Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 luglio 1999
Domanda 29 luglio 1999
Nel febbraio 98 ho aperto un conto corrente presso il Banco Ambrosiano Veneto di Napoli, attratto dall'iniziativa pubblicitaria fatta in qual periodo chiamata "CONTO ASCOLTO". La pubblicita' parlava dell'apertura di un conto corrente con notevoli vantaggi sui costi di gestione ed in piu' si omaggiava il correntista di un telefono cellulare. Sembrava tutto molto allettante, ma quando si e' trattato di usufruire delle iniziative sono incominciati i problemi. Tengo a precisare che riguardo ai vantaggi di gestione non sono nati problemi, pero' tutto il resto non va'. Mi spiego, si e' cominciati con la mancata consegna del telefonino all'atto della stipula del contratto, che e' si avvenuta, ma dopo circa due mesi e dopo innumerevoli solleciti e proteste (nella pubblicita' si fantasticava ENTRI IN BANCA ED ESCI CON IL TELEFONINO). Successivamente chiusa la questione telefono, si e' verificato un fatto "spaventoso", mi venivano indebitamente sottratte dal conto corrente in questione 2 bollette telefoniche di una vecchia utenza chiusa anni prima, della quale non era mai stata richiesta l'addebito in conto (io non ero correntista presso nessuna banca). Accortomi del fatto, chiedevo prontamente spiegazioni al funzionario che gestisce il "CONTO ASCOLTO" il quale mi promise di informarsi e che a breve mi avrebbe "fatto sapere". Chiaramente il tempo passava ma nessuno sapeva spiegarmi cosa era potuto accadere. In seguito mi fu detto che "il pagamento delle bollette telefoniche erano state autorizzate dal sottoscritto tramite l'apposito modulo che la banca fa firmare". Allora, sicuro di non aver firmato nessun modulo per quella utenza, ho chiesto di farmi vedere la copia del modulo. Chiaramente il modulo non si e' mai visto, e per aggiungere al danno la beffa sono stato giudicato incompetente in materia bancaria proprio dalla direttrice della filiale, la quale con maniera molto brusca e poco professionale si e' scrollata il problema di dosso. Successivamente, dopo alcune mie lettere sia alla filiale che alla sede principale del banco ambrosiano veneto, mi arriva una raccomandata dalla sede principale, dove mi viene detto, che la responsabilita' e' da attribuire alla TIM in quanto alla stessa risulta la mia autorizzazione per il pagamento della utenza. Purtroppo non avendo il tempo necessario, e i soldi per pagare l'avvocato, ho dovuto lasciar perdere, e mio malgrado dimenticare l'accaduto. Chiaramente, come potrete immaginare, i miei rapporti con la banca non sono "felicissimi", l'ultimo fatto accaduto e' che mi hanno ritirato il Bancomat perche' dicono che per usare il bancomat bisogna avere dei soldi in banca. Lo trovo giusto, tengo a precisare che non ho mai movimentato il conto in quanto ho perso la fiducia nella banca e quindi ho depositato solo lo stretto necessario per alcuni movimenti, pero' e' normale che la direttrice mi debba continuamente negare il Bancomat perche' dice che "se voglio il Bancomat devo avere in conto i soldi che coprono la disponibilita' mensile del bancomat cioe' L. 3.000.000. ? Non credo sia proprio cosi.

Risposta ADUC
 
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