Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 marzo 2004
Mi chiamo Barbara e sono il presidente di un'associazione culturale con sede a Latina.
Da circa un anno nel nostro comune e' cambiata la societa' di gestione delle acque. e cosi' da un contratto stipulato nel 2001 con la precedente societa' in base alla quale il mio minimo annuo era di 54 mc, senza aver firmato nulla, senza aver richiesto modifiche contrattuali adesso mi ritrovo con un contratto di tipo familiare in cui vengono conteggiate ben 4 persone, con un minimo a persona di 30 mc e con un totale annuo di 120 mc.
In sostanza sono passata da una bolletta di poche decine di milalire, da 11 euro, ultima bolletta della precedente societa' a ben 88 euro.
Ho chiamato la societa' facendo presente il disguido e mi informano che devo fare l'autocertificazione in modo da ristabilire un giusto contratto.
Scarico il contratto dal sito internet acqualatina. it (clienti, modulistica, variazioni di contratto) e scopro che a) al punto 11 dove si parla di subentro viene specificato che il subentrante avra' dei costi che sono specificati al punto 14. Il punto 14 pero' nel contratto non viene esplicitato cosi' come mancano tutti gli articoli dal 14 al 27.
b) all'articolo 30 Impegni contrattuali, viene spiegato che " per le somministrazioni di acquedotto e integrate e' previsto in contratto un quantitativo minimo impegnato di consumo che deve essere in ogni caso pagato dal cliente anche se non consumato. " andando avanti " per gli usi commerciale, artigianale, industriale ed altri il quantitativo minimo impegnato verra' definito dal gestore in ragione del consumo medio, reale annuo che comunque non potra' essere inferiore a 110mc all'anno. Per il primo anno il quantitativo viene determinato dal Gestore in modo presuntivo sulla scorta dei fabbisogni del cliente.
Mi domando se sia legale far firmare un contratto dove mancano alcuni articoli, ma soprattutto e' lecito richiedere un pagamento per consumi non effettuati?
Tenete conto che dalla data della firma del mio primo contratto col Gestore Omnia il mio contatore segnava 1592mc oggi invece ne segna 1685 che (se la matematica non e' un'opinione) vuol dire un consumo medio annuo di 31 mc.
Avrei intenzione di rivolgermi al Tar e far rispettare quello che credo sia un mio diritto: pagare cio' che uso e non altro.
Potete aiutarmi?
Grazie Barbara, da Latina
Da circa un anno nel nostro comune e' cambiata la societa' di gestione delle acque. e cosi' da un contratto stipulato nel 2001 con la precedente societa' in base alla quale il mio minimo annuo era di 54 mc, senza aver firmato nulla, senza aver richiesto modifiche contrattuali adesso mi ritrovo con un contratto di tipo familiare in cui vengono conteggiate ben 4 persone, con un minimo a persona di 30 mc e con un totale annuo di 120 mc.
In sostanza sono passata da una bolletta di poche decine di milalire, da 11 euro, ultima bolletta della precedente societa' a ben 88 euro.
Ho chiamato la societa' facendo presente il disguido e mi informano che devo fare l'autocertificazione in modo da ristabilire un giusto contratto.
Scarico il contratto dal sito internet acqualatina. it (clienti, modulistica, variazioni di contratto) e scopro che a) al punto 11 dove si parla di subentro viene specificato che il subentrante avra' dei costi che sono specificati al punto 14. Il punto 14 pero' nel contratto non viene esplicitato cosi' come mancano tutti gli articoli dal 14 al 27.
b) all'articolo 30 Impegni contrattuali, viene spiegato che " per le somministrazioni di acquedotto e integrate e' previsto in contratto un quantitativo minimo impegnato di consumo che deve essere in ogni caso pagato dal cliente anche se non consumato. " andando avanti " per gli usi commerciale, artigianale, industriale ed altri il quantitativo minimo impegnato verra' definito dal gestore in ragione del consumo medio, reale annuo che comunque non potra' essere inferiore a 110mc all'anno. Per il primo anno il quantitativo viene determinato dal Gestore in modo presuntivo sulla scorta dei fabbisogni del cliente.
Mi domando se sia legale far firmare un contratto dove mancano alcuni articoli, ma soprattutto e' lecito richiedere un pagamento per consumi non effettuati?
Tenete conto che dalla data della firma del mio primo contratto col Gestore Omnia il mio contatore segnava 1592mc oggi invece ne segna 1685 che (se la matematica non e' un'opinione) vuol dire un consumo medio annuo di 31 mc.
Avrei intenzione di rivolgermi al Tar e far rispettare quello che credo sia un mio diritto: pagare cio' che uso e non altro.
Potete aiutarmi?
Grazie Barbara, da Latina
Risposta ADUC
occorrerebbe rintracciasse l'atto che e' all'origine di tale variazione. Se come pensiamo si tratta di una delibera comunale, avrebbe dovuto essere opposta la delibera. In caso si tratti, invece, di modifiche contrattuali, la questione (in merito alla mancata comunicazione, etc..) potrebbe essere portata in giudizio, davanti ad un giudice di pace. E' pero' necessario verifichi meglio i termini, altrimenti e' difficile capire.
Per cio' che concerne il minimo tariffario come concetto, invece, possiamo confermarle che e' previsto.
Per cio' che concerne il minimo tariffario come concetto, invece, possiamo confermarle che e' previsto.
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