Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 febbraio 2004
Cara ADUC, mi chiamo Luca e sono disperato: chiedo il tuo aiuto.
Poco piu' di 3 anni fa, nell'ospedale civile di Piove di Sacco (PD) un parente che stava trasportando su una carrozzina (dell'ospedale) sua madre, "investi" mia madre che stava uscendo dalla stanza dove era ricoverato mio padre (poi purtroppo scomparso) fratturandogli il piede.
L'uomo dopo l'investimento si era solo preoccupato dello stato di salute della sua cara, accusando mia madre di non essere stata attenta.
In realta' l'uomo stava percorrendo lungo il corridoio che portava alle stanze, radente la parete dove si trovavano le porte di uscita dalle camere e quindi risultava impossibile x chiunque vedere il mezzo che proveniva.
Ad assistere all'episodio fummo io ed un medico di guardia che ci preoccupammo subito di portare mia madre al pronto soccorso: dell'uomo perdemmo cosi' traccia.
Il giorno seguente presentammo denuncia verso ignoti e verso l'ospedale affinche' ci fornisse il nominativo della paziente (la madre del tamponatore) al fine di risalire alle generalita' del "personaggio".
A distanza di tre anni di indagini da parte della Procura di Padova ci troviamo ad un punto fermo: l'ospedale nn vuole fornire il nominativo x privacy e se ne lava le mani se all'interno del suo stabile qualcuno e' stato ferito da un terzo con un proprio mezzo; inoltre dopo qualche mese di indagini proprie pensiamo di essere riusciti ad individuare il nome del feritore che corrisponde ad un medico dell'ospedale stesso che abbiamo poi personalmente denunciato, ma nemmeno in questo caso qualcosa si e' mosso, tutto sembra arenato.. insabbiato..
Il nostro avvocato parla di una certa paura del procuratore a procedere con l'indagine onde evitare ad interferire con il lavoro dell'ospedale: parlava di un sequestro dell'area dove e' accaduto tutto...
Io e mia mamma, ignari di quanto sta accadendo e di quale strada percorre, ci troviamo dopo aver perso mio padre, qua senza giustizia: basti pensare che in quel periodo io e mio fratello lavoravamo, mia madre con un piede ingessato x piu' di 40 gg doveva quotidianamente prendere il bus x percorrere 20 km x poter fare l'assistenza a mio padre, che aveva una brutta malattia.
E' possibile sapere se l'ospedale e' obbligato a fornire il nominativo di una degente necessario alle indagini? L'ospedale deve rispondere se una persona viene ferito da un terzo utilizzando mezzi della struttura ospedaliera in maniera non corretta? Questa persona deve rispondere per un reato come quello accaduto a mia madre? che si puo' fare per sbloccare questo procedimento penale, per il quale sono passati ormai piu' di tre anni?
Ringrazio anticipatamente per il vostro ruolo sempre piu' importante in questa societa' sempre piu' ingrata.
Luca, da Cona/Venezia
Poco piu' di 3 anni fa, nell'ospedale civile di Piove di Sacco (PD) un parente che stava trasportando su una carrozzina (dell'ospedale) sua madre, "investi" mia madre che stava uscendo dalla stanza dove era ricoverato mio padre (poi purtroppo scomparso) fratturandogli il piede.
L'uomo dopo l'investimento si era solo preoccupato dello stato di salute della sua cara, accusando mia madre di non essere stata attenta.
In realta' l'uomo stava percorrendo lungo il corridoio che portava alle stanze, radente la parete dove si trovavano le porte di uscita dalle camere e quindi risultava impossibile x chiunque vedere il mezzo che proveniva.
Ad assistere all'episodio fummo io ed un medico di guardia che ci preoccupammo subito di portare mia madre al pronto soccorso: dell'uomo perdemmo cosi' traccia.
Il giorno seguente presentammo denuncia verso ignoti e verso l'ospedale affinche' ci fornisse il nominativo della paziente (la madre del tamponatore) al fine di risalire alle generalita' del "personaggio".
A distanza di tre anni di indagini da parte della Procura di Padova ci troviamo ad un punto fermo: l'ospedale nn vuole fornire il nominativo x privacy e se ne lava le mani se all'interno del suo stabile qualcuno e' stato ferito da un terzo con un proprio mezzo; inoltre dopo qualche mese di indagini proprie pensiamo di essere riusciti ad individuare il nome del feritore che corrisponde ad un medico dell'ospedale stesso che abbiamo poi personalmente denunciato, ma nemmeno in questo caso qualcosa si e' mosso, tutto sembra arenato.. insabbiato..
Il nostro avvocato parla di una certa paura del procuratore a procedere con l'indagine onde evitare ad interferire con il lavoro dell'ospedale: parlava di un sequestro dell'area dove e' accaduto tutto...
Io e mia mamma, ignari di quanto sta accadendo e di quale strada percorre, ci troviamo dopo aver perso mio padre, qua senza giustizia: basti pensare che in quel periodo io e mio fratello lavoravamo, mia madre con un piede ingessato x piu' di 40 gg doveva quotidianamente prendere il bus x percorrere 20 km x poter fare l'assistenza a mio padre, che aveva una brutta malattia.
E' possibile sapere se l'ospedale e' obbligato a fornire il nominativo di una degente necessario alle indagini? L'ospedale deve rispondere se una persona viene ferito da un terzo utilizzando mezzi della struttura ospedaliera in maniera non corretta? Questa persona deve rispondere per un reato come quello accaduto a mia madre? che si puo' fare per sbloccare questo procedimento penale, per il quale sono passati ormai piu' di tre anni?
Ringrazio anticipatamente per il vostro ruolo sempre piu' importante in questa societa' sempre piu' ingrata.
Luca, da Cona/Venezia
Risposta ADUC
la privacy nei confronti della Procura non esiste. Inoltre, in 3 anni le indagini dovrebbero comunque essere chiuse.
Pertanto, c'e' qualcosa che non torna. Forse, non sono stati riconosciuti gli estremi di un'azione penale e quindi la denuncia e' stata archiviata? E quindi, e' a voi ed alla vostra -privatistica, diciamo cosi'- richiesta di rimborso danni che l'ospedale risponde in tal senso? Altrimenti, non si vede come possano opporre la privacy ad un PM..
In sede civile, non e' cosi' ovvio e scontato ritenere responsabile l'ospedale per il fatto di un terzo (non e' neanche escluso, ma occorre argomentare intentando un contenzioso in sede civile) mentre l'azione penale e' evidentemente a carico di questa ignota persona (fermo restando, comunque, che rimane da definire SE ci sia responsabilita' penale e non solo civile): ma, comunque sia, cio' che -sia in sede civile che penale- non riusciamo a comprendere, e' il rifiuto a fornire il nominativo. O meglio: comprendiamo che a voi personalmente non lo dicano, ma NON che non lo dicano neanche al PM (????) e -per il civile- che non sia stato condannato da un giudice (davanti al quale l'ospedale avrebbe dovuto essere citato) a fornire il nominativo in modo da consentire l'azione -privata- in sede legale.
Verifichi lei direttamente se il procedimento penale sia o meno chiuso e valuti meglio col legale che cosa fare in sede civile, anche solo per ottenere il nominativo.
Pertanto, c'e' qualcosa che non torna. Forse, non sono stati riconosciuti gli estremi di un'azione penale e quindi la denuncia e' stata archiviata? E quindi, e' a voi ed alla vostra -privatistica, diciamo cosi'- richiesta di rimborso danni che l'ospedale risponde in tal senso? Altrimenti, non si vede come possano opporre la privacy ad un PM..
In sede civile, non e' cosi' ovvio e scontato ritenere responsabile l'ospedale per il fatto di un terzo (non e' neanche escluso, ma occorre argomentare intentando un contenzioso in sede civile) mentre l'azione penale e' evidentemente a carico di questa ignota persona (fermo restando, comunque, che rimane da definire SE ci sia responsabilita' penale e non solo civile): ma, comunque sia, cio' che -sia in sede civile che penale- non riusciamo a comprendere, e' il rifiuto a fornire il nominativo. O meglio: comprendiamo che a voi personalmente non lo dicano, ma NON che non lo dicano neanche al PM (????) e -per il civile- che non sia stato condannato da un giudice (davanti al quale l'ospedale avrebbe dovuto essere citato) a fornire il nominativo in modo da consentire l'azione -privata- in sede legale.
Verifichi lei direttamente se il procedimento penale sia o meno chiuso e valuti meglio col legale che cosa fare in sede civile, anche solo per ottenere il nominativo.
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