Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 gennaio 2004
In base ad un pronunzia legale sono stato oggetto di un provvedimento di pignoramento mobiliare effettuato sul conto corrente presso la mia banca.
Senza dettagli, visto che le motivazioni di detto provvedimento sono oggetto di un contenzioso di piu' largo contenuto e quindi sarebbe fuori luogo in questa sede raccontare tutta la vicenda giudiziaria, voglio concentrarmi sul comportamento della banca.
Infatti su disposizione del tribunale la banca preleva la somma oggetto del contenzioso e la versa su un conto intestato al creditore mettendo il tutto a disposizione dell'autorita' giudiziaria.
Al momento in cui l'autorita' giudiziaria dispone il recupero delle somme vincolate detto conto viene chiuso e la somma destinata a mezzo assegno circolare al tribunale competente.
Ora e' possibile che io sia due volte gabbato, nel senso che il conto aperto al creditore matura bolli e io mi trovo sul mio conto l'addebito relativo.
Dal mio punto di vista cio' e' appropriazione indebita in quanto non esiste alcun contratto di conto corrente tra il me (debitore esecutato) e la banca in ordine all'operazione della specie.
Io per l'apertura di tale conto non ho firmato alcun contratto e a mio avviso si tratta solo di un'impropria gestione interna della banca tramite la procedura conti correnti di un conto avente somme che vengono vincolate a disposizione di terzi.
Richiedo quindi un Vs. aiuto nel redigere, per questioni di principio, con specifici riferimenti normativi una lettera raccomandata all'ombudsman bancario di protesta e richiesta di storno delle somme non dovute.
Ringrazio e saluto.
Cesidio
Senza dettagli, visto che le motivazioni di detto provvedimento sono oggetto di un contenzioso di piu' largo contenuto e quindi sarebbe fuori luogo in questa sede raccontare tutta la vicenda giudiziaria, voglio concentrarmi sul comportamento della banca.
Infatti su disposizione del tribunale la banca preleva la somma oggetto del contenzioso e la versa su un conto intestato al creditore mettendo il tutto a disposizione dell'autorita' giudiziaria.
Al momento in cui l'autorita' giudiziaria dispone il recupero delle somme vincolate detto conto viene chiuso e la somma destinata a mezzo assegno circolare al tribunale competente.
Ora e' possibile che io sia due volte gabbato, nel senso che il conto aperto al creditore matura bolli e io mi trovo sul mio conto l'addebito relativo.
Dal mio punto di vista cio' e' appropriazione indebita in quanto non esiste alcun contratto di conto corrente tra il me (debitore esecutato) e la banca in ordine all'operazione della specie.
Io per l'apertura di tale conto non ho firmato alcun contratto e a mio avviso si tratta solo di un'impropria gestione interna della banca tramite la procedura conti correnti di un conto avente somme che vengono vincolate a disposizione di terzi.
Richiedo quindi un Vs. aiuto nel redigere, per questioni di principio, con specifici riferimenti normativi una lettera raccomandata all'ombudsman bancario di protesta e richiesta di storno delle somme non dovute.
Ringrazio e saluto.
Cesidio
Risposta ADUC
se la banca ha agito su ordine del Tribunale, non aveva modo di agire diversamente. Sarebbe pertanto necessario verificasse anche questo aspetto: in quanto il conto corrente non deve essere visto in altro modo che come un deposito, finalizzato alla raccolta delle somme prelevate. E tutte le spese relative sono sicuramente a suo carico. Quello che va valutato, e' se fosse legittima o meno la procedura nei termini della sentenza. In caso fosse disposta la raccolta delle somme, in effetti non ci sarebbe stato altro modo che aprire un deposito. Ove invece il prelievo potesse essere effettuato una tantum provvedendo ad un immediato trasferimento delle stesse, la questione sarebbe invece diversa. Verifichi prima tutto questo: ci potra' poi inviare la lettera per l'Ombudsman in modo che possiamo dirle se vada o meno bene.
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