Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 gennaio 2004
un corniciaio, ha ricevuto l'incarico dalla figlia di una cliente di rifare la cornice ad un quadro e, quando il corniciaio ha chiesto cosa fare della vecchia cornice, la ragazza ha risposto di buttarla. Alla consegna del quadro con la nuova cornice si e' presentata la madre della ragazza, pretendendo la vecchia cornice. Il corniciaio ha spiegato di essere stato autorizzato a buttarla, ma interpellata la ragazza, quest'ultima ha negato di aver dato l'autorizzazione. Dopo un certo tempo la signora, tramite un avvocato, ha richiesto al corniciaio il pagamento di una somma pari ad Euro 400-500, poiche' quello e' il valore che la signora dice aveva la cornice. Io mi chiedo, ma chi ha stimato tale cornice che ora non esiste piu'? Comunque il corniciaio che si intende di cornici dice che quella cornice era solo vecchia e non antica e poteva avere non piu' di venti anni. Successivamente poi, il corniciaio ha contattato l'avvocato della sua cliente che in tale sede ha detto al corniciaio che per la cliente quale cornice aveva un valore affettivo. Il corniciaio, sicuro del fatto che la cornice era solo vecchia e del fatto che era stato autorizzato a buttarla, non vuole risarcire la signora. Ha speranza di obiettare alla richiesta di risarcimento? E come?
Antonella, da Sorrento
Antonella, da Sorrento
Risposta ADUC
la controparte fa la sua richiesta: ma rimane il fatto che la cornice non c'e' piu' e non c'e' modo di determinare il valore effettivo, pertanto l'una parte puo' parlare di 500 euro, l'altra di 50. Cio' premesso, in primo luogo sarebbe anche il caso di valutare la possibilita' di negare addirittura di aver ricevuto la cornice, non essendovi prove di niente. Ma se la propria coscienza ed onesta' lo impedisce, si puo' continuare a sostenere la propria versione, ribadendo come, in ogni caso, una diversa richiesta avrebbe dovuto essere presentata al momento del ritiro del quadro e la mancanza di tale ritiro debba essere considerata evidentemente come una conferma espressa dell'intenzione di abbandonare la cornice, oltre a confermare anche il fatto che il valore della stessa non potesse essere stimato -neanche dalla cliente- in 500 euro come sostenuto adesso, avendo essa abbandonato volontariamente la cornice. Dando pertanto la propria valutazione in merito al valore, stimato appunto in 50 euro o giu' di li'. In ogni caso, prima di ammettere tutto cio', occorre andare per gradi e vedere a quanto si spingera' la controparte. Quella di trovare un accordo sarebbe sicuramente la soluzione migliore: ma se le pretese sono cosi' elevate, non avendo la controparte NESSUNA prova, riteniamo che sia uno di quei casi in cui convenga rischiare di subire un contenzioso, pronti anche a perdere e pagare ancora di piu' in caso le cose andassero male, ma non piegandosi a tali pretese palesemente artificiose, tenuto conto che probabilmente non verranno accolte -o comunque, non in questi termini.
Cio' vorrebbe dire limitarsi a rispondere per raccomandata A/R opponendosi alla pretesa solo dichiarando l'infondatezza della stessa e diffidando dal reiterare ulteriori richieste indebite; attendendo che sia la controparte ad agire in giudizio.
Cio' vorrebbe dire limitarsi a rispondere per raccomandata A/R opponendosi alla pretesa solo dichiarando l'infondatezza della stessa e diffidando dal reiterare ulteriori richieste indebite; attendendo che sia la controparte ad agire in giudizio.
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