Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 febbraio 2004
Domanda 20 febbraio 2004
Buongiorno, ho trovato queste informazioni sul sito di un'altra associazione dei consumatori(http: //www. ascii. it/spese_spedizione. htm), vorrei sapere se cio' corrisponde al vero e se e' il caso di fare richiesta per il rimborso delle spese di fatturazione alla Telecom e ad altri enti come per esempio le banche. Di seguito uno stralcio del testo(di cui ho riportato comunque il link.
"Le compagnie fornitrici (telefoniche, del gas, dell'acqua, ecc.) pretendono illegalmente il pagamento delle spese di spedizione della bolletta.
Pretendere il pagamento delle spese di spedizione delle bollette e' assolutamente vietato dall'art. 21 comma 8 del DPR del 26 ottobre 1972 n.
633, sostituito dall'art. 1, d. p. r. 29 gennaio 1979, n. 24 secondo cui "le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalita' non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo".
Quindi tutti gli utenti che hanno pagato tali imposte, possono richiederne il risarcimento delle spese sostenute negli ultimi 10 anni.
Al momento e' sicuramente possibile richiedere il risarcimento a Telecom Italia S. p. A, che e' gia' stata sottoposta a giudizio dal Giudice di Pace di Bologna, con sentenza del 21 febbraio 2003, che ha quantificato il danno subito in 10, 20 euro piu' interessi legali.
Per ogni fattura emessa, infatti la Telecom Italia richiede la somma di euro 0, 17 (L. 325) a titolo di "spese di spedizione fattura". Moltiplicando la somma di L. 325 per 6 fatture spedite dalla Telecom ogni anno per 21 milioni di utenti Telecom, si ottiene la ragguardevole somma di circa 41 miliardi l'anno di vecchie lire. Trattandosi di indebito opera la prescrizione ordinaria di dieci anni. Sono circa 410 i miliardi che gli utenti possono ora richiedere alla Telecom oltre gli interessi legali. " Cordiali saluti, Andrea

Risposta ADUC
il decreto specifica semplicemente che non possano essere a carico del cliente le spese di emissione: quelle di spedizione non sarebbero spese di emissione, in quanto la fattura e' fatta essenzialmente per essere ritirata -inviarla poi al domicilio e' divenuta ormai pratica comune, ma non si possono scordare i termini originari.
Motivo per cui, intentare un'azione sulla base di questa interpretazione estensiva, e' possibile ma temerario: in quanto quelle sono spese vive che nulla hanno a che fare con l'emissione in se'.
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