Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 aprile 2004
Buongiorno, ho bisogno di un Vs. consiglio per un'ingiustizia che ho subito da parte dei gestori della palestra che frequento da ottobre 2000. Da circa un anno io e tante altre clienti ci lamentiamo per problemi che si verificano negli spogliatoi: le lampadine bruciate nei bagni e nella sauna non vengono sostituite tempestivamente, spesso si sente odore di fognatura, il piu' delle volte arriva acqua fredda alle docce...
I problemi vengono puntualmente e sottolineo EDUCATAMENTE evidenziati ai gestori, che pero' liquidano le lamentele con spiegazioni poco chiare.
Domenica 28/03/04 e' scaduto il mio abbonamento e sabato 27 mi sono recata presso il centro per pagare il saldo (un acconto di Euro 100, 00 era gia' stato versato il 02/03/04), ma la consulente mi riferisce che i gestori non hanno intenzione di voler rinnovare il mio abbonamento per via delle lamentele che faccio con amici ed istruttori oltre a loro.
Chiedo spiegazioni direttamente a una dei titolari, la quale pretende di farmi firmare il recesso dal contratto per restituire la cifra data in acconto.
Non volendo firmare (in quanto non sono io a recedere dal contratto), sono stata praticamente minacciata dall'altro titolare. Cito le sue testuali parole: "Se lei non firma, non le verranno restituiti 100, 00 euro e andranno in beneficenza". Mi sono pertanto vista costretta a rilasciare una dichiarazione della quale ho una copia (ma che non riporta il recesso dal contratto).
Per questa situazione mi sento offesa moralmente; mi ritrovo dall'oggi al domani a non poter piu' frequentare la palestra che frequento da 4 anni, a non poter piu' frequentare gli amici, a non poter piu' frequentare corsi di fitness di istruttori che stimo e lodo.
Mi hanno praticamente messa alla porta senza giustificazioni valide. Credo infatti che pagando un servizio ho il diritto di lamentarmi se non mi soddisfa e credo inoltre che con gli amici posso parlare di qualsiasi argomento senza dover rendere conto a nessuno (visto che i ns. discorsi non sono mai stati offensivi nei confronti di nessuno).
Chiedo se posso fare qualcosa per far valere i miei diritti.
RingraziandoVi anticipatamente, porgo i migliori saluti.
Sara, da Gallarate
I problemi vengono puntualmente e sottolineo EDUCATAMENTE evidenziati ai gestori, che pero' liquidano le lamentele con spiegazioni poco chiare.
Domenica 28/03/04 e' scaduto il mio abbonamento e sabato 27 mi sono recata presso il centro per pagare il saldo (un acconto di Euro 100, 00 era gia' stato versato il 02/03/04), ma la consulente mi riferisce che i gestori non hanno intenzione di voler rinnovare il mio abbonamento per via delle lamentele che faccio con amici ed istruttori oltre a loro.
Chiedo spiegazioni direttamente a una dei titolari, la quale pretende di farmi firmare il recesso dal contratto per restituire la cifra data in acconto.
Non volendo firmare (in quanto non sono io a recedere dal contratto), sono stata praticamente minacciata dall'altro titolare. Cito le sue testuali parole: "Se lei non firma, non le verranno restituiti 100, 00 euro e andranno in beneficenza". Mi sono pertanto vista costretta a rilasciare una dichiarazione della quale ho una copia (ma che non riporta il recesso dal contratto).
Per questa situazione mi sento offesa moralmente; mi ritrovo dall'oggi al domani a non poter piu' frequentare la palestra che frequento da 4 anni, a non poter piu' frequentare gli amici, a non poter piu' frequentare corsi di fitness di istruttori che stimo e lodo.
Mi hanno praticamente messa alla porta senza giustificazioni valide. Credo infatti che pagando un servizio ho il diritto di lamentarmi se non mi soddisfa e credo inoltre che con gli amici posso parlare di qualsiasi argomento senza dover rendere conto a nessuno (visto che i ns. discorsi non sono mai stati offensivi nei confronti di nessuno).
Chiedo se posso fare qualcosa per far valere i miei diritti.
RingraziandoVi anticipatamente, porgo i migliori saluti.
Sara, da Gallarate
Risposta ADUC
non lo sappiamo; in quanto possono esserci anche fondati motivi per cui la controparte possa non voler stipulare un contratto con lei. In ogni caso, non siamo molto convinti che possano riuscire a sostenere la legittimita' di detto rifiuto, pertanto riteniamo che (purche' sia anche disposta ad un esito negativo) potrebbe tentare un'azione davanti al giudice di pace.
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