Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 febbraio 2004
Domanda 23 febbraio 2004
Gent. ma ADUC Sono gia' ricorso al vostro prezioso aiuto in passato per una questione molto simile, e in quella circostanza ho avuto da voi non solo preziosi suggerimenti ma anche copia di documentazione per opporre ricorso ad una multa per eccesso di velocita' che ho ricevuto dopo che la macchinetta AUTOVELOX aveva rilevato che ero transitato su un tratto di strada (VIA CASSIA) a 3 corsie per essere transitato alla "folle" velocita' di 97 km/h mentre il limite in quel tratto e' di 90 + 5 km/h (quindi "colpevole" per 2 km/h in piu!!!).
Vi sono grato per tutto quello che fate e per le notevolissime campagne di civilta' che sostenete e promuovete.
Vi illustro gli sviluppi del procedimento da me a suo tempo intrapreso.
In quella circostanza opposi ricorso esclusivamente basandomi solo su norme di "buonsenso tecnico", infatti a seguito di un colloquio telefonico con un tecnico alquanto infastidito della ditta costruttrice dell'apparecchio AUTOVELOX (modello VELOMATIC 104/c, prodotto dalla ditta "MULTAGUIDA" con sede in lombardia) e' emersa la sorprendente tecnologia che sta dietro questi apparecchi, ossia la misura "mediante stima della distanza tra traguardi".
Invito colleghi e ditte interessate alla ricerca della verita' a approfondire questo curioso meccanismo di funzionamento.
In pratica sullo strumento ci sono due cellule poste ad una distanza nota (diciamo 1 metro). Passa un "bersaglio", acceca una cellula e parte un cronometro che si ferma quando il bersaglio acceca la seconda cellula.
Questo dispositivo puo' a malapena andar bene per misure di dati amatoriali ma e' OSCENO in un contesto di rilevazione di illeciti.
Tanto per fare un esempio, un apparecchio di questo tipo, non discrimina la diversa lunghezza dei veicoli, con la beffa che piu' una macchina e' lunga e piu' sembra viaggiare lentamente!
Ho ovviamente presentato ricorso a suo tempo su questa base, e solo dopo sono venuto a conoscenza della Vs associazione e quindi delle motivazioni che i giudici reputano piu' plausibili per accettare il ricorso e sono quindi incappato nelle trappole giuridiche!
Infatti quando dopo due anni (n. b.) dalla presentazione al Pretore del mio ricorso (erano i primi mesi 2000) e quattro o cinque rinvii, finalmente davanti al giudice, senza assistenza legale, provo a difendere la mia tesi, mi trovo di fronte a un documento in fotocopia emesso dalla ditta costruttrice in base al quale lo strumento era funzionante in quanto regolarmente tarato etc..
Quando ho umilmente fatto presente al giudice che secondo me quel documento non poteva affatto essere sufficiente a provare la correttezza della rilevazione (e avevo prodotto pagine di relazione tecnica in merito, avendo io competenze in materia) mi sono sentito dire dal giudice che avrei dovuto mettere per iscritto che la ditta in oggetto sosteneva FALSO e che in questo caso si sarebbe innescato un meccanismo che arrivava al penale e Dio solo sa cosa sarebbe potuto succedere. Beh mi sono tirato indietro, anche se resto dell'avviso che queste macchinette funzionano malissimo.
Ora, mi e' successo di nuovo!
Sempre sulla stessa strada, ovviamente in un tratto dove la percorrenza e' a velocita' mediamente molto superiore a 90 km/h, ossia in discesa e rettilinea.
Mi sono stati contestati 99 km/h contro i 90+5 (stavolta ben 4 km oltre!!!) Avendo "imparato la lezione" mi accingevo a presentare ricorso al tribunale di competenza, dopo aver scaricato i moduli sul Vs sito, quando un amico avvocato mi ha fatto venire dei dubbi, mi ha suggerito di "pagare e zitto" i 40 euro di multa, "tanto sono pochi, non vale la pena". Quando sento questi ragionamenti mi viene il sospetto che anche chi prepara le multe pensi che alla fine l'utente "paga e zitto senza fare storie".
Vi volevo chiedere in particolare se corrisponde al vero che ora per presentare ricorso al giudice di pace va versata una cauzione pari al triplo della somma da pagare.
Inoltre mi chiedo ingenuamente se e' il caso o se e' possibile che si faccia una petizione o una raccolta di firme per far cessare questa odiosa modalita' di rilevamento infrazioni.
In Svizzera ad esempio il controllo e' continuo e sistematico, sono presenti dei RADAR lungo le autostrade, ma soprattutto i limiti sono adeguati alla rete stradale.
Vi perdono per la lunghezza della mia lettera, ma intendevo testimoniare questi piccoli ma frequenti soprusi ai quali va incontro il cittadino.
Cordiali Saluti.
Fabrizio, da Capranica

Risposta ADUC
non il triplo, ma il doppio. E solo per le contravvenzioni al Codice della strada. Occorre versare la somma in un libretto giudiziario che poi va consegnato in cancelleria unitamente al ricorso. Tuttavia, e' sicuramente sempre molto meglio che ricorrere al Prefetto (dove, in caso di rigetto, la multa sicuramente raddoppia -una cosa e' la cauzione, altra la perdita sicura della cifra raddoppiata).
Sicuramente, comunque, ricorrere per 40 euro conviene decisamente poco. Bisognerebbe sapere quali siano le motivazioni che si vogliono addurre (ad esempio, la mancanza del fermo immediato non e' piu' un elemento chiave, essendo stata legittimata anche la possibilita' di ometterlo).
Viste le tendenze sempre piu' restrittive, la possibilita' di veder sparire gli autovelox e' alquanto peregrina -semmai, la via che stiamo percorrendo e' proprio quella opposta: e ciecamente, senza valutare tutti gli aspetti. In ogni caso, se aveva posto delle obiezioni tecniche sul metodo, senza mettere pero' in dubbio quanto avesse sostenuto la ditta produttrice, non vediamo perche' il pretore abbia a suo tempo voluto tirar fuori il "falso". Non metteva mica in dubbio cio' che sostenevano, mica negava che il mezzo fosse funzionante o tarato, no? Pertanto, ci pare che avrebbe potuto confutare tali tesi con le sue.
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