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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 marzo 2004
Domanda 10 marzo 2004
Porto all'attenzione quanto sta avvenendo nel Comune di Chieri, provincia di Torino, convenzionato con l'ASL 8, in relazione alle rette di frequenza dei Centri Diurni per malati di Alzheimer dove, tra gli altri, e' inserita ormai da 15 mesi mia madre con grande beneficio per la sua malattia.
La Deliberazione della Giunta Regionale del Piemonte N.51-11389 del 23.12.2003, dispone, dal 1° gennaio 2004, che il rimborso a carico del S. S. R. venga ridotto al solo 50% delle retta totale, sia per i servizi residenziali che semiresidenziali convenzionati con le ASL per anziani non autosufficienti, secondo l'applicazione dei livelli essenziali di assistenza L. E. A., previsti dal D. P. C. M. 29.11.2001 - Decreto Sirchia.
Nell'ambito dei Servizi semiresidenziali, l'Asl 8, unica in tutto il Piemonte a dare tempestiva applicazione ai Lea, ha ricompreso anche i Centri Diurni per malati di Alzheimer.
La Regione non rileva una differenziazione di tipologia di utenti o di patologia per la ripartizione del costo della retta: gli anziani dal 1 gennaio 2004 non possono essere malati, ma solo vecchi..... e devono pagare il 50 % dei costi di frequenza.
L'applicazione del criterio di ripartizione determina in concreto un notevole aumento della retta dovuta in quanto sino al 1.1.2004, secondo la convenzione vigente sottoscritta dall'Istituto, secondo le direttive regionali, la quota di rimborso dei costi sanitari a carico del S. S. R., per i Centri Diurni Alzheimer, era pari al 70% della retta complessiva, in considerazione della particolare patologia e delle specifiche cure riabilitative che vengono prestate dal Centro Diurno, che venivano equiparate a quelle prestate per patologie psichiatriche.
La retta alberghiera che deve essere corrisposta oggi per la frequenza del Centro Diurno Alzheimer aumenta dell'80%: da ¤ 20, 00 a ¤ 36, 00 giornalieri, la retta mensile passa quindi da ¤ 420, 00 a ¤ 756, 00.
La D. G. R. recepisce un accordo siglato dal Tavolo congiunto Regione - Territorio, che non elenca esplicitamente quali destinatari della normativa i malati di Alzheimer nei Centri Diurni e nelle RSAA.
L'esclusione della materia dall'accordo siglato e la forzatura nell'estensione del criterio di ripartizione data dall'ASL e dalla Regione Piemonte, e' stata confermata dai firmatari, tra cui il Comitato promotore della petizione contro i Lea, che ha richiesto la sospensione dell'applicazione della D. G. R. e la gratuita' della frequenza dei Centri Diurni Alzheimer.
L'applicazione della normativa penalizza soprattutto i servizi semiresidenziali per malati di Alzheimer, in quanto le famiglie non sono in grado di sostenere l'aumento dei costi della retta e garantire contemporaneamente un'idonea assistenza a domicilio nelle ore e nei giorni di chiusura del Centro. L'iter per l'integrazione della retta da parte dei Comuni risulta difficoltoso, in quanto non vengono riconosciute le spese di assistenza oltre l'orario del Centro e viene richiesta la certificazione della situazione patrimoniale e reddituale non solo per i malati di Alzheimer come previsto dalle leggi vigenti, ma anche dei familiari tenuti agli alimenti, per richiederne una compartecipazione al pagamento della retta A partire da marzo dovremo far interrompere la frequenza dei nostri congiunti al Centro, e se non riusciremo a garantire a casa la loro assistenza, saremmo costretti a richiedere l'inserimento in struttura residenziale, con costi ben piu' alti per il Servizio Sanitario Regionale.
La mancanza di utenti determinera' la chiusura del Centro Diurno Alzheimer, che sin dal 1998 aiuta le famiglie a sostenere il pesante carico assistenziale, favorendo la domiciliarita' del malato. Il Centro, che e' stato attivato secondo le disposizioni del Piano Sanitario Regionale 1997/98, che ne prevedeva l'apertura in ogni ASL per dare una risposta qualificata e necessaria per i malati e le loro famiglie, al fine di evitare ricoveri impropri in strutture residenziali. La D. G. R. approvata vanifica il fine per il quale i Centri sono stati attivati.
Tutte le famiglie corrono il rischio di diventare povere se un loro congiunto, anche non convivente, e' colpito da handicap grave o da malattia invalidante e da non autosufficienza. Se non riusciremo a garantire loro una degna assistenza senza dover ulteriormente svenarci, potremmo vederci costretti a chiedere alle autorita' competenti l'istituzione di camere a gas, sull'esempio dei tristemente noti campi di concentramento, per togliere di mezzo i malati non autosufficienti che servono solo nei periodi elettorali ma in realta' sono un peso per la societa'.
Per i FAMILIARI DEGLI OSPITI DEL CENTRO DIURNO ALZHEIMER CHIERI.
Giuseppina, da Poirino /Torino

Risposta ADUC
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