Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 gennaio 2004
Domanda 28 gennaio 2004
ho scoperto che la mia banca mi ha addebitato ogni trimestre 9 euro per un servizio mai chiesto. ad oggi mi hanno rapinato 99 euro.
mi hanno confermato verbalmente di un errore, perche' mi hanno assegnato in automatico un servizio mai richiesto.
inizialmente mi proponevano di rimborsarmi 18 euro. poi dopo sollecito mi hanno detto che mi davano tutto (99 euro). dopo che ho detto che li volevo denunciare, mi hanno detto che non potevano rimborsarmi e che dovevo passare dalle vie legali. nel frattempo mi hanno invitato a parlare con il direttore, non per telefono ma recandomi li' da loro.
sono sconvolto dall'atteggiamento mafioso avuto dall'istituto. vorrei il vostro parere urgentemente.
grazie Emanuele, da Milano

Risposta ADUC
non ci pare tanto irrilevante anche il perche' si sia verificato un caso del genere: che servizio sia, come risulti loro richiesto, cosa preveda il contratto in merito, perche' non se ne sia mai accorto prima in quanto era -ci pare- una voce inseritale da anni e che lei mai aveva contestato, etc.. non sono particolari tanto irrilevanti, possono fare la differenza tra il torto e la ragione.
Vada a parlare col direttore (che ha comunque delle facolta' limitate in quanto non e' lui che decide, ma riceve indicazioni da altri uffici della direzione generale: ma che puo' provare a mediare) e senta che cosa le propongono. Non abbia pero' questo atteggiamento: sinceramente e' proprio sbagliato. Infatti, dopo che per anni ha ricevuto gli estratti conto senza contestare mai nulla non puo' essere stupito che la banca sia a sua volta un po' restia a crederle. Bisogna capirsi l'un l'altro e venirsi incontro, non avere come unico obiettivo nella vita quello di sbranarsi (anche perche' in questo modo non ottiene nulla). Per lei conta solo di non aver richiesto il servizio. Per noi, ad esempio, conta anche sapere che COSA e' e perche' non l'abbia contestato mai prima, e se lo chiedera' anche il giudice. E se la banca fosse in buona fede, se lo chiederebbe anche lei: pertanto anche la loro titubanza e' comprensibile. Lei deve fare presenti le sue ragioni rilevando l'inconsistenza degli elementi a loro favore per poterle attribuire tali oneri, non andare li' ad aggredire e farsi aggredire pensando che ci sia chissa' che cosa sotto. Deve dialogare e convincerli che anche se se n'e' accorto tardi, a loro non conviene rischiare un contenzioso, in quanto in assenza di un ordine esplicito il giudice darebbe ragione a lei (in realta', noi personalmente non ne siamo cosi' convinti, ma nondimeno speriamo che sara' cosi' e comunque e' quanto lei deve sostenere) e deve sentire che cosa abbiano da dire loro, per sapere di gia' come la imposteranno per difendersi (difesa che deve essere smontata). Ma lo viva per quello che e', ossia un fastidioso errore che loro dovrebbero riconoscere ma ove non se la sentissero di farlo sara' sottoposto all'attenzione del giudice: non la prenda come una cosa personale; anche perche' glielo assicuriamo: e' comprensibile che dopo anni di accettazione passiva da parte sua non sia poi cosi' ovvio e scontato che le spetti un rimborso e che a fronte di due atteggiamenti palesemente contrastanti (mancato ordine scritto -comunque ipotizzabile in altra forma- e mancata contestazione) forse debba essere un giudice a decidere.
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