Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 marzo 2004
Domanda 1 marzo 2004
Spett. le ADUC Con la presente sottopongo alla Vs. attenzione la seguente questione: nel mese di novembre 2003 il mio fidanzato ed io abbiamo acquistato un appartamento che ha circa 18 anni ed e' situato al 3° ed ultimo piano, direttamente dagli ex proprietari (i signori C.).
Dopo lunga riflessione, abbiamo deciso di acquistare anche i pannelli solari di proprieta' dei sigg. C. installati sul tetto del fabbricato aggiungendo la somma di ¤ 2.500, 00 al prezzo iniziale, poiche' ci era stato garantito un notevole risparmio di corrente elettrica e gas.
Non potendo verificare accuratamente lo stato di conservazione degli impianti poiche' fino al momento del rogito i sigg. C. hanno abitato all'interno dell'appartamento, ci siamo fidati della loro buona fede e delle loro affermazioni, ossia che l'immobile si trovava in buone condizioni e che non necessitava di grandi lavori di ristrutturazione, a parte quella ordinaria di tinteggiatura delle pareti interne e magari la sistemazione dei palchetti in legno delle camere da letto.
Cosi', dopo aver cominciato i suddetti lavori di manutenzione abbiamo interpellato il ns. idraulico di fiducia per effettuare alcuni lavori (cambiare la caldaia, revisionare i termosifoni), il quale ha subito evidenziato un problema piuttosto grave.
Appena entrati in possesso dell'appartamento, io e il mio fidanzato notammo infatti che dai rubinetti dei bagni usciva poca acqua e, da profani, pensammo che il problema fosse dovuto all'insufficiente pressione nei tubi e che quindi l'acqua faticasse ad arrivare al 3° piano ma il problema ci sembro' poca cosa, poiche' eravamo a conoscenza della possibilita' di installare un apparecchio capace di aumentare la pressione all'interno dei tubi dell'acqua.
In realta' il problema e' molto piu' grave: infatti dal circuito dell'acqua calda ne esce poca perche' la conduttura e' quasi interamente intasata dal calcare.
A detta del ns. idraulico, la causa di questo inconveniente e' l'eccessiva temperatura dell'acqua dei pannelli che nei mesi piu' caldi arriva ad essere bollente (anche fino a +80°C) per cui, dovendola necessariamente miscelare con l'acqua fredda, la quantita' di acqua calda inutilizzata che resta all'interno della tubazione, si raffredda lentamente depositando molto calcare.
Per non aggravare la situazione potremmo:.
A. Far disinstallare i pannelli, pagando almeno ¤ 500, 00 per la rimozione e rimettendoci molto probabilmente anche i 2.500, 00 ¤, vista la difficolta' di rivendere questa apparecchiatura.
B. Continuare ad usare i pannelli montando sugli stessi un termostato che regoli la temperatura dell'acqua in modo che non scenda mai bollente, sostenendo pero' ulteriori spese.
Inoltre, se la tubazione intasata facesse parte solo dell'impianto dei pannelli, basterebbe disinstallarli per risolvere il problema dell'intasamento, ma purtroppo e' la stessa tubazione dove passa anche l'acqua riscaldata dalla caldaia percio', a questo punto, le soluzioni possibili sono due: 1. Provare con l'utilizzo di un acido a sturare la tubazione; con questo metodo c'e' pero' la possibilita' che venga corrosa anche la tubazione, con il rischio di perdite e allagamenti anche nell'appartamento sottostante (costo dell'operazione: almeno ¤ 500, 00).
2. Sostituire la tubazione intasata rompendo la pavimentazione della cucina, del disimpegno e forse anche i due bagni, facendo poi ripiastrellare daccapo quasi tutto l'appartamento, sostenendo delle spese enormi.
Ora, e' evidente che il problema in questione era gia' esistente con i sigg. C. poiche' la stratificazione del calcare e' un fenomeno che avviene nel tempo e che questi ultimi non hanno mai preso provvedimenti in merito e anzi con noi hanno taciuto il problema.
Di fatto, noi non viviamo ancora nell'appartamento e quindi non possiamo aver provocato il danno.
Infine, Vi prego di indicarmi qualora vi sia la possibilita' di avere un risarcimento da parte dei vecchi proprietari per le spese che andremo eventualmente a sostenere e in che modo procedere.
RingraziandoVi per l'attenzione, porgo cordiali saluti.
Elena, da Cadoneghe/ Padova

Risposta ADUC
cio' che pero' conta e' partire dal contratto. Anche i fatti sono relativi se prima non si chiarisce che cosa vi sia stato garantito.
Resta inoltre da stabilire se si possa o meno parlare di vizio occulto.
Suggeriamo -previa verifica dei termini di contratto- di rivolgersi ad un tecnico per farsi fare una perizia sulla cui base (entro l'anno) poter contestare ed agire in giudizio.
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