Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 gennaio 2004
cara aduc, ho subito un infortunio sul lavoro ad un occhio nel dicembre del 2001 per il quale mi e' stata diagnosticata, da perizia privata di un medico da me incaricato, una drastica riduzione del campo visivo corrispondente ad un danno biologico dei 21% punti INAIL. Grazie a questa perizia sono riuscito ad ottenere un risarcimento da una assicurazione privata che avevo.
Dagli accertamenti compiuti sul luogo di lavoro e' stata verificata la totale assenza di responsabilita' penale del mio datore di lavoro, perche' si e' trattato proprio di una accidentalita' e tutte le precauzioni erano state prese.
Successivamente, nel maggio 2002, l'INAIL mi ha risarcito i giorni di inabilita' temporanea e assoluta, in totale 90, rinviando per la eventuale determinazione del danno biologico ad una visita successiva, che e' avvenuta nel settembre 2002. In tale visita fatta dal medico INAIL si affermava l'esistenza di postumi permanenti, ma non si esprimeva di essi una quantificazione in termini percentuali. Poi sempre lo stesso medico INAIL ha deciso di farmi sottoporre ad altre due visite, presso altre due strutture sanitarie della provincia, che sono state effettuate entrambe nel mese di dicembre 2003.
Cos' sono passati piu' di 2 anni e il danno biologico non mi e' stato ancora indennizzato. Mi hanno detto pero' che L'INAIL avrebbe dovuto gia' quantificare il danno biologico nella prima visita fatta nel settembre 2002 ed indennizzarmi almeno parzialmente. E' vero? Adesso continuo a non sapere nulla della pratica, ottengo risposte evasive. Cosa devo fare? Devo attendere nuove comunicazioni da parte loro, oppure si sono gia' direttamente gli estremi per fargli causa? Devo inviargli la perizia che mi ero fatto fare dal medico privatamente? E se mi riconoscono un danno biologico inferiore cosa dovrei fare?
Grazie Alberto, da Fermo
Dagli accertamenti compiuti sul luogo di lavoro e' stata verificata la totale assenza di responsabilita' penale del mio datore di lavoro, perche' si e' trattato proprio di una accidentalita' e tutte le precauzioni erano state prese.
Successivamente, nel maggio 2002, l'INAIL mi ha risarcito i giorni di inabilita' temporanea e assoluta, in totale 90, rinviando per la eventuale determinazione del danno biologico ad una visita successiva, che e' avvenuta nel settembre 2002. In tale visita fatta dal medico INAIL si affermava l'esistenza di postumi permanenti, ma non si esprimeva di essi una quantificazione in termini percentuali. Poi sempre lo stesso medico INAIL ha deciso di farmi sottoporre ad altre due visite, presso altre due strutture sanitarie della provincia, che sono state effettuate entrambe nel mese di dicembre 2003.
Cos' sono passati piu' di 2 anni e il danno biologico non mi e' stato ancora indennizzato. Mi hanno detto pero' che L'INAIL avrebbe dovuto gia' quantificare il danno biologico nella prima visita fatta nel settembre 2002 ed indennizzarmi almeno parzialmente. E' vero? Adesso continuo a non sapere nulla della pratica, ottengo risposte evasive. Cosa devo fare? Devo attendere nuove comunicazioni da parte loro, oppure si sono gia' direttamente gli estremi per fargli causa? Devo inviargli la perizia che mi ero fatto fare dal medico privatamente? E se mi riconoscono un danno biologico inferiore cosa dovrei fare?
Grazie Alberto, da Fermo
Risposta ADUC
non occupandoci di questioni di lavoro e di indennizzi per sinistri verificatisi in tale ambito, non siamo in condizione d'esserle d'aiuto. Sicuramente, non sbagliera' ad inviare una raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 30 gg per proporre la liquidazione ed avvisando che in difetto si riserva di agire in giudizio.
E' pero' necessario che si rivolga ad un sindacato. Naturalmente, la loro valutazione potra' essere inferiore a quella da lei ipotizzata: nel qual caso, non le rimarra' comunque che agire in giudizio.
Puo' allegare copia della sua perizia medica.
E' pero' necessario che si rivolga ad un sindacato. Naturalmente, la loro valutazione potra' essere inferiore a quella da lei ipotizzata: nel qual caso, non le rimarra' comunque che agire in giudizio.
Puo' allegare copia della sua perizia medica.
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