Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 agosto 2000
Domanda 5 agosto 2000
Cara Aduc, sono venuto a conoscenza della Vostra associazione, navigando disperatamente in internet nella speranza di trovare un caso simile al mio. Ma non ho trovato niente.
Nelle vostre risposte date ai quesiti, ho notato professionalita’ e prontezza nel dare i consigli.
Per questo motivo mi sono deciso a raccontare quello che mi e’ successo. Sicuramente quel che chiedero’ sara’ un consiglio insolito.
Il 17 maggio 1998 si verifica ai miei danni un sinistro stradale, quantificato economicamente in lire 1.500.000. Affido la pratica ad un "amico" avvocato, il quale con prontezza inoltra la richiesta di risarcimento danni all'assicurazione della controparte.
Il 6 settembre 1998 ricevo un atto di citazione di comparizione davanti al Giudice di Pace.
Il 15 novembre 1998 io e il mio avvocato ci rechiamo presso la sede del Giudice di Pace: inizia la lunga attesa. Dopo tre ore chiedo delucidazioni in merito e l'avvocato mi risponde che la controparte non ha iscritto al ruolo la causa e che dovevamo tornare un altro giorno da destinare. Nel frattempo la controparte riceve il pagamento del danno dalla mia assicurazione (non so come abbia fatto).
Il mio avvocato mi fa vivere un lungo o meglio infinito processo di cognizione. I giorni passano e le menzogne si accumulano sempre di piu’, fino ad affermarmi che c'era stata una sentenza a mio favore. Ma della sentenza non ho mai avuto riscontro. Passano 22 mesi di raggiri, allora mi decido a fare qualcosa: i sospetti erano troppi. Mi reco all'ufficio del Giudice di Pace e chiedo se c'era la sentenza a mio nome. Con grande delusione ricevo il "verdetto" dell'inesistenza della causa. Chiamo il causidico telefonicamente e mi inventa l'ennesima balla, dicendomi di aspettare il 15 maggio 2000 termine perentorio entro il quale mi avrebbe consegnato personalmente la sentenza. Il 6 giugno 2000, avendo la netta sensazione che mi sfuggisse, gli telefono e dopo vari interrogativi senza risposta, ammette di non avere nessuna sentenza in quanto non e’ mai ricorso al Giudice di Pace. Intanto sono passati piu’ di due anni e il sinistro si e’ prescritto.
Siccome e’ impossibile che il mio ex amico avvocato si sia dimenticato del mandato affidatogli perche’ da me continuamente sollecitato e siccome ha accumulato un'enorme quantita’ di bugie, sospetto la malafede e chiedo a Voi che tornaconto abbia potuto avere da tutta questa faccenda. E' possibile che ci sia stata collusione tra avvocato e liquidatore?
Che cosa potrei fare per tutelare i miei diritti lesi?

Risposta ADUC
E' possibile tutto. Per prima cosa, occorre verificare se veramente i termini siano prescritti: se fossero state inviate delle raccomandate A/R di contestazione, il termine decorrerebbe da quel momento. Per quel che riguarda il comportamento beffardo dell'avvocato, le suggeriamo di fare un esposto all'Ordine per una valutazione e, se necessario, un'azione nei suoi confronti, dando a lei piu' elementi per un'eventuale causa per danni contro questo legale (ci vogliono le prove: in vari casi tutto si e' risolto nel nulla proprio in assenza di esse). Da parte sua, comincia richiedere al suo avvocato il rimborso della somma versata finora per un lavoro inesistente e anche per il danno arrecatogli dalla sua inadempienza: tramite raccomandata A/R dettando un termine di 15 gg entro cui provvedere al versamento, specificando che altrimenti provvedera' ad adire le vie legali, e gli renda nota la sua intenzione di rivolgersi all'Ordine per denunciarlo.
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