Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 gennaio 2004
Egregi Signori, in occasione dell'ultimo ponte dell'Immacolata, mio marito, mio figlio ed io abbiamo deciso di regalarci due giorni di relax in Trentino. Dopo aver consultato internet e dopo una serie di risposte negative da parte di altre strutture a causa del periodo di sovraffollamento, l'Hotel Residence Marilleva 1400 ci ha riservato un appartamento per i due giorni (6-8 dicembre 2003) dietro versamento di una caparra di 50 ¤, per l'ammontare complessivo di 199 ¤ (pagamento anticipato all'arrivo piu' cauzione di 130 ¤ da restituirsi alla partenza).
Voglio sorvolare sullo scempio architettonico della struttura che meriterebbe un intervento immediato da parte degli organi competenti e sulle dimensioni dell'appartamento (circa 20 m², toilette senza finestre e senza aspiratore, letti a pannello ripiegati sulle pareti,...).
Il complesso Marilleva 1400 (a quattro stelle) e' composto da quattro edifici facenti capo dalle 22.00 al mattino successivo ad una sola reception per un totale di circa 6000 ospiti!
Il motivo del reclamo sta nel fatto che, a causa di un gruppo di persone (studenti dell'Universita' Bocconi di Milano!) che hanno deciso di trasformare in una discoteca i 5 o 6 appartamenti vicino al nostro, non siamo riusciti a chiudere occhio per tutta la notte (sono giunte alla reception numerose lamentele in questo senso). Dopo aver avvertito la reception del nostro edificio (quindi prima delle 22.00) sul possibile pericolo di incendio in quanto i ragazzi, noncuranti dei cartelli di divieto, fumavano e tiravano petardi nei corridoi ("dovrebbero smettere presto" ci e' stato risposto), abbiamo sollecitato piu' volte l'intervento della sorveglianza con l'unico risultato che, alla mia quarta telefonata mi sono sentita rispondere dal receptionist di turno "Io ho chiamato la sorveglianza, ho fatto il mio lavoro; ho mille altre cose a cui pensare; se vuole, chiami lei i carabinieri e non chiami piu' me! ".
Il mattino successivo ci siamo rivolti al direttore dell'albergo per chiedere il risarcimento di un servizio di cui non avevamo usufruito. Quanto siamo riusciti ad ottenere e' stata la restituzione della cauzione e della quota per la seconda notte.
In pratica abbiamo pagato 99 ¤ per farci una doccia!!
Desidero ora sapere se un disservizio di questo tipo (mancata assistenza in una situazione di emergenza con conseguenti danni morali ed impossibilita' da parte nostra di riposare e di usufruire quindi di un servizio pagato) meriti un rimborso totale se non addirittura un risarcimento per i danni subiti, tenuto conto che dato il periodo, per la notte successiva ci e' stato possibile trovare solamente una sistemazione ad un prezzo superiore (120 ¤, ricevuta in mio possesso).
Sara' inoltre dimostrabile dalla documentazione dell'Hotel Residence Marilleva 1400 che le persone che hanno causato il disagio sono rimaste in albergo, mentre noi, che non saremmo stati certi di passare tranquillamente la notte successiva ce ne siamo andati prima del previsto.
La direzione non si sarebbe potuta rivalere, per il nostro eventuale rimborso, sulla cauzione dei giovani bocconiani?
Rimango in attesa di ricevere il Vostro cortese riscontro e colgo l'occasione per porgere i miei piu' distinti saluti.
Angelica, da Cividale del Friuli/Udine
Voglio sorvolare sullo scempio architettonico della struttura che meriterebbe un intervento immediato da parte degli organi competenti e sulle dimensioni dell'appartamento (circa 20 m², toilette senza finestre e senza aspiratore, letti a pannello ripiegati sulle pareti,...).
Il complesso Marilleva 1400 (a quattro stelle) e' composto da quattro edifici facenti capo dalle 22.00 al mattino successivo ad una sola reception per un totale di circa 6000 ospiti!
Il motivo del reclamo sta nel fatto che, a causa di un gruppo di persone (studenti dell'Universita' Bocconi di Milano!) che hanno deciso di trasformare in una discoteca i 5 o 6 appartamenti vicino al nostro, non siamo riusciti a chiudere occhio per tutta la notte (sono giunte alla reception numerose lamentele in questo senso). Dopo aver avvertito la reception del nostro edificio (quindi prima delle 22.00) sul possibile pericolo di incendio in quanto i ragazzi, noncuranti dei cartelli di divieto, fumavano e tiravano petardi nei corridoi ("dovrebbero smettere presto" ci e' stato risposto), abbiamo sollecitato piu' volte l'intervento della sorveglianza con l'unico risultato che, alla mia quarta telefonata mi sono sentita rispondere dal receptionist di turno "Io ho chiamato la sorveglianza, ho fatto il mio lavoro; ho mille altre cose a cui pensare; se vuole, chiami lei i carabinieri e non chiami piu' me! ".
Il mattino successivo ci siamo rivolti al direttore dell'albergo per chiedere il risarcimento di un servizio di cui non avevamo usufruito. Quanto siamo riusciti ad ottenere e' stata la restituzione della cauzione e della quota per la seconda notte.
In pratica abbiamo pagato 99 ¤ per farci una doccia!!
Desidero ora sapere se un disservizio di questo tipo (mancata assistenza in una situazione di emergenza con conseguenti danni morali ed impossibilita' da parte nostra di riposare e di usufruire quindi di un servizio pagato) meriti un rimborso totale se non addirittura un risarcimento per i danni subiti, tenuto conto che dato il periodo, per la notte successiva ci e' stato possibile trovare solamente una sistemazione ad un prezzo superiore (120 ¤, ricevuta in mio possesso).
Sara' inoltre dimostrabile dalla documentazione dell'Hotel Residence Marilleva 1400 che le persone che hanno causato il disagio sono rimaste in albergo, mentre noi, che non saremmo stati certi di passare tranquillamente la notte successiva ce ne siamo andati prima del previsto.
La direzione non si sarebbe potuta rivalere, per il nostro eventuale rimborso, sulla cauzione dei giovani bocconiani?
Rimango in attesa di ricevere il Vostro cortese riscontro e colgo l'occasione per porgere i miei piu' distinti saluti.
Angelica, da Cividale del Friuli/Udine
Risposta ADUC
i danni dovevano essere contestati formalmente per raccomandata A/R entro 8 gg. A questo punto, e' decorso un po' troppo tempo: consiglieremmo pertanto di tentare una conciliazione -e non di piu'- davanti al giudice di pace.
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