Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 marzo 2004
Domanda 31 marzo 2004
Siamo un gruppo di rappresentanti di genitori di bambini che frequentano una scuola materna comunale, e abbiamo diversi problemi con la gestione del servizio mensa scolastica. ci rivolgiamo a voi con la speranza che ci possiate dare un valido consiglio su come comportarci nei confronti della pubblica amministrazione(Comune), visto che a seguito di richieste di chiarimenti ci siamo sentiamo "presi in giro" dal nostro comune in quanto non ha fatto altro che rivendicare la propria posizione di forza rispetto a noi piccoli consumatori. Brevemente i punti essenziale della questione sono i seguenti: paghiamo una retta mensile fissa di euro 90, 00, (solo per la mensa) che sale a euro 100, 00 per chi risiede fuori comune, il regolamento dice che si paga il costo dei singoli pasti solo se il bambino resta assente per 10 gg. consecutivi", calcolati tenendo conto dei gg. di "effettiva erogazione del servizio mensa"; il che significa, come e' avvenuto, che l'assenza mensile puo' superare anche il 50% del consumo effettivo dei pasti, ma il costo all'utente e' sempre di 90, 00? (o 100!) Inconveniente che si verifica soprattutto nei mesi con maggior festivita'(Natale e Pasqua). Tutto cio' tenendo conto che la mensa viene giornalmente avvertita di quanti pasti effettivi deve erogare, infatti se il bambino per qualsiasi motivo entra dopo le ore 9, 20 puo' frequentare la lezione ma "non ha diritto al pasto perche' la mensa non glielo ha preparato!! "pur pagando la retta intera! A seguito di spiegazioni in tal senso ci hanno comunicato per lettera che non solo il regolamento e' questo e non si cambia, ma hanno aggiunto che i giorni di assenza per poter pagare i singoli pasti devono essere solo per malattia e "certificati" dal medico! Cosa assolutamente non prevista nel contratto iniziale e di cui ci chiediamo il fondamento visto che la certificazione serve solo per il rinserimento nella comunita' scolastica e che nella scuola di infanzia non e' previsto l'obbligo scolastico! L'impressione e' che ci vogliano costringere a pagare sempre e comunque. Cosa possiamo fare a fronte di clausole contrattuali favorevoli solo per la pubblica amministrazione? (senza addentrarci nel problema della scarsita' della qualita' del servizio) precisiamo che il servizio e' stato dato in appalto a una ditta privata ma la riscossione della retta viene fatta dal Comune. Ci dobbiamo costituire come un gruppo di consumatori o possiamo agire anche singolarmente? grazie per la vostra attenzione.
Alessia, da Reno Centese-Cento-Ferrara

Risposta ADUC
riteniamo che sia possibile solo provare a negoziare: si consiglia di appoggiarsi, a tal fine, anche al Difensore Civico Regionale.
Per cio' che invece non risulta da contratto (o comunque in casi singoli ove vengano di fatto applicate delle penali eccessive) occorre agire in giudizio, davanti al giudice di pace -citando cioe' il Comune per contestare le pretese eccessive, il mancato rispetto del contratto, etc..
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