Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 febbraio 2004
Salve sono Fabio, sono un giornalista e vi scrivo da Roma. Volevo porre all'attenzione di tutti un nuovo spiacevole caso legato alla societa' Fastweb, che e' riuscita nell'intento di organizzare una vera e propria truffa ai danni del consumatore. Gia', infatti chi ha pensato bene di sottoscrivere il contratto aderendo alla possibilita' di avere in prova per un periodo limitato nel tempo la VideoStation, con cui trasmettono a banda larga E. Bismedia e Rai Clik, non sa che al termine del periodo di prova, nonostante la disdetta postale dell'apparecchio, il consumatore potrebbe trovarsi a pagare un contributo alle due societa', rimanendo all'oscuro di questa, quanto mai singolare, sottrazione.
Nel contratto infatti potrebbe apparire improvvisamente una detrazione dal proprio conto di circa 36¤ a bolletta, da versare alle due societa', con cui il consumatore pensa di non avere nulla a che fare. Ora vi chiariro' meglio il perche' e il meccanismo della cosa. Fastweb porta a casa la videostation, e nel momento stesso in cui viene collegata e attivata, si diventa automaticamente clienti delle due societa' parallele a Fastweb: E. Bismedia e Rai Clik. Il contratto di prova scade e come da accordi con Fastweb, l'utente manda una mail di disdetta dell'apparecchio. A questo punto E. Bismedia e Rai Clik avvalendosi del fatto di non fare parte di Fastweb continuano a chiedere il pagamento del servizio. Il consumatore spesso rimane ignaro della cosa, e continua a pagare. Da parte sua Fastweb, che fa parte del gruppo E. Biscom (che fa capo anche a E. Bismedia), sebbene sollecitata a riprendere l'apparecchio, lo lascia parcheggiato per svariato tempo in casa del contraente, per un motivo che appare fin troppo ovvio a posteriori. Quando sulla bolletta il consumatore scopre finalmente tra le spese, quella per i servizi video che credeva disdetti, chiama gli uffici tecnici per avere spiegazioni o eventuali rimborsi, ma la risposta dell'operatore di turno appare agghiacciante: "La videostation e' ancora in suo possesso quindi deve pagare! ", e alla richiesta ad essere risarciti, la risposta e' ancora piu' brillante: "La colpa e' sua, deve pagare, perche' non ha mai mandato la raccomandata con ricevuta di ritorno ad E. Bismedia". Palesato il fatto che in nessun angolo del contratto fatto firmare da Fastweb all'utente di turno ci siano notizie in merito a disdette da mandare a terzi, viene da chiedersi come una tale e minuziosa "truffa" sia tollerata dalla legge. D'altra parte quando si chiede giustamente a Fastweb il rimborso dei soldi, Fastweb ci invita a contattare E. Bismedia, con cui formalmente non si e' mai firmato nulla. Insomma traendo le somme il gioco appare come una scatola cinese nella quale E. Biscom palleggia il consumatore tra le differenti societa' senza che questo riesca a riavere le somme detrattegli ingiustamente.
Nel contratto infatti potrebbe apparire improvvisamente una detrazione dal proprio conto di circa 36¤ a bolletta, da versare alle due societa', con cui il consumatore pensa di non avere nulla a che fare. Ora vi chiariro' meglio il perche' e il meccanismo della cosa. Fastweb porta a casa la videostation, e nel momento stesso in cui viene collegata e attivata, si diventa automaticamente clienti delle due societa' parallele a Fastweb: E. Bismedia e Rai Clik. Il contratto di prova scade e come da accordi con Fastweb, l'utente manda una mail di disdetta dell'apparecchio. A questo punto E. Bismedia e Rai Clik avvalendosi del fatto di non fare parte di Fastweb continuano a chiedere il pagamento del servizio. Il consumatore spesso rimane ignaro della cosa, e continua a pagare. Da parte sua Fastweb, che fa parte del gruppo E. Biscom (che fa capo anche a E. Bismedia), sebbene sollecitata a riprendere l'apparecchio, lo lascia parcheggiato per svariato tempo in casa del contraente, per un motivo che appare fin troppo ovvio a posteriori. Quando sulla bolletta il consumatore scopre finalmente tra le spese, quella per i servizi video che credeva disdetti, chiama gli uffici tecnici per avere spiegazioni o eventuali rimborsi, ma la risposta dell'operatore di turno appare agghiacciante: "La videostation e' ancora in suo possesso quindi deve pagare! ", e alla richiesta ad essere risarciti, la risposta e' ancora piu' brillante: "La colpa e' sua, deve pagare, perche' non ha mai mandato la raccomandata con ricevuta di ritorno ad E. Bismedia". Palesato il fatto che in nessun angolo del contratto fatto firmare da Fastweb all'utente di turno ci siano notizie in merito a disdette da mandare a terzi, viene da chiedersi come una tale e minuziosa "truffa" sia tollerata dalla legge. D'altra parte quando si chiede giustamente a Fastweb il rimborso dei soldi, Fastweb ci invita a contattare E. Bismedia, con cui formalmente non si e' mai firmato nulla. Insomma traendo le somme il gioco appare come una scatola cinese nella quale E. Biscom palleggia il consumatore tra le differenti societa' senza che questo riesca a riavere le somme detrattegli ingiustamente.
Risposta ADUC
cio' che conta e' il contratto: questo prevede per iscritto che sia sufficiente inviare un'e-mail e solo a Fastweb? Ed indica come attivazione solo quella del servizio di Fastweb? E' importantissimo, in quanto cio' che conta sono gli accordi scritti e quindi verificabili. Inoltre, ci pare che comunque sia occorrerebbe che la Video Station venisse restituita -per pacco assicurato- entro il termine di scadenza del periodo di prova (oltre al fatto che mai e poi mai per la cessazione di un contratto occorre limitarsi ad inviare solo un'e-mail: sempre e solo raccomandate A/R) in quanto se cio' non accade,il rischio di avere problemi anche con Fastweb e' pressoche' certo ed automatico.
Ha modo di verificare il contratto?
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