Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 febbraio 2004
Domanda 12 febbraio 2004
Gentili Signori, vorrei esporvi il mio caso: Il giorno 5 febbraio 2004 venivo raggiunto in ufficio dalla telefonata della mia collaboratrice domestica la quale mi avvisava che entrando in casa aveva trovato una lettera dell'Acea, introdotta sotto la porta, che riportava la dicitura "Avvenuto distacco". In effetti, la corrente elettrica era stata tolta.
L'avvenuto distacco era dovuto ad una serie di bollette che risultavano non pagate. Dopo un controllo, lo stesso giorno (5 febbraio) inviavo un fax al numero che appariva nella lettera con le copie dei pagamenti del 90% delle bollette avvenute il 14 gennaio 2004 con Home Banking del Monte dei Paschi di Siena e pregavo quindi di ripristinare il servizio.
Nulla accadeva il giorno seguente (5 febbraio) nulla il sabato (7 febbraio) e naturalmente nulla la domenica (8 febbraio).
Il lunedi' 9 febbraio mi recavo all'Acea di piazzale Ostiense alle ore 11.00 e gli sportelli erano chiusi per una assemblea sindacale che avrebbe dovuto terminare proprio alle 11.00 ma che, in verita', e' terminata 1 ora dopo, pazienza.
Attendevo il mio turno e alle 14.45 circa, parlavo con una gentilissima impiegata che mi spiegava che i pagamenti erano tutti a posto, a parte due bollette, una del 2001 e una del 2002 per un importo totale di poco piu' di 50, 00 euro.
Mi dava copia delle bollette e mi recavo presso la banca interna e le pagavo.
Rientrando, ho dovuto prendere di nuovo il numero e fare di nuovo la fila per presentare il pagamento.
Alle 15.10 circa presentavo i pagamenti ad un impiegato (la signora credo avesse esaurito il suo turno) e chiedevo di avviare la procedura per il riallaccio della corrente elettrica. Molto seraficamente l'impiegato mi diceva che non era possibile avviare la procedura poiche' nel sistema NON risultava il distacco. Ripetevo all'impiegato che ero senza energia elettrica a casa, ma la risposta era sempre e comunque: "Io non posso farci niente".
Alla mia insistenza pressante, l'impiegato parlava con un collega e mi diceva che dovevo rivolgermi al capoturno o caposala.
Mi recavo presso lo sportello e dopo ulteriore attesa, parlavo con il capo, al quale rispiegavo quanto accaduto. Alla domanda di questo signore: "E' sicuro che non e' staccato l'interruttore generale? ", ho dovuto fare appello a tutto il mio "self-control" per rispondere solo: "Si, ne sono sicuro".
Il capoturno allora cominciava la sua indagine e dopo circa 15 minuti mi dava rassicurazione che il giorno seguente (10 febbraio 2004) "IN MATTINATA" sarebbero passati a ripristinare il collegamento.
Chiedevo allora se lo avrebbero fatto seguendo la stessa procedura del distacco, cioe' dall'esterno e mi veniva risposto che qualcuno doveva essere in casa per motivi di sicurezza (dobbiamo essere certi che non ci siano elettrodomestici accesi o qualcosa in corto).
Domanda: se nel togliere la corrente, ci fosse stato in casa qualcuno che aveva bisogno di energia elettrica per sopravvivere (macchinari salva vita quali polmone di acciaio o simili non interessava?).
Ma ancora: pazienza.
Dovendo io lavorare e vivendo solo, chiedevo a mia suocera di recarsi presto la mattina nel mio appartamento ed attendere i tecnici. Alle 8.00 in punto, naturalmente, era presente. Una donna di 76 anni, in una casa NON riscaldata poiche' la fiamma pilota della caldaia e' alimentata ad energia elettrica. Ha atteso invano fino alle 16.00 i tecnici che mai sono arrivati.
Sottolineo che dalle 11.00 alle 19.00 ho tentato invano di chiamare il numero verde 800 130 330 senza avere possibilita' di mettermi in contatto (numero occupato o disco e poi caduta della linea).
Al numero 800 130 332 mi hanno risposto che non potevano aiutarmi poiche' non era di loro competenza.
Sono le 19.35 del 10 febbraio, anche stanotte dovro' dormire in albergo e non ho idea di come risolvere il problema.
Leggo inoltre nel sito della Acea che avrei dovuto ricevere una raccomandata che mi avvisava del distacco imminente della energia elettrica: MAI RICEVUTA!
Ho appena versato la quota di adesione alla vostra organizzazione con carta di credito.
Tra le altre cose, ho un caro amico che e' un dirigente dell'Acea e, probabilmente, avrei potuto risolvere la cosa in altro modo ma, vi assicuro, cio' che ho sentito rispondere a persone anziane, madri con bambini esausti dopo 4 ore di coda, mi ha convinto che VOGLIO che la voce dei consumatori sia ascoltata.
Cordiali saluti.
Antonio, da Roma

Risposta ADUC
Se ancora non hanno provveduto dovrebbe inviargli una messa in mora, ossia una raccomandata A/R dove fa presente l'accaduto (facendo riferimento anche agli avvenuti pagamenti), intima che provvedano alla riattivazione entro le 24 ore minacciando, in difetto, di adire le vie legali. Puo' anche aggiungere una richiesta danni (o la sua intenzione a farne richiesta in seguito); se tale specifica avviene in questa prima raccomandata, il termine per il rimborso dev'essere di 15gg. Potra' poi rivolgersi al giudice di pace tentando inizialmente una conciliazione (il servizio e' gratuito puo' essere utilizzato da soli, senza avvocato). Per cercare di accelerare i tempi potrebbe anticipare l'invio della raccomandata inviadola via fax.
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