Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 marzo 2004
Domanda 8 marzo 2004
VI COPIO QUI QUESTA LETTERA CHE HO SCRITTO INDIRIZZATA AI GIORNALI NELLA SPERANZA CHE QUALCUNO MI POSSA AIUTARE A RICEVERE AIUTO.
GRAZIE.
She.
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Gentile Redazione del________________, ho pensato di scrivervi una lettera per chiedervi aiuto, sono infatti vittima di una grossa ingiustizia e anche se so che la Giustizia in Italia e' difficile averla, non perdo ancora ne la fede ne la speranza. E' comunque l'ultima carta che mi rimane da giocare, quella dell'Opinione Pubblica.
Sono una ragazza italiana di 28 anni, la quale circa sei anni fa e' stata costretta ad abbandonare l'Italia per intimidazioni della sua famiglia, alle quali si assommavano la mancanza totale di protezione da parte dei carabinieri di Basiglio (milanotre' - Milano), dove avevo vinto una casa popolare. Mi chiamo Sonia Calabria. Gia' fin da piccola sono stata vittima d'ingiustizie da parte di servizi sociali incompetenti, relazionati a forti problemi familiari. Il mio caso, la mia storia, e' tutto documentato sia dal Tribunale minorenni di Milano, sia nella comunita' "Villa Luce" (sempre a Milano) quale istituto scelto da quest'ultimo cui sono stata affidata all'eta' di 15 anni. Le querele che allora avevo io fatto (delle quali conservo ancora copia originale) erano sei, ma la mancanza di persone che mi aiutassero o appoggiassero nella situazione, mi hanno costretta a rinunciare a quella casa e ad allontanarmi dall'Italia, giacche' quegli stessi carabinieri m'intimavano che mi avrebbero ritrovata in qualsiasi posto io fossi andata.
Adesso, dopo sei lunghi anni vissuti disastrosamente in Messico, una chiesa protestante del posto ha deciso venirmi in aiuto pagandomi il viaggio di ritorno, giacche' li' in Messico in sei anni non sono riuscita ne' a trovare appoggi, ne' a risparmiare.
Tornata in Italia (sono qui dal passato Ottobre), ho pensato quindi di ricontattare la mia famiglia nella speranza che il tempo avesse mitigato le cose; ma ho trovato, a parte totale mancanza d'umanita', che quella stessa casa e' adesso andata a mia nonna senza pero' seguire le normali procedure. Visitando poi mia nonna materna, l'unica ad essere stata felice del mio ritorno, lei stessa mi ha chiesto di passarmi la residenza li' con lei, sia per assisterla (e' diabetica), sia perche' vorrebbe che quella casa ritornasse a me. Dopo quell'incontro pero', mia nonna l' hanno "sequestrata" per usare un termine, i miei parenti! (Nella fattispecie: mia zia materna, sorella di mia madre) Di modo che io adesso non la posso piu' ne vedere, ne parlarci.
Quello che io chiedo, l'aiuto che cerco, e' UNA VERA ASSISTENZA da parte di SERVIZI SOCIALI COMPETENTI, o di qualche avvocato di buon cuore che mi possa consigliare. So che in Italia e' difficile avere GIUSTIZIA, lo ripeto: ma MIA NONNA HA BISOGNO DI ME e io di lei!!! NON E' GIUSTO che per colpa di persone ignoranti e senza buon senso lei debba soffrire le angherie delle sue figlie, e non possa vivere gli ultimi suoi anni in serena tranquillita'!! E' diabetica e semi-autosufficiente, nel senso che ha bisogno di chi l'assista!! E io ho bisogno di chi mi dia un tetto!! E tenendo presente che e' tutta colpa di mia madre (e cio' e' tutto documentato!) il fatto che io non abbia una casa, e che QUELLA CASA era mia, e mia nonna non ce l'avrebbe se non fosse stato per me, la cosa piu' ovvia e' che io stia li', dato che e' stata lei stessa oltremodo a chiedermelo!!!
Per favore, AIUTATEMI AD AVERE UN PO' DI GIUSTIZIA!!!!!!!
Grazie.
Sonia

Risposta ADUC
l'unico suggerimento che possiamo darle e' di rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, presso il Consiglio d'Europa -Strarburgo-Cedex.
Non le garantiamo che ci sara' un risultato, ma nondimeno ci pare l'unica idea valida.
Oltre, naturalmente, alla presentazione di un esposto in Procura della Repubblica (avendo pero' l'accortezza di limitarsi ad indicare i fatti e chiederne una valutazione, astenendosi da commenti).
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