Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 febbraio 2004
Il giorno 03/01/2004 ho subito il furto della carta di credito (Cartasi') a me intestata.
Ho provveduto con sollecitudine a telefonare al n° verde Cartasi' all'uopo predisposto per ordinare il blocco della carta.
Ho fatto seguito inviando a Cartasi' copia della relativa denuncia di furto presentata all'Autorita' di Pubblica Sicurezza.
Purtroppo, come ho constatato dall'estratto conto, nonostante la mia tempestivita' nel disporre il blocco, la carta a me sottratta e' stata oggetto di utilizzo fraudolento: mi e' stata infatti addebitata la somma di Euro 300, 00 relativa ad acquisto da me mai effettuato.
Ho contestato la circostanza a Cartasi', chiedendo il rimborso della somma di cui sopra.
Cartasi' mi ha inviato una lettera nella quale mi annuncia il rimborso di soli Euro 150, 00 (in luogo dei 300, 00 contestati) motivando con la detrazione della franchigia prevista dalla "Raccomandazione CE 97/489" secondo la quale (cito testualmente) "fino al momento della notifica all'emittente del blocco della carta di credito smarrita o sottratta la responsabilita' del Titolare e' limitata ad un massimale non superiore a 150 Euro".
Orbene, dal momento che:.
1) ritengo di aver fatto con la massima sollecitudine tutto quanto era in mio potere onde evitare lo spiacevole inconveniente (blocco telefonico, trasmissione denuncia furto).
2) nel contratto da me sottoscritto a suo tempo per il rilascio della Cartasi' non si fa menzione alcuna della franchigia di Euro 150, 00 di fatto addebitatami appellandosi alla "Raccomandazione CE" precitata (il contratto risale a ben prima del 1997).
3) la modificazione in senso a me sfavorevole della franchigia non mi e' mai stata comunicata con alcun mezzo e quindi - non essendone a conoscenza - non ero certamente in condizione di accettarla (anzi, ritengo potesse essere "giusta causa" per la risoluzione del contratto da parte mia, in quanto eccessivamente onerosa); si tratta certamente di "clausola vessatoria" che necessiti di espressa accettazione da parte del cliente.
4) la lettera di Cartasi' parla testualmente di "massimale non superiore a 150 Euro" e quindi, se questo e' vero, non e' giustificabile un addebito di 150 Euro "a prescindere".
tutto cio' premesso.
sono convinta che l'operato di Cartasi' non sia - in questo caso - stato corretto e che mi debbano essere restituiti anche i 150 Euro di differenza.
Vi sarei veramente grata se mi voleste fornire il Vostro parere in merito e indicarmi, in caso di fondatezza delle mie ragioni, la strada piu' opportuna da intraprendere per risolvere la questione.
Vi ringrazio per la cortese attenzione e cordialmente saluto.
Rosanna, da castiglione delle stiviere
Ho provveduto con sollecitudine a telefonare al n° verde Cartasi' all'uopo predisposto per ordinare il blocco della carta.
Ho fatto seguito inviando a Cartasi' copia della relativa denuncia di furto presentata all'Autorita' di Pubblica Sicurezza.
Purtroppo, come ho constatato dall'estratto conto, nonostante la mia tempestivita' nel disporre il blocco, la carta a me sottratta e' stata oggetto di utilizzo fraudolento: mi e' stata infatti addebitata la somma di Euro 300, 00 relativa ad acquisto da me mai effettuato.
Ho contestato la circostanza a Cartasi', chiedendo il rimborso della somma di cui sopra.
Cartasi' mi ha inviato una lettera nella quale mi annuncia il rimborso di soli Euro 150, 00 (in luogo dei 300, 00 contestati) motivando con la detrazione della franchigia prevista dalla "Raccomandazione CE 97/489" secondo la quale (cito testualmente) "fino al momento della notifica all'emittente del blocco della carta di credito smarrita o sottratta la responsabilita' del Titolare e' limitata ad un massimale non superiore a 150 Euro".
Orbene, dal momento che:.
1) ritengo di aver fatto con la massima sollecitudine tutto quanto era in mio potere onde evitare lo spiacevole inconveniente (blocco telefonico, trasmissione denuncia furto).
2) nel contratto da me sottoscritto a suo tempo per il rilascio della Cartasi' non si fa menzione alcuna della franchigia di Euro 150, 00 di fatto addebitatami appellandosi alla "Raccomandazione CE" precitata (il contratto risale a ben prima del 1997).
3) la modificazione in senso a me sfavorevole della franchigia non mi e' mai stata comunicata con alcun mezzo e quindi - non essendone a conoscenza - non ero certamente in condizione di accettarla (anzi, ritengo potesse essere "giusta causa" per la risoluzione del contratto da parte mia, in quanto eccessivamente onerosa); si tratta certamente di "clausola vessatoria" che necessiti di espressa accettazione da parte del cliente.
4) la lettera di Cartasi' parla testualmente di "massimale non superiore a 150 Euro" e quindi, se questo e' vero, non e' giustificabile un addebito di 150 Euro "a prescindere".
tutto cio' premesso.
sono convinta che l'operato di Cartasi' non sia - in questo caso - stato corretto e che mi debbano essere restituiti anche i 150 Euro di differenza.
Vi sarei veramente grata se mi voleste fornire il Vostro parere in merito e indicarmi, in caso di fondatezza delle mie ragioni, la strada piu' opportuna da intraprendere per risolvere la questione.
Vi ringrazio per la cortese attenzione e cordialmente saluto.
Rosanna, da castiglione delle stiviere
Risposta ADUC
non ci ha detto se il prelievo sia avvenuto prima o dopo il blocco, anche se dal contesto supponiamo che sia avvenuto prima. Nel qual caso, confermiamo quanto rispostole dalla societa'.
Lei e' stata sollecita, ma non puo' pretendere che il danno se lo subisca un tezo: in fondo, lo ha subito lei, non e' cosi' ovvio ipotizzare che dovrebbe rimanerne esente e che il danno del fatto da lei subito lo debbano scontare altri.
La raccomandazione Cee e' un elemento a favore: se non ci fosse, non le avrebbero rimborsato niente, pertanto non e' utile contestarne il mancato riferimento nel contratto (infatti, gliela hanno applicata comunque anche in assenza di previsione contrattuale). Pertanto, non ha subito una modifica sfavorevole della franchigia, bensi' un'aggiunta a suo favore.
Il massimale e' definito in quel modo in quanto la somma potrebbe anche essere inferiore, ma in assenza di contratto diverso, quello e' il massimo che lei possa ottenere. Ci pare che abbia proprio preso nel modo sbagliato questa situazione: le sono venuti incontro senza fingere come sempre fanno che neanche ci sia la raccomandazione (nel qual caso, non siamo certi che in giudizio avrebbe ottenuto una sentenza a favore, in quanto, comunque sia, NON e' una norma recepita dall'ordinamento): ci pare che il loro sia stato un comportamento apprezzabile.
Lei e' stata sollecita, ma non puo' pretendere che il danno se lo subisca un tezo: in fondo, lo ha subito lei, non e' cosi' ovvio ipotizzare che dovrebbe rimanerne esente e che il danno del fatto da lei subito lo debbano scontare altri.
La raccomandazione Cee e' un elemento a favore: se non ci fosse, non le avrebbero rimborsato niente, pertanto non e' utile contestarne il mancato riferimento nel contratto (infatti, gliela hanno applicata comunque anche in assenza di previsione contrattuale). Pertanto, non ha subito una modifica sfavorevole della franchigia, bensi' un'aggiunta a suo favore.
Il massimale e' definito in quel modo in quanto la somma potrebbe anche essere inferiore, ma in assenza di contratto diverso, quello e' il massimo che lei possa ottenere. Ci pare che abbia proprio preso nel modo sbagliato questa situazione: le sono venuti incontro senza fingere come sempre fanno che neanche ci sia la raccomandazione (nel qual caso, non siamo certi che in giudizio avrebbe ottenuto una sentenza a favore, in quanto, comunque sia, NON e' una norma recepita dall'ordinamento): ci pare che il loro sia stato un comportamento apprezzabile.
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