Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 febbraio 2004
Domanda 15 febbraio 2004
Cara ADUC, mi rivolgo a Voi per avere una risposta esauriente ad un problema davvero fastidioso che sto avendo con ALBACOM.
Sono l'amministratore unico di una piccola societa' e nel novembre 2002 ha attivato, tramite callcenter, sui numeri telefonici dei due soci un abbonamento Albacom Unyvoice con preselezione pagato dalla societa'.
Tralasciando il fatto che in questi 16 mesi non e' stato pressoche' mai possibile usufruire della connessione internet Albacom a 0, 77 eurocent al minuto, costringendoci ad usufruire della vecchia connessione a Tiscali tramite il numero unico gestito ancora da Telecom Italia, il vero problema, che sembra tratto da qualche romanzo di Kafka, e' sorto qualche settimana fa.
Il 28 gennaio 2004 decido, per motivi irrilevanti in questa sede, di disdettare uno dei due abbonamenti e, seguendo le istruzioni fornite dal servizio 195, invio regolare raccomandata R. R.
Albacom riceve la raccomandata la mattina del 02 febbraio e la sera stessa chiude il contratto, ma SULLA LINEA SBAGLIATA.
La mattina del 03 mi metto in contatto con il 195 di Albacom che, dopo una serie di verifiche, riconosce l'errore e in serata riattiva la linea che aveva chiuso per sbaglio. Il giorno 03 febbraio sollecito, sia telefonicamente che tramite fax, che venga disattivato l'abbonamento per la linea a cui non sono piu' interessato.
A tutt'oggi, nonostante i numerosi fax e vari solleciti telefonici a vari operatori, non ho ottenuto nulla di concreto ed anzi il 195 mi ribadisce che in base ad un misterioso "Decreto legge" hanno sessanta giorni di tempo per chiudere e che comunque il loro sistema informatico genera in modo del tutto casuale, ("come se si trattasse di una estrazione di una lotteria" testuali parole di una operatrice) la data di cessazione del contratto e che nessuno in Albacom puo' fare nulla per accelerare la pratica.
Nell'ultima telefonata di questa mattina la "gentile" teloperatrice mi ha anzi detto che io "sono libero di fare tutto quello che voglio perche' tanto a loro non interessa niente e che chiudono il contratto quanto vogliono.... " Tutto questo mi sembra per lo meno un abuso e sono intenzionato a portare avanti una azione legale.
Le mie domande sono:.
1) esiste davvero questo "decreto legge" che concede sessanta giorni di tempo per chiudere un abbonamento?
2) E' regolare che in nessuna parte del sito di Albacom ci siano le condizioni generali che regolano il servizio?
3) E' regolare che da nessuna parte del sito sia indicato come disdire un abbonamento?
4) A me non risulta di aver firmato nulla e comunque mai nessuno mi aveva informato dei termini per la disdetta: puo' essere questo sufficiente per vedere riconosciuti i propri diritti dal Giudice di Pace?
Ringraziando P. F. con gentile preghiera di non pubblicare il mio indirizzo email.
Piero, da Villa Opicina/Trieste

Risposta ADUC
in primo luogo, la inviteremmo a verificare i termini di contratto, per appurare cosa preveda l'atto sottoscritto circa le modalita' di risoluzione: se non le e' sato consegnato, dovrebbe richiederne copia direttamente alla societa' (anche rivolgendosi all'incaricato con cui ha trattato la stipula). Cio' premesso, invii una nuova messa in mora per raccomandata A/R, dettando un termine di 48 ore entro cui provvedere ad effettuare la riattivazione del servizio indebitamente cessato, dando avviso che in difetto agira' in giudizio, richiedendo il rimborso del danno subito.
Si rivolga poi in giudizio, davanti al giudice di pace (da quanto dice, non dovrebbero esserci problemi).
Non sappiamo da dove venga il termine di 60 gg cui si riferiscono: occorrerebbe un contesto -di solito sono interpretazioni, generalmente derivanti da commistioni tra norme, contratti e prassi.
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