Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 gennaio 2004
cara aduc ho gia scritto mi pare una volta per un problema che ho risolto e vi ringrazio. Ora vi chiedo un altro consiglio.
sono titolare di un contratto aziende con vodafone omnitel, di tre sim, aziendali, che usiamo io, il mio socio e l'altra mio fratello.
Ho stipulato il contratto il 16 novembre 2002 in un centro vodafone, e mi e' stato fatto firmare velocemente un foglio in cui accettavo i punti 2, 3, 4 del contratto, etc, senza farmi o darmi alcuna copia del contratto.
Ho stipulato anche due formule speciali, ovvero 1) il pagamento, superate le 120 euro di telefonate per ogni sim, di meta' della tariffa (chiamata eurocompany 50) 2) la scelta di tre numeri, (uno fisso e tre cellulari) da chiamare alla tariffa convenientissima di 0.06 cent di euro al minuto: ovviamente io ho scelto i numeri preferiti, quello del mio ragazzo, quello della mia mamma, quello di casa dei miei, e il terzo numero quello del mio socio (quindi una delle tre sim acquistate); il mio socio ha fatto lo stesso, ha scelto i numeri di casa sua, della sua ragazza.
LA prima bolletta arriva (scaduta) ma la paga la mia banca (non ho quindi modo di controllarla), chiedo percio' al servizio clienti di ricevere i bollettini postali.
Dalla seconda bolletta mi accorgo che 1) sulla prima (quella pagata dalla banca conteneva un erorre, ovvero non era stato calcolato il piano eurocompany 50, quindi non erano state dimezzate le chiamate dopo i 120 euro; inoltre, mi accorgo, che sia nella prima sia nella seconda (traffico telefonico dal 16 novembre a quel giorno, che era il 30 aprile 2003) i numeri da noi scelti come numeri preferenziali erano stati confusi tra loro, nonostante io li avessi firmati su contratto, di conseguenza io risparmiavo, per cosi dire, se chiamavo la ragazza di mio fratello, il mio socio risparmiava se chiamava la mia mamma. Quindi per oltre 5 mesi abbiamo scelto ovviamente di chiamare quei numeri che sapevamo di pagare meno, mentre invece non risparmiavamo affatto.
Mando subito una raccomandata chiedendo lo storno della seconda fattura e il riaccredito delle somme erroneamente pagate dalla prima, oltre alla correzione immediata dei numeri preferenziali.
Chiamo piu' volte il servizio clienti per avvalorare questa mia richiesta.
Arriva la terza fattura dove risulta ancora il traffico errato (perche' riferita al periodo di marzo e aprile) e dove non c'e' traccia di riaccredito.
Essendo la terza fattura errata non la pago.
Arriva una quarta fattura giusta per quanto riguardava il traffico (avevano infatti da maggio corretto i numeri preferenziali, ma senza traccia di riaccredito.
intanto rimando una raccomandata con la quale dichiaro di contestare due fatture, perche' errate, e mi predispongo a pagare le bollette quando riporteranno i conteggi esatti.
INtanto pago la quarta fattura- A settembre 2003 mi arriva una lettera in un bustone, nella quale loro ribadiscono che le bollette sono esatte (non e' vero perche' ho il dettaglio chiamate dal quale si evince l'errore da novembre 2002 a maggio 2003) e mi riaccreditano soltanto 250 euro di piano eurocompany50 non conteggiato nell'unica fattura pagata ovvero la prima- Incavolata come non mai, chiamo per non so quale volta il servizio clienti e la maleducatissima signorina mi spiega che loro non sono in grado di fare il riconteggio, che devo pagare le bollette cosi come sono e che se lo ritengo posso non pagare, ma poi dovro' pagare di piu' alla societa' di recupero crediti. Mi sospendono il 20 settembre senza preavviso le chiamate in entrate e in uscita (contratto aziendale) E a dicembre 2003 mi arriva una fattura di 1100 euro includente le spese di disattivazione anticipata dei contratti con le penali sui telefoni (cosa che io non ho mai richiesto perche' in tutti i miei fax e raccomandate ho solo chiesto il riconteggio esatto del mio traffico dovuto esclusivamente a un loro errore).
dopo due settimane (precisamente sotto natale) la mia vicina mi avvisa che mi ha cercato due volte una dottoressa di una societa' di recupero crediti e trovo nella cassetta delle lettere una lettera del recupero crediti che mi intima a pagare le bollette errate, piu' l'ultima di distacco, piu' 250 euro di spese pratica.
Sto per andare da un avvocato.
Faccio bene secondo voi a insistere per far riconoscere e pagare a omnitel i loro (e solo loro) errori? anche perche' dopo 5 mesi di sospensione delle linee, ho dovuto ricomprare una sim (ricaricabile) e avvertire tutti i nostri clienti del cambio e rifare biglietti da visita e carta intestata, etc, e ho tutte le intenzioni di chiedere molti ma molti danni.
Elvira, da Roma
sono titolare di un contratto aziende con vodafone omnitel, di tre sim, aziendali, che usiamo io, il mio socio e l'altra mio fratello.
Ho stipulato il contratto il 16 novembre 2002 in un centro vodafone, e mi e' stato fatto firmare velocemente un foglio in cui accettavo i punti 2, 3, 4 del contratto, etc, senza farmi o darmi alcuna copia del contratto.
Ho stipulato anche due formule speciali, ovvero 1) il pagamento, superate le 120 euro di telefonate per ogni sim, di meta' della tariffa (chiamata eurocompany 50) 2) la scelta di tre numeri, (uno fisso e tre cellulari) da chiamare alla tariffa convenientissima di 0.06 cent di euro al minuto: ovviamente io ho scelto i numeri preferiti, quello del mio ragazzo, quello della mia mamma, quello di casa dei miei, e il terzo numero quello del mio socio (quindi una delle tre sim acquistate); il mio socio ha fatto lo stesso, ha scelto i numeri di casa sua, della sua ragazza.
LA prima bolletta arriva (scaduta) ma la paga la mia banca (non ho quindi modo di controllarla), chiedo percio' al servizio clienti di ricevere i bollettini postali.
Dalla seconda bolletta mi accorgo che 1) sulla prima (quella pagata dalla banca conteneva un erorre, ovvero non era stato calcolato il piano eurocompany 50, quindi non erano state dimezzate le chiamate dopo i 120 euro; inoltre, mi accorgo, che sia nella prima sia nella seconda (traffico telefonico dal 16 novembre a quel giorno, che era il 30 aprile 2003) i numeri da noi scelti come numeri preferenziali erano stati confusi tra loro, nonostante io li avessi firmati su contratto, di conseguenza io risparmiavo, per cosi dire, se chiamavo la ragazza di mio fratello, il mio socio risparmiava se chiamava la mia mamma. Quindi per oltre 5 mesi abbiamo scelto ovviamente di chiamare quei numeri che sapevamo di pagare meno, mentre invece non risparmiavamo affatto.
Mando subito una raccomandata chiedendo lo storno della seconda fattura e il riaccredito delle somme erroneamente pagate dalla prima, oltre alla correzione immediata dei numeri preferenziali.
Chiamo piu' volte il servizio clienti per avvalorare questa mia richiesta.
Arriva la terza fattura dove risulta ancora il traffico errato (perche' riferita al periodo di marzo e aprile) e dove non c'e' traccia di riaccredito.
Essendo la terza fattura errata non la pago.
Arriva una quarta fattura giusta per quanto riguardava il traffico (avevano infatti da maggio corretto i numeri preferenziali, ma senza traccia di riaccredito.
intanto rimando una raccomandata con la quale dichiaro di contestare due fatture, perche' errate, e mi predispongo a pagare le bollette quando riporteranno i conteggi esatti.
INtanto pago la quarta fattura- A settembre 2003 mi arriva una lettera in un bustone, nella quale loro ribadiscono che le bollette sono esatte (non e' vero perche' ho il dettaglio chiamate dal quale si evince l'errore da novembre 2002 a maggio 2003) e mi riaccreditano soltanto 250 euro di piano eurocompany50 non conteggiato nell'unica fattura pagata ovvero la prima- Incavolata come non mai, chiamo per non so quale volta il servizio clienti e la maleducatissima signorina mi spiega che loro non sono in grado di fare il riconteggio, che devo pagare le bollette cosi come sono e che se lo ritengo posso non pagare, ma poi dovro' pagare di piu' alla societa' di recupero crediti. Mi sospendono il 20 settembre senza preavviso le chiamate in entrate e in uscita (contratto aziendale) E a dicembre 2003 mi arriva una fattura di 1100 euro includente le spese di disattivazione anticipata dei contratti con le penali sui telefoni (cosa che io non ho mai richiesto perche' in tutti i miei fax e raccomandate ho solo chiesto il riconteggio esatto del mio traffico dovuto esclusivamente a un loro errore).
dopo due settimane (precisamente sotto natale) la mia vicina mi avvisa che mi ha cercato due volte una dottoressa di una societa' di recupero crediti e trovo nella cassetta delle lettere una lettera del recupero crediti che mi intima a pagare le bollette errate, piu' l'ultima di distacco, piu' 250 euro di spese pratica.
Sto per andare da un avvocato.
Faccio bene secondo voi a insistere per far riconoscere e pagare a omnitel i loro (e solo loro) errori? anche perche' dopo 5 mesi di sospensione delle linee, ho dovuto ricomprare una sim (ricaricabile) e avvertire tutti i nostri clienti del cambio e rifare biglietti da visita e carta intestata, etc, e ho tutte le intenzioni di chiedere molti ma molti danni.
Elvira, da Roma
Risposta ADUC
in primo luogo tenga presente che in caso non effettui un pagamento (a prescindere dalle contestazioni) rischia il distacco, in quanto la controparte fornitrice che rileva un'inadempienza a suo carico rispetto alla propria richiesta, ha titolo per interrompere il proprio servizio. Cio' pero' non pregiudica la possibilita' di contestare le fatture in caso ve ne siano gli estremi -e quindi richiedendo il rimborso.
Quella di non pagare, NON e' una scorciatoia. Non evita di dover poi ricorrere comunque in giudizio. In quanto la controparte interrompera' il servizio, lei dovra' pagare lo stesso e in seguito dovra' comunque citare la controparte.
Il problema ci pare comunque facilmente risolvibile, in quanto il contratto che avete in mano dimostrera' innegabilmente la legittimita' delle vostre pretese.
Pertanto, a questo punto deve inviare una nuova raccomandata A/R, allegando in copia il contratto, evidenziando le chiamate, intimando di provvedere entro e non oltre 15 gg al ricalcolo delle stesse stante l'evidente loro inadempienza rispetto al contratto, contestando l'indebita e non autorizzata disattivazione anticipata ed intimando pertanto di provvedere al riaccredito (avendo provveduto a saldare le somme, per riottenere l'attivazione, in caso i numeri le servano attivi entro breve) da effettuarsi entro e non oltre 15 gg, dando avviso che in difetto agira' in giudizio e a quel punto intentando causa.
Puo' anche provare ad accettare la disdetta da loro effettuata e chiedere i danni anche in assenza di intimazione ad adempiere, in quanto le prove per dimoatrare il loro errore ce l'ha. Tuttavia, non avendo pagato delle fatture autonomamente, la disattivazione potrebbe anche non essere contestabile.
Dipende dal giudice.
Quella di non pagare, NON e' una scorciatoia. Non evita di dover poi ricorrere comunque in giudizio. In quanto la controparte interrompera' il servizio, lei dovra' pagare lo stesso e in seguito dovra' comunque citare la controparte.
Il problema ci pare comunque facilmente risolvibile, in quanto il contratto che avete in mano dimostrera' innegabilmente la legittimita' delle vostre pretese.
Pertanto, a questo punto deve inviare una nuova raccomandata A/R, allegando in copia il contratto, evidenziando le chiamate, intimando di provvedere entro e non oltre 15 gg al ricalcolo delle stesse stante l'evidente loro inadempienza rispetto al contratto, contestando l'indebita e non autorizzata disattivazione anticipata ed intimando pertanto di provvedere al riaccredito (avendo provveduto a saldare le somme, per riottenere l'attivazione, in caso i numeri le servano attivi entro breve) da effettuarsi entro e non oltre 15 gg, dando avviso che in difetto agira' in giudizio e a quel punto intentando causa.
Puo' anche provare ad accettare la disdetta da loro effettuata e chiedere i danni anche in assenza di intimazione ad adempiere, in quanto le prove per dimoatrare il loro errore ce l'ha. Tuttavia, non avendo pagato delle fatture autonomamente, la disattivazione potrebbe anche non essere contestabile.
Dipende dal giudice.
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