimessa. Certo, non risulta nel certificato penale, pero' in caso di eventi ulteriori sarebbe comunque rintracciabile.
In ogni caso, fermo restando che nel penale e' sempre meglio avere un legale, ci pare che comunque la situazione non sia difficile (la controparte non ha negato nulla del suo comportamento, essendo disposto anche a presentare una lettera di scuse) e comunque potrebbe pur sempre ricorrere ad un legale susseguentemente. Tuttavia, lei e' una parte civile: l'azione penale l'ha comunque il pm, non lei. Oppure, e' una causa per danni?
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