Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 marzo 2004
volevo sottoporre alla vostra attenzione due problemi diversi ma interessanti: a) In seguito ad un lungo contenzioso ho ottenuto una sentenza a me favorevole contro un fallimento (avevo impugnato l'acquisizione di un bene di mia proprieta' da parte della curatela e la disposizione di vendita dello stesso bene); con questa sentenza il fallimento e' stato condannato alle spese di giustizia e al pagamento della CTU, oltre alla rimborso delle spese da me anticipate al consulente di ufficio.
Nel frattempo, pero', il fallimento e' stato chiuso.
Considerando che le spese di giustizia sono spese a carico della curatela e da pagarsi in prededuzione a chi e con quel procedura dovro' chiedere le spese.
*** b) la vicenda riguarda il settore dei concorsi pubblici ed in particolare il Ministero della Giustizia.
Con una procedura, avviata nel 2002, il Ministero ha messo al bando 1500 posti per C1 super; la seleziione e' avvenuta per titoli (misto tra anzianita' di servizio e titoli di studio; nel luglio 2003 e' stata pubblicata la graduatoria, poi rettificata nel novembre 2003.
Da premettere che il Ministero ha ritenuto di non dover verificare il possesso dei titoli dichiarati ma di effettuare solo un controllo a... campione (sic!).
Dall'esame di tale graduatoria si notano "errori" grossolani sia in ordine alla carriera che al possesso del titolo di studio.
(ad. es. computo di anzianita' di servizio impossibili sia in relazione all'eta' del dipendente che in relazione alla sua effettiva assunzione; assegnazione di punteggi diversi per la stessa anzianita' di servizio; titoli di studio inesistenti o, comunque, acquisiti dopo il termine finale (dicembre 2000) stabilito nel concorso; dipendenti che a tale data erano gia' in pensione ecc.
In buona sostanza, il Ministero ha avallato dichiarazione mendaci e/o errate che, stranamente, provengono da dipendenti collegati a sigle sindacali e/o ben definite forze politiche.
Ritengo che le dichiarazioni dei dipendenti non veritiere e l'avallo del ministero costituiscono un vero e proprio falso ideologico.
Ho interpellato diversi avvocati in materia di lavoro che, esaminata la graduatoria, hanno sostanzialmente ritenuto valide le eccezioni ma hanno chiesto costi esorbitanti (almeno per le mie tasche) per un eventuale ricorso (2-3000 euro).
Qual'e' la Vs. posizione di fronte alle questioni non prettamente di mercato e quali azioni suggerite.
P. s. inutile riferirvi che i vari sindacati e sindacatini, nella fattispecie uniti, hanno ritenuto di non potersi interessare di tali quisquiglie... contro colleghi.
grazie per l'eventuale risposta.
Antonio, da Roma
Nel frattempo, pero', il fallimento e' stato chiuso.
Considerando che le spese di giustizia sono spese a carico della curatela e da pagarsi in prededuzione a chi e con quel procedura dovro' chiedere le spese.
*** b) la vicenda riguarda il settore dei concorsi pubblici ed in particolare il Ministero della Giustizia.
Con una procedura, avviata nel 2002, il Ministero ha messo al bando 1500 posti per C1 super; la seleziione e' avvenuta per titoli (misto tra anzianita' di servizio e titoli di studio; nel luglio 2003 e' stata pubblicata la graduatoria, poi rettificata nel novembre 2003.
Da premettere che il Ministero ha ritenuto di non dover verificare il possesso dei titoli dichiarati ma di effettuare solo un controllo a... campione (sic!).
Dall'esame di tale graduatoria si notano "errori" grossolani sia in ordine alla carriera che al possesso del titolo di studio.
(ad. es. computo di anzianita' di servizio impossibili sia in relazione all'eta' del dipendente che in relazione alla sua effettiva assunzione; assegnazione di punteggi diversi per la stessa anzianita' di servizio; titoli di studio inesistenti o, comunque, acquisiti dopo il termine finale (dicembre 2000) stabilito nel concorso; dipendenti che a tale data erano gia' in pensione ecc.
In buona sostanza, il Ministero ha avallato dichiarazione mendaci e/o errate che, stranamente, provengono da dipendenti collegati a sigle sindacali e/o ben definite forze politiche.
Ritengo che le dichiarazioni dei dipendenti non veritiere e l'avallo del ministero costituiscono un vero e proprio falso ideologico.
Ho interpellato diversi avvocati in materia di lavoro che, esaminata la graduatoria, hanno sostanzialmente ritenuto valide le eccezioni ma hanno chiesto costi esorbitanti (almeno per le mie tasche) per un eventuale ricorso (2-3000 euro).
Qual'e' la Vs. posizione di fronte alle questioni non prettamente di mercato e quali azioni suggerite.
P. s. inutile riferirvi che i vari sindacati e sindacatini, nella fattispecie uniti, hanno ritenuto di non potersi interessare di tali quisquiglie... contro colleghi.
grazie per l'eventuale risposta.
Antonio, da Roma
Risposta ADUC
a nostro personale avviso dovrebbe richiederli allo Stato in quanto comunque e' il Tribunale che in questo caso ha errato. Pero' non sono cose cosi' semplici, occorre studiare gli atti per simili casistiche.
Ricordi, in ogni caso, che a fronte di un errore giudiziario e' anche possibile richiedere una valutazione in merito a tale operato alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (c/o Consiglio d'Europa, Strasburgo-Cedex: semplicemente per raccomandata A/R, allegando tutti i documenti e richiedendo un parere al Cancelliere della Corte medesima).
Non ci occupiamo di questioni di lavoro (e quindi neanche di concorsi): ipotizziamo comunque che sia possibile presentare un'opposizione al Tar, entro i 60 gg previsti (pero', le somme sono proprio quelle che le hanno detto).
Ricordi, in ogni caso, che a fronte di un errore giudiziario e' anche possibile richiedere una valutazione in merito a tale operato alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (c/o Consiglio d'Europa, Strasburgo-Cedex: semplicemente per raccomandata A/R, allegando tutti i documenti e richiedendo un parere al Cancelliere della Corte medesima).
Non ci occupiamo di questioni di lavoro (e quindi neanche di concorsi): ipotizziamo comunque che sia possibile presentare un'opposizione al Tar, entro i 60 gg previsti (pero', le somme sono proprio quelle che le hanno detto).
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