Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 marzo 2004
Domanda 8 marzo 2004
Salve a tutti, Con la presente chiedo un consiglio, e se non fosse un argomento trattabile qui, vi chiedo, se potete, delle indicazioni a cui riferirmi.
L'argomento riguarda gli immobili; ovvero la casa dove abito, sita in un piccolo Comune del Lodigiano, che e' di mia proprieta' dal 1996 e per motivi di lavoro, a breve dovro' decidere di venderla.
Il problema e' il CERTIFICATO DI ABITABILITA' che non ho mai avuto.
Mi ero rivolta ad una nota rete di intermediazione immobiliare, ho acceso un mutuo, che fu concesso dalla banca a seguito di una regolare perizia, e mai nessuno chiese di esibire il certificato di abitabilita'.
La mia casa fu l'ultima di numerose altre vendute dagli stessi intermediari, e allora mi fu presentato uno scenario che non mi fece sorgere alcun dubbio sulla regolarita' delle trattative, in quanto questa abitazione risultava gia' essere stata abitata per un anno dalla famiglia che inizialmente aveva "fermato" questa abitazione in progetto, e aveva pagato degli acconti in corso d'opera, ma non fu in grado di acquistare alla fine la casa, e quindi il rogito non fu mai fatto.
Per cui ho acquistato la casa formalmente direttamente dall'impresa costruttrice, gli impianti erano ultimati e a norma di legge e ogni allacciamento attivato.
Detto questo, quando e' arrivato per me il momento del rogito, la controparte mi ha consegnato il fascicolo dei documenti di compravendita, dove pensavo si trovasse anche il certificato di abitabilita', ma questo non c'era. Quando lo chiesi, a rogito fatto, gli intermediari fecero finta di non sapere nulla, e di rivolgermi al direttore dei lavori, che a sua volta non si fece mai trovare al recapito telefonico consegnatomi.
Andai quindi in comune a chiedere il documento, e li' scoprii che vi era stato un problema "rilevante" fra l'impresa costruttrice, la ditta di idraulici (che si dileguo'), quella degli elettricisti (che pure si dileguo'), ed il Comune stesso.
Pertanto era in corso una sorta di braccio di ferro e lo strumento capestro escogitato dal Comune e penalizzante per tutti i proprietari, fu la mancata emissione di tutti (25) i certificati di abitabilita'.
Cio' mi e' capitato certamente per inesperienza e semplificando, per fretta, infatti il tutto e' stato fatto nel giro di tre mesi (estivi), quando dovevo lasciare l'appartamento (in affitto) entro un preciso termine.
In questi due ultimi anni tutti noi proprietari abbiamo cercato di trovare un accordo con il Comune affiche' rilasciasse tali documenti.
Purtroppo il Funzionario dell'ufficio Tecnico, accettando dei certificati "redatti" da un suo "vicino", come dichiarazione di lavori eseguiti a regola d'arte riguardanti gli impianti idraulici ed elettrici, pretende anche una sorta di condono riguardante un terrazzino chiuso a vetri, la cui cubatura e' rimasta invariata rispetto al progetto di base autorizzato dalla concessione edilizia del 1992, e cio' per una modica cifra di Euro 1.000, 00, e solo in questo modo questo Funzionario dara' corso all'emissione del citato certificato.
Ho sempre pagato l'ICI su dati catastali consegnatimi dal Comune, tenuto gli impianti a regime con manutenzioni periodiche eseguiti da idraulici ed elettricisti professionisti.
Infine, la domanda che vi pongo e' la seguente: Inteso che il CERTIFICATO DI ABITABILITA' sembra un documento necessario ora che sto per porre in vendita la mia abitazione, ho qualche possibilita' di appello verso il Funzionario Comunale, che vuole estorcermi tale "tassa", e far quindi valere i miei diritti e ottenere tale certificato?
Grazie a tutti.
Mariarita, da Corte Palasio

Risposta ADUC
forse non abbiamo capito noi, ma se c'e' stata una modifica rispetto al progetto originario, non potrebbe neanche vendere (in quanto il notaio potrebbe rifiutarsi di certificare l'atto) e comunque la pretesa che la situazione sia sanata per concedere l'abitabilita' ci pare legittima -anche perche' in alternativa puo' essere comunque emessa una sanzione.
In ogni caso, si consiglia di portare tutta la documentazione, per poterla esaminare, ad un'associazione per la proprieta' edilizia della sua zona (Confedilizia, Uppi, Confappi, etc.....).
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