Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 marzo 2004
Cara ADUC, volevo sottoporvi un mio problema con Telecom Italia.
Nel marzo 2000 ho acquistato casa ed ho richiesto l'installazione di una linea ISDN.
Nel gennaio 2003 ho deciso di vendere la casa ed ho inviato una raccomandata A. R. a Telecom per la disdetta della linea telefonica in questione. Dal giugno 2003 la casa e' stata consegnata ai nuovi proprietari.
Durante il 2003 ho continuato a ricevere bollette Telecom riguardanti la linea in questione, bollette contenenti solo il canone, dato che non veniva effettuato alcun traffico sulla linea. Alle mie richieste di spiegazioni rivolte al 187 mi veniva detto di non pagarle, dato che erano state emesse solo perche' la richiesta di disdetta non era ancora stata processata e che sarebbero poi state stornate in automatico.
Finalmente, ad un ultimo mio controllo, il 187 mi conferma che la linea e' stata effettivamente disdetta a Novembre 2003.
Il 15 Marzo 2004 mi arriva una richiesta di pagamento (mediante lettera semplice indirizzata al vecchio indirizzo originale di intestazione della linea) nella quale una societa' di riscossione crediti mi chiede 260 Euro per conto di Telecom Italia, minacciando in caso di mancato pagamento entro 10 giorni il ricorso al decreto ingiuntivo. Controllo con il 187 e mi viene confermato che sono le bollette da Gennaio 2003 a Novembre 2003 non pagate.
A questo punto invio una raccomandata A. R. a Telecom ed alla societa' di recupero crediti nella quale riassumo la situazione e richiedo la sospensione della pratica di recupero e la rianalisi delle bollette da parte di Telecom per verificarne la correttezza.
Dopo un paio di giorni ricevo un'altra lettera semplice dalla societa' di recupero crediti, identica alla precedente ma indirizzata questa volta al mio indirizzo corrente, ricavato dalla mia raccomandata.
Come mi devo comportare adesso? Rimandare un'altra raccomandata ribadendo quanto detto nella prima, ignorare la nuova lettera o scrivere una nuova raccomandata piu' "cattiva" della prima?
Grazie per la vostra cortese collaborazione.
Marco, da Torino
Nel marzo 2000 ho acquistato casa ed ho richiesto l'installazione di una linea ISDN.
Nel gennaio 2003 ho deciso di vendere la casa ed ho inviato una raccomandata A. R. a Telecom per la disdetta della linea telefonica in questione. Dal giugno 2003 la casa e' stata consegnata ai nuovi proprietari.
Durante il 2003 ho continuato a ricevere bollette Telecom riguardanti la linea in questione, bollette contenenti solo il canone, dato che non veniva effettuato alcun traffico sulla linea. Alle mie richieste di spiegazioni rivolte al 187 mi veniva detto di non pagarle, dato che erano state emesse solo perche' la richiesta di disdetta non era ancora stata processata e che sarebbero poi state stornate in automatico.
Finalmente, ad un ultimo mio controllo, il 187 mi conferma che la linea e' stata effettivamente disdetta a Novembre 2003.
Il 15 Marzo 2004 mi arriva una richiesta di pagamento (mediante lettera semplice indirizzata al vecchio indirizzo originale di intestazione della linea) nella quale una societa' di riscossione crediti mi chiede 260 Euro per conto di Telecom Italia, minacciando in caso di mancato pagamento entro 10 giorni il ricorso al decreto ingiuntivo. Controllo con il 187 e mi viene confermato che sono le bollette da Gennaio 2003 a Novembre 2003 non pagate.
A questo punto invio una raccomandata A. R. a Telecom ed alla societa' di recupero crediti nella quale riassumo la situazione e richiedo la sospensione della pratica di recupero e la rianalisi delle bollette da parte di Telecom per verificarne la correttezza.
Dopo un paio di giorni ricevo un'altra lettera semplice dalla societa' di recupero crediti, identica alla precedente ma indirizzata questa volta al mio indirizzo corrente, ricavato dalla mia raccomandata.
Come mi devo comportare adesso? Rimandare un'altra raccomandata ribadendo quanto detto nella prima, ignorare la nuova lettera o scrivere una nuova raccomandata piu' "cattiva" della prima?
Grazie per la vostra cortese collaborazione.
Marco, da Torino
Risposta ADUC
quando e' stato attivato il contratto? Il contratto in questione ha durata minima di un anno e si rinnova automaticamente di anno in anno. Per disdire e' necessario inviare una raccomandata A/R 30gg prima della scadenza. Quindi, se fosse stato attivato a Ottobre 2000 la sua raccomandata varrebbe dalla scadenza del 2003 e le fatture sarebbero dovute. Invece, fosse stato attivato prima (comunque non prima del mese successivo alla raccomandata) alcune fatture potrebbero essere contestate. Verificando questo dal contratto (l'attivazione e la durata minima), invii una raccomandata A/R dove contesta come indebite le fatture, ne chiede lo storno dettando un termine di 15gg per provvedere e minacciando di adire le vie legali. Dovra' poi recarsi presso il giudice di pace. Consideri che partirebbe comunque svantaggiato dal fatto di non aver contestato prima, quando le fatture le sono giunte.
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