Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 gennaio 2004
Domanda 17 gennaio 2004
Vi invio copia della lettera di protesta all'Alitalia relativo a una terribile esperienza vissuta il giorno 8 gennaio 2004. Grazie.
Giancarlo, da Roma.
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SPETT. LE ALITALIA UFFICIO RELAZIONI CLIENTELA VIA ALESSANDRO MARCHETTI 111 00148 ROMA.
A. D. U. C.
ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI DEGLI UTENTI E CONSUMATORI VIA CAVOUR 68 FIRENZE.
Egregi responsabili del servizio clienti, come cliente Alitalia e socio Millemiglia (tessera n. xxxxxx) desidero formalmente protestare in relazione allo svolgimento del volo ALITALIA AZ200 delle ore 7.35 del giorno 8 gennaio 2004 da Roma Fiumicino a Londra Heathrow.
Io e mia moglie abbiamo infatti acquistato una cosiddetta Girovacanza Alitalia, come tante altre volte nel passato. Uno sciopero dei controllori di volo, certo non imputabile a voi, ha fatto si' che il nostro volo AZ 202 delle ore 10.35 venisse cancellato dall'Alitalia e che noi venissimo riprotetti, termine quasi ironico sapendo quello che sarebbe successo, sul volo AZ200 delle 7.35.
Per essere breve, dopo un buon volo, quando abbiamo cominciato la discesa verso Heathrow una normale turbolenza si e' rapidamente trasformata in uno sballottamento da incubo. Tutti i passeggeri, noi compresi, ci rendevamo conto che qualcosa non andava perche' piu' ci avvicinavamo verso la pista e piu' l'aereo barcollava a destra e a sinistra, non riuscendo mai a mantenere l'allineamento con il terreno e un assetto stabile. Le urla dei passeggeri sono aumentate perche' il pilota, invece di rinunciare all'atterraggio, continuava a scendere. Noi, posizionati sul posto 14a e 14 b sull'ala sinistra, vedevamo l'ala stessa oscillare e avvicinarsi pericolosamente alla pista. Le urla diventavano imprecazioni e la scena sembrava da film apocalittico: gente che si teneva mano nella mano, passeggeri in preda al panico che singhiozzavano nervosamente, altri che vomitavano. Quando eravamo a pochissimi metri dalla pista, con l'aereo non allineato che oscillava da destra a sinistra come un pendolo, il pilota decideva che ci si stava per schiantare e richiedeva potenza ai motori, quando l'ala sinistra sotto ai nostri occhi era ormai a un metro dal toccare terra in posizione obliqua, con conseguenze che vi lascio immaginare per la struttura dell'aereo e per la salute di noi tutti. Ripresa quota con molte difficolta' vista la vicinanza di centimetri con il terreno, c'e' stato qualche minuto di silenzio, durante il quale gli stessi assistenti di volo non riuscivano a dare spiegazioni plausibili e molti passeggeri ipotizzavano qualche anomalia al velivolo anziche' semplici problemi di vento e turbolenza. Io stesso credo che il velivolo avesse qualche problema di stabilita' o di motori perche' un aeromobile deve essere in grado di controllare le correnti ascenzionali o un vento, seppur forte, altrimenti vuol dire che i passeggeri in tutto il mondo inconsapevolmente rischiano tutti i giorni troppo e senza saperlo vincono un terno al lotto nell'atterrare e decollare e non mi pare che questo sia plausibile. Ritornando alla cronaca. Poi il comandante ha finalmente comunicato ai passeggeri che un forte vento su Londra aveva provocato quei problemi di assetto in atterraggio non solo a noi ma a molti aeromobili prima e dopo di noi. Nello stesso comunicato, il comandante informava che avremmo riprovato l'atterraggio su Heathrow per poi, in caso negativo, tentare di atterrare su Luton.
La notizia del secondo tentativo di atterraggio ha gettato nel panico molti passeggeri, che ormai sapevano cosa dovevano aspettarsi anche per la seconda volta. Mia moglie era veramente spaventata e ho dovuto fingere tranquillita', vista la mia esperienza di volo superiore alla sua, per raccontarle che erano cose normali, che potevano capitare vista la turbolenza in aria. In realta' io penso che se la situazione meteorologica non lo consente, la torre di controllo dovrebbe impedire gli atterraggi e lo stesso comandante dovrebbe ritenere troppo rischioso il tentativo e scegliere di aspettare o di atterrare altrove. Invece la scelta sua e della torre di controllo mi e' sembrata quella di tentare in tutti casi, rischiando non solo la sua vita ma anche quella dei passeggeri in una situazione di assoluto pericolo.
I dieci -quindici minuti di volo di riposizionamento per il secondo tentativo di atterraggio sono stati caratterizzati da scene di panico, con gente sconosciuta che si teneva la mano in una improvvisa catena di Sant'Antonio, che assumeva la posizione di emergenza, che urlava che non voleva morire, che rimetteva e via dicendo. Bene, per tutta la durata della discesa abbiamo oscillato tra destra e sinistra come un metronomo impazzito, vedendo gia' le case in basso, neanche fossimo stati un guscio di noce in mezzo alle onde del mare. Fra destra e sinistra non stavamo mai dritti e la pista si avvicinava con i passeggeri che nel panico piu' totale imploravano il comandante, che non poteva certo sentirli, di rialzarsi di nuovo, in uno stentato inglese (go up, go up, please!!) Finalmente, appellandoci a tutti i santi in paradiso, il comandante riusciva a far toccare prima una ruota poi l'altra del carrello a una velocita' folle, con l'aereo che continuava a barcollare anche sulla pista per stabilizzarsi solo a fine pista dopo una brusca frenata, provocando isterici applausi e ironici complimenti dei passeggeri.
Gli assistenti di bordo erano piu' contenti di noi di averla scampata e continuavano a dire che non avevano mai rischiato cosi' tanto, fatto che certo non contribuiva a rilassarci. Gli assistenti a terra, mentre andavamo a ritirare i bagagli, dicevano di aver seguito i problemi del nostro volo e che il comandate era stato bravo a decidere di risollevarsi visto che avevamo l'ala che praticamente raschiava la pista.
Ora, convenendo sul fatto che il comandante DOPO e' stato bravo nel risollevare l'aereo, io ritengo invece che lui e la torre di controllo PRIMA siano stati avventati nel tentare l'atterraggio in quelle condizioni e che l'aereo avesse qualche problema di assetto. Non sono certo un tecnico o un pilota ma ho volato da quando avevo sedici anni e una cosa del genere non mi era mai capitata. Mi chiedo se in ogni pista del mondo, con condizioni di vento che suppongo si possano ripetere parecchi giorni all'anno in molti posti quali la Gran Bretagna, l'Australia, la Germania, le isolette del Pacifico, lo stesso nord Italia si possa e si debba rischiare cosi' tanto senza dichiarare inagibile una pista o senza, da parte dei comandanti degli aeromobili, ritenere troppo rischioso un atterraggio e tentarlo in un aeroporto limitrofo.
Immagino che abbiate gia' avuto analoghe segnalazioni in merito al volo da me citato, perche' molti altri passeggeri volevano protestare formalmente e denunciare l'episodio. In ogni caso, a parte una vostra spiegazione sull'accaduto, visto che lo spavento e' stato tanto e che mia moglie e' rimasta molto impressionata dall'episodio connesso ai rischi corsi e che non sara' cosi' facile in un prossimo futuro convincerla a volare, chiedo il rimborso della tariffa pagata, riservandomi, se non soddisfatto, di agire in sede legale per un risarcimento dei danni morali subiti.
Restando a disposizione per qualsiasi chiarimento relativo alla dinamica dei fatti descritti, anche se in realta' sarei io ad aspettarmi chiarimenti, vi ringrazio dell'attenzione.

Risposta ADUC
ricordi che la contestazione deve essere inviata per raccomandata A/R per poter avere una effettiva rilevanza.
Potrebbe presentare un esposto in Procura della Repubblica, chiedendo di valutare gli estremi di un qualche eventuale illecito.
In ogni caso, per richiedere il rimborso del danno mediante la presente raccomandata, occorre detti un termine specifico di 15 gg per effettuare il rimborso, dando avviso che in difetto agira' in giudizio.
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