Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 marzo 2004
Domanda 27 marzo 2004
Spett. le scrivo per avere un parere. Tempo fa -esattamente il 27 febbraio 2003- avevo firmato una proposta irrevocabile d'acquisto per un mini, in un palazzo in fase di ristrutturazione. Consegno in maniera un po' improvvida come anticipo - in sede di firma di questa carta (in cui non e' ben specificato l'immobile e in cui manca anche d'essere segnato il numero civico della casa) un assegno di 10 mila euro. L'agenzia e' intestata ai figli del costruttore.
Dopo un paio di giorni dalla firma della proposta, telefono all'agenzia per chiedere di fornirmi tutte le delucidazioni e gli estremi della casa - come promessomi dall'addetta agenzia - (planimetrie, piante, capitolato e attestazioni di eventuali ipoteche). L'addetta mi invita a rivolgermi al loro notaio (nella proposta irrevocabile c'era scritto che avrei dovuto firmare il preliminare presso loro notaio). Mi rivolgo quindi al notaio il quale mi dice che non ha in mano nulla. Lo invito a dirmi se ci sono ipoteche e a farmi vedere piante e il preliminare, prima della firma del preliminare. Il notaio non mi fornisce nulla. Dietro mie insistenze, mi dice - dopo alcuni giorni e in una successiva telefonata (che ho registrato) - che effettivamente il palazzo e' gravato da una grossa ipoteca. Circostanza non rivelatami dall'agenzia.
Alche' prendo paura e decido di rivolgermi tempestivamente a un avvocato. Questi chiede al notaio il contratto del preliminare che gli viene inviato a tarda sera del giorno che precede la firma del preliminare. Poche ore quindi prima della sottoscrizione dell'atto. Un preliminare che si rivela capestro a causa delle molte clausole vessatorie.
In sede di firma, il mio avvocato spiega che il contratto appunto e' vessatorio e chiede planimetrie casa. Che vengono solo esibite e non consegnate dal costruttore che poi inizia a insultarla. Il mio avvocato cosi' decide di lasciare il tavolo delle trattative per offese subite.
Il giorno seguente, invia una lettera al notaio in cui richiede documenti e planimetrie e stigmatizza l'accaduto presso suo studio. Non riceve nulla. Nel frattempo chiedo suggerimenti alla banca che mi invita a bloccare il titolo di 10 mila euro. Decisione condivisa dal mio legale che manda una lettera ai legali dell'impresario per evidenziare che la cosa deve ritenersi chiusa per indeterminatezza dell'immobile. L'avvocato del costruttore sostiene invece che devo rendere incassabile il titolo.
La cosa s'impantana durante vacanze estive. Ad ottobre il mio avvocato dice che ha ricevuto una lettera da avvocati costruttore in cui si richiede l'incassabilita' del titolo.
Dopo mesi, dico che la proposta mi pare non stia in piedi. La cosa si arena, e ora, dopo mesi di silenzio, sono stata chiamata in causa dal costruttore che chiede che paghi 10 mila euro.
Ho sentito il mio avvocato e mi ha detto che passera' il caso a un suo collega e che lei fara' da testimone. Ora non so se e' il caso di affidarmi a sua indicazione. E che probabilita' ho di riuscire a spuntarla avendo firmato questa proposta irrevocabile. Se ne ho poche preferirei chiudere subito la partita al fine di evitare di sobbarcarmi altre spese legali.
Distinti saluti.
Anna, da Udine

Risposta ADUC
non riusciamo a capirlo: ci ha raccontato i fatti, ma sono gli atti che contano. Riteniamo che possa valere la pena di contestare: ma forse le conviene sentire qualche ulteriore parere rivolgendosi -portando TUTTI i documenti- ai legali delle associazioni per la proprieta' edilizia (Asppi, Uppi, Confappi, Apu, Confedilizia, etc..).
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