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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 gennaio 2004
Domanda 19 gennaio 2004
Buonasera sono Emiliano, vorrei sottoporvi quel che mi e' successo Domenica 11/01/2004.
Stavo a casa con la mia famiglia quando ad un certo punto mia sorella Michela si e' sentita male con perdita dei sensi e conseguente svenimento.
All'interno della nostra casa c'e' stato subito il panico, nessuno sapeva piu' cosa fare; io ho chiamato subito il 118 e dopo circa 10 minuti sono riuscito a parlare con un operatore del 118 per far venire un ambulanza.
Dopo circa 20 minuti arriva l'ambulanza richiesta che trasportava mia sorella Michela all'ospedale di CORI.
A seguito dell'ambulanza vanno mio cognato, mia sorella Antonia e mia madre.
Arrivata all'ospedale di Cori, che non e' una struttura all'altezza del caso, dopo qualche ora e' stata trasportata all'ospedale SANTA MARIA GORETTI di Latina con un ambulanza con a seguito sempre mio cognato, mia sorella Antonia e mia madre.
Entrata nel pronto soccorso dell'ospedale di Latina per le prime cure necessarie, i familiari accorsi sono rimasti fuori ad aspettare che gli infermieri e i dottori si occupassero di mia sorella Michela.
Premetto che in quel momento all'interno del pronto soccorso c'era solo un'altra signora insieme a mia sorella.
Mentre i miei familiari aspettavano con ansia e preoccupazione, ad un certo punto si e' sentito un grande boato proveniente dalla stanza del pronto soccorso; mia mamma ha provato ad aprire la porta ma era chiusa ed ha sentito tutti gli infermieri e medici presenti correre dentro la stanza.
I miei familiari hanno subito pensato, come qualsiasi altra persona nella stessa situazione, che era successo qualcosa di grave a mia sorella.
Dopo circa 30-60 minuti mia sorella lascia momentaneamente il pronto soccorso e viene portata in un'altra stanza per fare alcuni esami tra cui un encefalogramma alla testa.
Fatti questi esami e' stata riportata nel pronto soccorso per il ricovero, e mentre effettuava il tragitto per il corridoio mia madre vide mia sorella con tanto sangue in faccia, sotto gli occhi, sulla maglietta e un cerotto sul naso.
Mia mamma naturalmente ha chiesto alle infermiere che cosa era successo e le e' stato risposto che aveva battuto contro le sbarre del lettino muovendosi.
Quindi quel boato che si era sentito nel pronto soccorso era mia sorella che, secondo loro aveva battuto il naso contro il lettino.
Quel boato non poteva essere una battitura, ma una caduta perche' era cosi' forte quel rumore che una semplice battitura non si poteva sentire e non sarebbero accorsi tutti cosi' di fretta.
Secondo noi e' stata la caduta a causare quel boato e non una semplice battitura Mia sorella Michela avendo perso i sensi e conseguentemente essere svenuta non era in grado di intendere e di volere, quindi era sotto la responsabilita' degli infermieri, medici presenti in quel momento nel pronto soccorso.
Data la loro incuranza, superficialita' nonche' responsabilita' nel sorvegliare mia sorella e' possibile chiedere un risarcimento all'Ospedale per:.
1. Danni fisici a mia sorella per il naso sbattuto, causa una non adeguata sorveglianza alla stessa che non era cosciente.
2. Danni morali, psicologici e stress da ricovero per i miei familiari presenti(mia madre, mia sorella Antonia e mio cognato) poiche', stando gia' preoccupati e in anzia per quello che era successo, in piu' la lunga attesa nel pronto soccorso, il conseguente boato all'interno del pronto soccorso che ha incrementato ancora di piu' la preoccupazione, l'anzia e lo stress.
ed infine la constatazione visiva da parte dei miei familiari e soprattutto di mia madre, che era effettivamente successo qualcosa di grave all'interno del pronto soccorso, e che quello che si era pensato in precedenza non era solo un pensiero provocato dallo stato psicologico e morale dei miei familiari ma la pura e grave realta'.
Secondo voi e' giusto che nel 2004 succedano ancora queste cose?
E se per quella sbattitura, o secondo noi familiari caduta dal lettino(visto il rumore che ha fatto e la grande corsa dei medici e infermieri accorsi) avesse provocato qualcosa di piu' grave???
Qualora ci fossero dei presupposti per chiedere un risarcimento di quanto accaduto quale e' la strada giusta da intraprendere?
Avvocato, Giudice di Pace, TAR, Corte di Cassazione?
A quanto potrebbe ammontare la somma da chiedere per il risarcimento?
Concludo ringraziandovi per la pazienza avuta a leggere questa lunga lettera.
Aspettiamo noi tutti familiari una risposta.
DISTINTI SALUTI.
Emiliano, da Cori

Risposta ADUC
puo' avanzare le sue richieste, ma occorre intenderci: il fine non deve essere quello di sfruttare la situazione esagerando le pretese ma solo di richiedere un giusto risarcimento per quanto occorso a sua sorella. In caso doveste apparire pronti a cogliere l'occasione, non fareste una buona impressione ad un giudice, pregiudicando l'impostazione dell'azione e quindi anche la valutazione del reale e concreto danno occorso a sua sorella.
In primo luogo, riteniamo che sarebbe opportuno presentare un esposto in Procura della Repubblica: ove vi fosse un'azione nei riguardi dell'Ospedale, potreste costituirvi parte civile all'interno del procedimento. Nel frattempo, potreste in ogni caso tentare anche la strada del contenzioso civile: occorre pero' che per tutto questo vi rivolgiate ad un legale.
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