Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 febbraio 2004
: Vi scrivo per avere delucidazioni sul contratto di finanziamento offerto da FINDOMESTIC per conto della catena TRONY mediante TRONY CARD lo scorso novembre 2003.
Ho acquistato un oggetto del valore di 238, 90¤ in un Trony Center mediante finanziamento a tasso zero. L'offerta permetteva di acquistare il bene e di pagarlo in 12 rate mensili a partire dal dodicesimo mese dall'acquisto. Il finanziamento mi e' stato offerto a tasso zero (TAN 0, 0%, TAEG 0, 0%) come dichiarato nel contratto firmato, ma mi obbligava alla sottoscrizione della TRONY card. La sottoscrizione della card impone il pagamento di una quota annuale (15¤) e di costi di gestione mensili (per imposta di bollo ed invio estratto conto pari a circa 2 ¤). Per due anni di finanziamento il costo complessivo e' di circa 70¤.
Non avendo ricevuto alcuna indicazione sui costi della carta Trony ne' ero a conoscenza sull'obbligatorieta' della sottoscrizione, l'offerta di finanziamento a tasso zero non puo' ritenersi erronea o quantomeno fuorviante? Essendo i costi imputabili ad una linea di credito su cui confluisce il finanziamento a tasso zero e' corretto parlare ancora di "tasso zero" se l'intero finanziamento comporta costi?
Per questo tipo di offerta puo' ritenersi responsabile per mancata trasparenza anche la catena Trony che si e' fatta promotrice?
Spero di non essere stato troppo confuso. Se Voi aveste gia' ricevuto segnalazioni in merito sarei lieto di ricevere qualsiasi suggerimento su come procedere per la cancellazione del finanziamento.
Vi ringrazio per le eventuali delucidazioni che potrete darmi, ed in attesa di un cortese riscontro vi offro i miei piu' cordiali saluti.
Andrea, da Roma
Ho acquistato un oggetto del valore di 238, 90¤ in un Trony Center mediante finanziamento a tasso zero. L'offerta permetteva di acquistare il bene e di pagarlo in 12 rate mensili a partire dal dodicesimo mese dall'acquisto. Il finanziamento mi e' stato offerto a tasso zero (TAN 0, 0%, TAEG 0, 0%) come dichiarato nel contratto firmato, ma mi obbligava alla sottoscrizione della TRONY card. La sottoscrizione della card impone il pagamento di una quota annuale (15¤) e di costi di gestione mensili (per imposta di bollo ed invio estratto conto pari a circa 2 ¤). Per due anni di finanziamento il costo complessivo e' di circa 70¤.
Non avendo ricevuto alcuna indicazione sui costi della carta Trony ne' ero a conoscenza sull'obbligatorieta' della sottoscrizione, l'offerta di finanziamento a tasso zero non puo' ritenersi erronea o quantomeno fuorviante? Essendo i costi imputabili ad una linea di credito su cui confluisce il finanziamento a tasso zero e' corretto parlare ancora di "tasso zero" se l'intero finanziamento comporta costi?
Per questo tipo di offerta puo' ritenersi responsabile per mancata trasparenza anche la catena Trony che si e' fatta promotrice?
Spero di non essere stato troppo confuso. Se Voi aveste gia' ricevuto segnalazioni in merito sarei lieto di ricevere qualsiasi suggerimento su come procedere per la cancellazione del finanziamento.
Vi ringrazio per le eventuali delucidazioni che potrete darmi, ed in attesa di un cortese riscontro vi offro i miei piu' cordiali saluti.
Andrea, da Roma
Risposta ADUC
puo' richiedere una valutazione in merito all'Antitrust (PZa Verdi 6/a, 00198 Rm) -che in ogni caso riteniamo gia' stia valutando il problema in quanto dovrebbero essere giunte piu' segnalazioni- pero' di per se' il finanziamento e' in effetti a tasso 0. C'e' un vincolo contrattuale che ha un costo, pero' non e' meno veritiero il riferimento diretto alle caratteristiche del finanziamento in se stesso.
Il punto -fermo restando che poi occorre dimostrarlo- e' capire se sia possibile sostenere di aver sottoscritto il contratto senza saperlo e quindi di essere stato indotto in errore. Ma se invece lo avesse fatto coscientemente, in effetti doveva valutare prima se le andasse bene o meno la cosa. In caso, invece, potesse dimostrare di essere stato indotto in errore, allora la questione e' diversa e potrebbe anche intentare una causa.
Il punto -fermo restando che poi occorre dimostrarlo- e' capire se sia possibile sostenere di aver sottoscritto il contratto senza saperlo e quindi di essere stato indotto in errore. Ma se invece lo avesse fatto coscientemente, in effetti doveva valutare prima se le andasse bene o meno la cosa. In caso, invece, potesse dimostrare di essere stato indotto in errore, allora la questione e' diversa e potrebbe anche intentare una causa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti