Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 gennaio 2004
Domanda 19 gennaio 2004
cara aduc l'estate scorsa ho acquistato un paio di calzature durante un vendita promozionale, dopo una settimana le scarpe si sono rotte e le ho riportate al negoziante il quale me le ha sostituite con un altro paio dello stesso modello.
dopo altri sette giorni anche queste si sono rotte nel medesimo punto delle altre, per cui mi sono recata nuovamente in negozio per la sostituzione.
purtroppo non era piu' disponibile quel modello e non essendoci altre calzature di mio gradimento ho chiesto il rimborso della spesa.
il negoziante si e' rifiutato di risarcirmi in denaro e mi ha rilasciato un buono acquisto di ¤ 59 pari al valore delle calzature precedentemente acquistate, facendomi presente che potevo utilizzare il buono entro un anno dalla data di rilascio.
recentemente mi sono recata nuovamente in negozio per vedere di utilizzare il buono e, avendo visto delle calzature di mio gradimento, ho pensato di acquistarle.
a questo punto, visto che siamo in periodo di saldi, il negoziante mi ha fatto presente che l'importo del buono acquisto va decurtato dal prezzo intero delle scarpe quale era prima dei saldi e non sul prezzo ribassato.
vorrei cortesemente sapere se e' vero che il buono acquisto ha un anno di validita', se sono costretta comunque ad acquistare delle scarpe per recuperare la cifra di ¤ 59 o se posso essere ancora rimborsata in denaro e, soprattutto se e' vero che l'importo del buono acquisto va decurtato dal prezzo pieno delle calzature e non da quello scontato.
confidando in un aiuto si porgono cordiali saluti.
KERSTIN, da CAGLI/Pesaro-Urbino

Risposta ADUC
a fronte dell'impossibilita' di effettuare la sostituzione con un paio di scarpe identico, sussiste sicuramente il suo diritto a richiedere il rimborso.
Cio' premesso, contestiamo il ragionamento del rivenditore. Infatti, e' giustissimo comparare il prezzo delle scarpe entrambe paritariamente, od a prezzo intero od a sconto (od entrambi gli acquisti a prezzo pieno, od entrambi in sconto). Ma in questo caso, non si ha un cambio merce, bensi' un buono. Non sussiste piu' l'oggetto con il valore originario: esiste solo un buono che rappresenta una cifra, non piu' un oggetto. Di conseguenza, non essendoci cambio, non puo' a nostro avviso esserci un rapporto di valore. In caso ci fosse stato un cambio diretto, il commerciante avrebbe invece avuto pienamente ragione.
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