Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 agosto 2000
Domanda 13 agosto 2000
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Lettera aperta
Alba, lì 13 agosto '00
Colgo l'occasione dei tragici incidenti stradali con 13 morti dei giorni 11 e 12/08/00 e da altri luttuosi fatti analoghi per denunciare quanto succede nel mondo dell'autotrasporto merci.
Le cose e fatti che esporrò sono a conoscenza di tutti: ministero dei trasporti, polizia stradale, organi d'informazione, autisti di mezzi pesanti, magistratura ecc. ma nessuno fa nulla per limitarle. Tutti nascondono la testa nella sabbia come gli struzzi, nessuno vede sente o parla.
Solo gli organi d'informazione in presenza di vere e proprie stragi ne danno notizia. Il giorno dopo tutto tace.
Le associazioni dei consumatori dovrebbero intervenire e far sentire la loro voce; è in pericolo la vita di tutti; fermiamo o perlomeno cerchiamo di limitare queste stragi.
La mancanza di controlli adeguati sui mezzi pesanti da parte della polizia, le sanzioni irrisorie, se rapportate ad altri paesi europei, l'inesperienza e la carente formazione professionale degli autisti, il mancato o inesistente controllo degli ispettorati del lavoro, la mancanza di riposo degli autisti, l'inadeguatezza e vetustà della rete viaria, mezzi vecchi o con manutenzione scarsa o nulla, la speculazione sui pezzi di ricambio in particolare sui pneumatici, tutti assieme contribuiscono a creare questa situazione.
Un mezzo pesante può girare per mesi su e giù per l'Italia senza che sia mai fermato e controllato. Le poche volte che è controllato si comminano contravvenzioni per il superamento di sei chilometri della velocità consentita e non si guarda quante ore un autista ha guidato o riposato
Autisti con 15 o più ore di guida e riposi di un paio d'ore al giorno non sono una rarità, sono la regola in Italia. L'autista controllato e trovato in difetto non viene obbligato a fermarsi e riposare, continua il viaggio, paga la multa e tutto finisce. Eppure c'è un regolamento CEE del 1985 che vieta di guidare oltre le 10 ore e impone di riposare 11 ore giornaliere; esso è totalmente ignorato da autisti, polizia e aziende. Un'autista affaticato non guida il camion, si fa guidare da esso.
E' una vergogna che gli autisti, quando si licenziano, facciano delle vertenze di lavoro per il pagamento degli straordinari, che a volte ammontano e superano le 10 ore giornaliere senza che la magistratura del lavoro, gli ispettorati del lavoro, i ministeri, l'Inps, l'Inail si pongano delle domande ed intervengano a reprimere questi abusi.
L'orario di lavoro degli autisti è regolato da una legge del 1923, sì proprio del 1923, non è un errore. Sono passati 77 anni e la legge non è stata modificata, è ancora in vigore e non c'è nessuna volontà di modificarla. All'Unione Europea è ferma da anni una proposta regolamento per definire le ore di lavoro settimanali degli autisti, padroncini compresi. Non c'è la volontà politica per portarla avanti, essa è bloccata dalle lobby.
Merci pericolose viaggiano senza controlli per l'Italia affidate ad autisti stanchi ed assonnati: importante è rispettare i tempi di consegna. Sono vere e proprie bombe.
I camion con il limitatore di velocità manomesso sono tanti. Un camion senza limitatore può raggiungere e superare i 120 km. orari; difficile fermare una massa di 46 tonnellate in tempo utile ed evitare l'incidente che quasi sempre ha esito mortale.
Il fenomeno delle micro aziende, ma anche le grandi, che vivono e speculano sulla pelle degli autisti è tutto italiano. Il non rispetto delle tariffe minime con l'abbassamento dei prezzi dei trasporti ha portato a speculazioni incredibili. Per sopravvivere sottopongono gli autisti a turni di lavoro massacranti e inumani, limitano la manutenzione dei mezzi al minimo creando pericoli per il personale dipendente e per gli altri utenti della strada.
Per sopportare i ritmi infernali di lavoro certi autisti s'impasticcano: le cronache a volte riportano d'autisti morti in cabina per overdose. Di controlli sul tasso alcoolimetro del sangue non se ne vedono fare.
Si affidano mezzi pesanti decine di tonnellate a giovani in possesso di patente, ma non d'esperienza. I contratti di formazione e lavoro ed i contratti a termine sono la gogna a cui devono sottostare i nuovi assunti. Tanto lavoro, niente proteste e salari irrisori nella speranza di avere il contratto rinnovato.
Si vada a vedere in Francia come sono formati i professionisti del volante. Il ministero francese ha adottato addirittura dei fantascientifici simulatori di guida non inferiori ai simulatori di volo dei piloti d'aereo.
Gli importi delle sanzioni sono irrisori: é economicamente conveniente per le aziende fare lavorare e guidare 20 ore al giorno un autista e pagare 120.000 lire di multa per lo sforamento delle ore di guida o di riposo. Ciò porta alla violazione del codice e dei regolamenti con leggerezza ed irresponsabilità. L'istituzione della patente a punti, sarebbe un efficace deterrente.
La mancanza di coinvolgimento delle aziende d'autotrasporto nelle responsabilità penali e civili comporta lo scarico di tutto sulle spalle dell'autista, anello debole della catena. Le aziende dovrebbero rispondere delle violazioni alle leggi: il più delle volte è l'azienda stessa che spinge l'autista a violarle. Il contratto nazionale di lavoro del trasporto merci impone alle ditte il controllo e la repressione delle violazioni del codice stradale da parte dei dipendenti, ma nessuna ditta lo fa. Ignorano questo paragrafo del contratto, come tanti altri, se ne hanno la convenienza economica. La vita delle persone vale poche lire al giorno d'oggi.
L'inadeguatezza dell'organico, l'incapacità, la non formazione e forse la non volontà degli ispettorati del lavoro e della polizia contribuiscono a determinare questo stato di cose. All'estero l'ispettorato del lavoro va sulle strade, non aspetta in ufficio un'improbabile denuncia dell'autista. Come gli aerei, anche se meno sofisticata, i camion hanno la loro scatola nera: è il cronotachigrafo. Esso registra giornalmente su un disco di carta la velocità del mezzo, i tempi di guida, di lavoro, di pausa, i riposi, addirittura i giri del motore. Saper leggere ed interpretare un disco di registrazione del cronotachigrafo dovrebbe essere cosa normale per un poliziotto o per un ispettore del lavoro; nell'Unione Europea lo è. L'Italia non fa parte dell'UE?
Naturalmente sono consapevole che non sono solo queste le cause degli incidenti; ce ne sono molte altre. Se ognuno facesse la propria parte, autisti compresi, le cose incomincerebbero a cambiare.
Controlli accurati e seri, sanzioni pesanti ed adeguate, introduzione della patente a punti, rispetto delle ore di guida e riposo degli autisti, adeguamento dell'organico e istruzione dei preposti ai controlli, sistemazione e ammodernamento della rete viaria, adeguamento della segnaletica stradale migliorerebbero di certo questa tragica situazione.

Le strade italiane sono paragonabili al vecchio far west: tanti codici della strada quanti sono i guidatori.
Smettiamola con le chiacchere e le lacrime di coccodrillo; la serietà e la volontà di limitare il lungo elenco di morti che insanguinano ogni metro della rete stradale italiana deve essere dimostrata coi fatti. Ma c'è la volontà politica per iniziare?

Risposta ADUC
sicuramente ha ragione: e' inutile stare sempre a piangere il giorno dopo e casomai prendere -d'improvviso- astruse iniziative dettate solo dalla fretta e dal senso di voler rimediare alla propria inadeguatezza.
Ugualmente -pero'- non va che a seguito di un caso specifico nascano delle nuove fobie. Gli incidenti possono anche essere causati da autisti stanchi, ma si tratta comunque di casi specifici e non della generalita'. Sono brutte strade ed un cattivo senso civico, oltre all'incapacita' umana e mezzi talvolta difettosi, le cause principali degli incidenti. Inoltre, gli autisti dei mezzi pesanti -a dire il vero, ci risulterebbe, piuttosto controllati- non difettano (in generale) particolarmente di esperienza. Ricordiamoci che non si sta parlando di una categoria, ma di singole persone. E questo, lo diciamo non perche' cambi la sostanza del problema, ma solo perche' -ed i media fanno scuola- c'e' il brutto vizio di trovare dei capri espiatori, scaricando valanghe di parole e veleni sul poveraccio di turno e poi far tornare tutto nel silenzio.
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