Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 gennaio 2004
Volevo proporVi il seguente quesito: in data 24 dicembre 2003 (di sera) mio fratello ha comprato per regalo di Natale a mia figlia un paio di stivali pagandoli 97, 00 Euro, purtroppo pero' il numero non andava bene, quindi il giorno 27 seguente (chiaramente il 25 ed il 26 dicembre il negozio era chiuso) di mattina mi sono recato con lui presso il negozio per effettuare il cambio; sempre purtroppo il numero piu' grande non c'era, quindi d'accordo con il titolare non avendo trovato null'altro che potesse andare bene, mi sono fatto rilasciare un buono dal valore di appunto 97, 00 Euro (sul buono il titolare ci ha scritto: "scontare 97, 00 euro" e la sua firma). Il 15 gennaio 2004 mi sono recato presso il negozio per far valere il mio buono, avendo deciso di prendere due numeri piu' grandi per conservarli (gli stivali) per il prossimo anno; ora pero', tempo di saldi, gli stessi stivali costavano (prezzo esposto in vetrina) 74, 00 Euro; il negoziante pero' ha fermamente detto che non poteva fare quel prezzo, avendo chissa' quale diritto, dandomi inoltre della persona non intelligente e dicendomi di non entrare piu' nel suo negozio. E' giusto quello che ha affermato il negoziante oppure, come penso, non aveva nessun diritto e quindi dovevo pagare gli stivali al prezzo di saldo?
Grazie e cordiali saluti.
Stefano, da Formello
Grazie e cordiali saluti.
Stefano, da Formello
Risposta ADUC
ci spiace, ma non solo il negoziante e non lei aveva ragione, ma le aveva addirittura fatto una cortesia che le e' passata del tutto inosservata.
Ottenere il cambio (od un buono) a fronte di un proprio errore, NON e' un diritto. Il contratto e' valido nei termini in cui e' stato stipulato. In caso vi fosse un vizio, ovviamente sarebbe diverso. Ma non essendoci alcun problema nelle scarpe ed essendo, pertanto, l'errore solo suo, il negoziante poteva semplicemente rifiutarsi di riprendere in dietro quegli stivali. Invece, li ha accettati: per lei e' stato un atto doveroso, ma non era assolutamente cosi'.
Per giungere al secondo problema: a quando risale l'acquisto? al 24/12. Bene: pertanto valgono i prezzi del 24/12. Ci sono due possibilita': o cambia la merce secondo il prezzo originario, oppure si converte il prezzo degli stivali a quello attuale in sconto e quindi il rapporto viene fatto tra i due prezzi scontati. Ovviamente, la prima sarebbe la procedura piu' corretta.
Non puo' pero' ottenere un vantaggio improprio e quindi un guadagno ottenendo uno sconto non vigente al momento del suo acquisto.
Ottenere il cambio (od un buono) a fronte di un proprio errore, NON e' un diritto. Il contratto e' valido nei termini in cui e' stato stipulato. In caso vi fosse un vizio, ovviamente sarebbe diverso. Ma non essendoci alcun problema nelle scarpe ed essendo, pertanto, l'errore solo suo, il negoziante poteva semplicemente rifiutarsi di riprendere in dietro quegli stivali. Invece, li ha accettati: per lei e' stato un atto doveroso, ma non era assolutamente cosi'.
Per giungere al secondo problema: a quando risale l'acquisto? al 24/12. Bene: pertanto valgono i prezzi del 24/12. Ci sono due possibilita': o cambia la merce secondo il prezzo originario, oppure si converte il prezzo degli stivali a quello attuale in sconto e quindi il rapporto viene fatto tra i due prezzi scontati. Ovviamente, la prima sarebbe la procedura piu' corretta.
Non puo' pero' ottenere un vantaggio improprio e quindi un guadagno ottenendo uno sconto non vigente al momento del suo acquisto.
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