Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 marzo 2004
Domanda 12 marzo 2004
Cara ADUC, sono stata vittima di un caso di malasanita' e non vorrei esserlo anche per un caso di ingiustizia.
Nel 1996 sono stata operata per togliere una ciste ovarica. Preciso che non e' stato un intervento urgente, ma al contrario, un intervento programmato. Al termine dell'operazione, mi e' stato comunicato che, oltre alla ciste, mi erano state tolte anche le ovaie. Dopo circa due anni dall'intervento ho scoperto che mi era stata lasciata una garza chirurgica nell'addome. Mi hanno dovuto operare nuovamente per rimuoverla. Per questo errore sono stata risarcita dall'ospedale per circa 6000 euro.
Pensavo che fosse finita li', ma i guai veri e propri dovevano ancora iniziare.
Infatti, sempre per caso, facendo un'ecografia scopro di avere un rene non piu' funzionante.
Fatti subito i dovuti accertamenti altri medici hanno riscontrato che la perdita del rene era stata determinata dalla chiusura del cannellino dell'uretra. Mi e' stato spiegato che questo puo' succedere durante un'operazione in zona ovarica, ma che il "bravo chirurgo" e' tenuto a controllare l'eventuale verificarsi di tale evenienza prima del termine dell'operazione.
Mi sono rivolta ad un avvocato ed abbiamo intrapreso la causa penale nella quale abbiamo sporto denuncia per "lesione volontaria" nei confronti di chi mi ha operato.
Il Pubblico Ministero aveva fatto richiesta di archiviazione. Cosi' abbiamo fatto ricorso al giudice, il quale, dandoci ragione, ha ritenuto che si dovesse procedere, ma in un'altra udienza, chiesta dalla controparte, un altro giudice ha invece archiviato tutto.
Mi domando come puo' succedere che il primo giudice ti da ragione ed un altro no?
E poi, vista la palesita' del danno subito, volevo sapere se non si puo' insistere per avere giustizia sul versante penale, anche perche' esiste la legge sul "consenso informato" che non e' stata chiaramente rispettata.
Ora il mio avvocato vuole intraprendere la causa civile.
Vi scrivo per avere suggerimenti per quanto concerne le procedure legali intraprese e quali sono quelle piu' idonee da intraprendere. Non penso che il mio sia un caso isolato, quindi sulla base delle vostre esperienze vi chiedo un vostro parere.
Vi ringrazio per l'attenzione e spero in una vostra risposta.
Elisabetta, da Cagliari

Risposta ADUC
che i giudici siano di pareri diversi e sbaglino, e' normale. Il fatto e' che piu' di tanto non e' possibile insistere. Certo, potrebbe proseguire anche in Cassazione e lo faccia pure, pero' quello che a lei pare sconvolgente e' la normalita': la certezza del diritto vuol dire solo avere elementi di riferimento e certezza dell'esecuzione delle pene comminate senza arbitri: ma non vuol dire che tutti i colpevoli siano condannati e tutti gli innocenti assolti: la giustizia non e' garanzia che sicuramente le decisioni saranno giuste, ma solo una procedura.
In ogni caso, sicuramente una cosa puo' farla: scrivere una richiesta di valutazione al Cancelliere della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, c/o Consiglio d'Europa, Strasburgo-Cedex (e' sufficiente per raccomandata, anche in prima persona: allegando pero' copia dei documenti).
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